Forbes celebra i castelli dell’Emilia-Romagna: un viaggio tra fortezze fuori dal tempo

Forbes elogia i castelli dell’Emilia-Romagna e invita a scoprirli lentamente, tra fortezze medievali, borghi, paesaggi e sapori della Food Valley

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

Quante volte scopriamo solo dopo che qualcuno ce lo dice o che li vediamo sui media tutti quei luoghi che siamo abituati ad avere vicino e che, proprio per questo, rischiamo quasi di dare per scontati? Sembra che a volta serva lo sguardo di chi arriva dall’estero per ricordarci quanto possano essere straordinari. È quello che è successo ai castelli dell’Emilia-Romagna, finiti sotto i riflettori di Forbes in un articolo dedicato allo slow travel.

La giornalista di Forbes ha invitato i lettori internazionali ad allontanarsi per qualche giorno dalle grandi città italiane più affollate e a scoprire un paesaggio fatto di colline, piccoli borghi e antiche fortezze. Secondo la testata, è proprio viaggiando lentamente attraverso la campagna emiliana che si incontra uno dei patrimoni più affascinanti della regione: castelli medievali e rinascimentali che raccontano secoli di battaglie, dinastie, amori e intrighi.

Un elogio che conferma ancora una volta come alcuni dei tesori più suggestivi d’Italia si trovino lontano dalle rotte turistiche più battute.

I castelli dell’Emilia-Romagna che hanno conquistato Forbes

Il viaggio raccontato da Forbes parte dalla rete dei Castelli del Ducato, che riunisce 38 tra castelli, fortezze e dimore storiche aperte al pubblico, oltre a una cinquantina di altri luoghi culturali tra ville, musei, abbazie, palazzi e residenze. Alcune strutture permettono persino di trascorrere la notte all’interno delle antiche mura.

Tra i luoghi scelti dalla testata americana c’è il Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino, nei pressi di Salsomaggiore Terme. Ha circa mille anni di storia e fu costruito in posizione strategica per controllare i preziosi pozzi di sale della zona. Ancora oggi è abitato dai discendenti della famiglia Pallavicino e conserva arredi seicenteschi, soffitti a cassettoni, affreschi e perfino una piccola porta segreta che conduce a una scala a chiocciola.

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Sguardo sul Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino

Forbes si sofferma poi sulla Rocca Sanvitale di Fontanellato, circondata da un ampio fossato colmo d’acqua. Al suo interno si trova una delle opere più importanti del Manierismo italiano: la sala affrescata nel 1524 dal Parmigianino con il mito di Diana e Atteone. Curiosa anche la Camera Ottica ottocentesca, un sistema di specchi e prismi capace di proiettare su un tavolo ciò che accade nella piazza esterna.

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Vista sulla Rocca Sanvitale di Fontanellato

Un viaggio lento nella Food Valley

Il fascino dell’itinerario, però, non è legato soltanto alle fortezze. Forbes descrive l’Emilia-Romagna come una destinazione da attraversare senza fretta, percorrendo strade secondarie tra campi, vigneti e piccoli centri abitati anziché spostandosi rapidamente da una grande città all’altra.

Emblematica è la presenza, sempre a Fontanellato, del Labirinto della Masone, realizzato dal designer ed editore Franco Maria Ricci. Aperto nel 2015, è composto da circa 300.000 piante di bambù ed è indicato anche da ENIT come il più grande labirinto di bambù al mondo. All’interno della tenuta si trovano inoltre un museo con centinaia di opere d’arte e spazi dedicati alla gastronomia.

Ed è proprio il cibo l’altro grande protagonista del viaggio. Forbes suggerisce di fermarsi nelle trattorie e nelle osterie, visitare un caseificio dove nasce il Parmigiano Reggiano o scoprire la produzione del Prosciutto di Parma. Non a caso questa parte d’Italia è conosciuta come la Food Valley, dove castelli, paesaggi e prodotti gastronomici finiscono per diventare parte della stessa esperienza.

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