Non è la Bologna delle cartoline: la Bolognina ha conquistato il Guardian

Basta attraversare un ponte per lasciarsi alle spalle le folle del centro e scoprire un quartiere multietnico, vivace e fiero della propria identità popolare

3 min di lettura

Elena Usai

Travel blogger & content creator

La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

Chiunque sia stato a Bologna per più di un weekend, ma soprattutto chi l’ha vissuta, magari come studente o studentessa dell’università, sa che la città “si divide in due”. C’è la Bologna turistica, quella del centro storico affollato di visitatori alla ricerca delle migliori trattorie, e la Bologna che prova a resistere. Basta attraversare Ponte Matteotti, passando sopra i binari della stazione ferroviaria, per entrare nella seconda, la Bolognina, proprio la zona che ha conquistato il Guardian.

Qui spariscono i vicoli acciottolati, le torri e i palazzi medievali presi d’assalto e si entra in una quotidianità differente, fatta di mercati, piccoli bar e macellerie halal. Nata all’inizio del Novecento per ospitare le famiglie dei ferrovieri, e poi degli operai delle fabbriche della zona, la Bolognina oggi è un quartiere multietnico. Ha una forte identità politica di sinistra e una comunità decisa a non farsi snaturare dalla gentrificazione.

Chi arriva da fuori è accolto volentieri, ma qui non si sta davanti a una vetrina: si entra nella vita vera di un quartiere che, sfortunatamente, rischia comunque di perdere la sua identità.

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