Viviamo in un periodo storico contraddistinto da un paradosso che riguarda soprattutto il viaggio contemporaneo: ci spostiamo a velocità altissima per ‘risparmiare tempo’, solo per accorgerci che quel tempo lo abbiamo sacrificato sull’altare dell’efficienza, perdendoci tutto il piacere del tragitto. In un mondo che corre, l’idea che il viaggio sia importante quanto la destinazione sembra spesso un concetto dimenticato. Eppure, il Touristic Eastern Express nasce proprio per restituire dignità al tempo del percorso: un itinerario ferroviario che ha trasformato le ore trascorse sui binari in parte integrante della scoperta.
Il Touristic Eastern Express (Turistik Doğu Ekspresi) impiega circa 30 ore per coprire i 1.310 chilometri tra Ankara e Kars. Non è un mezzo per chi ha fretta, ma un treno per chi vuole vedere il mondo cambiare colore attraverso il finestrino, passando dalle steppe ocra dell’Anatolia centrale ai picchi ghiacciati dell’Est.
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Il treno Touristic Eastern Express
Il Touristic Eastern Express ha ridefinito il turismo ferroviario in Turchia proponendo un convoglio progettato per l’esplorazione: le carrozze letto diventano piccoli salotti privati dove si ricrea un’atmosfera domestica, condividendo tè e cibo locale con i vicini di scompartimento. Il ritmo è volutamente disteso (la velocità media non supera gli 80 km/h) e il viaggio è punteggiato da soste strategiche di circa tre ore, calibrate per permettere ai passeggeri di scendere e toccare con mano la stratificazione culturale del Paese.
Questo modello slow non solo riduce l’impronta carbonica, ma agisce come un catalizzatore economico locale. Le tappe, infatti, sono studiate per valorizzare territori spesso esclusi dai circuiti principali: all’andata verso Kars ci si ferma a Erzincan ed Erzurum, mentre al ritorno verso Ankara il treno sosta a Divriği e Sivas. Proprio a Divriği si trova uno dei tesori più preziosi: la Grande Moschea e l’Ospedale Medievale (UNESCO), i cui portali scolpiti raccontano la maestosità dell’architettura anatolica.
Kars, tra piste da sci e sapori tipici
Città di confine per eccellenza, Kars conserva un’anima russa e caucasica unica. Le eleganti architetture in pietra scura di epoca zarista, infatti, convivono con testimonianze armene e selgiuchidi. A breve distanza dal centro, le rovine di Ani, l’antica capitale medievale nota come la “città delle mille e una chiesa”, offrono uno spettacolo solenne sulle sponde del fiume Arpaçay, che segna il confine naturale con l’Armenia.
A breve distanza si trovano le piste da sci di Sarıkamış, celebri per la loro neve “cristallina” simile a quella alpina, che attraversa fitte foreste di pini silvestri. Poco lontano, il Lago di Çıldır ghiacciato offre uno spettacolo d’altri tempi, dove ci si sposta su slitte trainate da cavalli.
Anche a tavola, Kars rivela la sua identità più profonda. La regione è il cuore della Kars Cheese Route, il primo itinerario tematico dedicato al formaggio nel Paese. Nel villaggio di Boğatepe, sede di un ecomuseo unico, nasce il celebre Kars Gravyer e il Kars Kaşarı, prodotti grazie a pascoli d’alta quota che ospitano oltre 1.500 specie floreali.
Le serate a Kars, infine, animate dai duelli poetici dei menestrelli (aşık atışması), chiudono il cerchio di un’esperienza che dimostra come il viaggio possa finalmente tornare a essere parte integrante del luogo che attraversa.