La paradisiaca Balos Lagoon di Creta trasformata in un “inferno” per l’overtourism

Da sogno mediterraneo a “inferno” per i turisti: la Balos Lagoon di Creta è stata travolta dalla folla. Arrivano le misure per proteggerla

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Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

Si sono tutti innamorati delle acque turchesi, della sabbia dalle sfumature rosate e delle montagne brulle che si tuffano nel mare: l’immagine della Balos Lagoon in Grecia ha fatto il giro del mondo e per anni questa splendida spiaggia di Creta è stata una meta da cartolina. Il successo, come spesso accade a causa dei social, ha presentato il conto: nell’estate 2026 le immagini e i video circolati su Instagram e Tik Tok hanno mostrato uno scenario da incubo, il paradiso si è trasformato in un inferno con passerelle congestionate, invasione di visitatori e spazio inesistente persino per un asciugamano.

La Balos Lagoon di Creta assediata dai turisti

Il problema non è da riservare alla sola percezione di una spiaggia troppo affollata; Balos Lagoon nell’isola di Creta è in pericolo per la capacità dell’ecosistema di sostenere i flussi turistici sempre più intensi. Secondo le stime riportate dalle autorità locali nell’alta stagione arriva ad accogliere tra le 2.000 e le 5.000 persone al giorno e il momento più critico è quello delle ore centrali della giornata quando un numero elevato di grandi imbarcazioni provenienti da Kissamos arrivano contemporaneamente.

I numeri rischiano di entrare in conflitto con la fragilità del territorio; Balos fa infatti parte della rete europea Natura 2000 e, secondo valutazioni ambientali citate dalla fonte, la capacità sostenibile giornaliera sarebbe compresa indicativamente tra 2.230 e 2.330 visitatori.

Il caso di Balos resta un paradosso comune a molte destinazioni virali: più un luogo viene promosso come incontaminato e più rischia di perdere proprio quelle caratteristiche che lo hanno reso celebre. Non è un problema solo di questo luogo, la Grecia ha già vissuto problematiche simili a Santorini e Mykonos adottando alcune misure per gestire i grandi flussi turistici.

Le misure per proteggerla

Per evitare che Balos venga definitivamente soffocata, le autorità stanno valutando un sistema più rigido di accesso. Tra le proposte? Prenotazione online, ingressi suddivisi per fasce orarie e un tetto massimo di visitatori giornaliero. L’obiettivo potrebbe essere prevedere l’ingresso di 1.200 persone per ogni finestra di 3 ore; terminato il turno i viaggiatori dovranno andare via per consentire l’accesso successivo. Se il modello dovesse funzionare per l’estate 2027 potrebbe essere esteso ad altre spiagge di Creta come Elafonissi e Phalasarna.

Una rivoluzione solo apparente, perché in Italia esperimenti di questo tipo sono già realtà. Diverse località costiere hanno introdotto numero chiuso, prenotazioni obbligatorie o contingentamento degli accessi proprio per proteggere ambienti naturali molto delicati.

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Il paradiso della Balos Lagoon da proteggere

In Sardegna rientrano tra gli esempi più noti La Pelosa, Cala Brandinchi, Lu Impostu e Cala Goloritzé; sistemi di regolazione sono stati adottati anche a Cala Violina, in Toscana, alla Spiaggia dei Conigli di Lampedusa e in altre località italiane particolarmente vulnerabili alla pressione estiva. Per la spiaggia delle Due Sorelle, nelle Marche, l’accesso è inoltre legato ai collegamenti via mare e richiede organizzazione anticipata.

L’idea, dunque, non è impedire alle persone di visitare i luoghi straordinari come questo ma provare a distribuire i flussi così da proteggere il paesaggio.

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