Le location di Terapia di famiglia hanno un forte valore simbolico: come ha raccontato il regista rappresentano la calma e la tranquillità apparente della vita borghese e, allo stesso tempo, quanto poco basti per sconvolgerle. Scopriamo insieme dov’è stato girato il nuovo film di Arnaud Lemort, al cinema dal 23 luglio 2026.
Indice
Di cosa parla
Dopo cinque anni di terapia, Damien Leroy (Baptiste Lecaplain) non è riuscito ad alleviare nemmeno un po’ i problemi di ansia cronica di cui soffre da sempre, anzi ha finito per diventare invadente anche nei confronti dello psicoanalista che lo ha in cura: il discretamente famoso Olivier Béranger (Christian Clavier). Intenzionato a congedarlo come paziente, il dottor Béranger lancia a Damien un’ultima sfida: trovare la donna della sua vita. Contro ogni previsione, Damien ci riesce.
Quando Alice, la donna di cui si innamora follemente e da cui è ricambiato, lo invita ai festeggiamenti per il trentesimo anniversario di matrimonio dei genitori si scopre che il padre è il dottor Béranger in persona. Ha inizio così, soprattutto a opera dell’ultimo, un crescendo di provocazioni, segreti professionali traditi e tentativi estremi di far scoppiare la coppia.
Dov’è stato girato il film
Il film è stato girato sul Lago Lemano (noto anche come Lago di Ginevra): uno dei laghi più grandi di tutta Europa, diviso tra Svizzera e Francia, famoso per le acque placide e tranquille su cui godersi un’uscita in pedalò o in kayak o provare anche da principianti uno dei tanti sport acquatici in voga al momento.
Basta una giornata ventosa, però, perché il Lemano diventi «come Biarritzvv»: con questo paragone con località basca affacciata sull’oceano e nota soprattutto per le onde da surf, il regista ha inteso rimarcare il valore metaforico che hanno le location di Terapia di famiglia.
La tranquilla vita agita che la famiglia del dottor Béranger conduceva prima che Damien conoscesse la figlia è ben rappresentata da scorci dei pittoreschi borghi affacciati sulla riva francese del lago come, tra i più facili da riconoscere sullo schermo, Évian-les-Bains, Yvoire, Thonon-les-Bains.
Évian-les-Bains
Évian-les-Bains è da sempre famosa come centro termale e per le straordinarie proprietà della sua acqua. Il quartiere medievale; gli edifici della Bella Époque come la straordinaria Villa Lumière, residenza estiva dell’omonima famiglia; l’iconico casinò con cupola in stile neo-bizantino; la passeggiata sul lago e la storica funicolare inaugurata a inizio Novecento per accompagnare i visitatori negli spostamenti tra i vari centri termali sono tra le cose da vedere a Évian-les-Bains.
Da non perdere sono anche i giardini acquatici del Jardin du Pré Curieu: ospitano ninfee, carpe koi, rane, salamandre.
Yvoire
Yvoire è il più pittoresco tra i borghi affacciati sul Lago di Ginevra. Il castello, le antiche porte d’ingresso della città, le mura fortificate sono tra i principali simboli del posto, facili da riconoscere in molte scene del film. La Chiesa di San Pancrazio e il Jardin des Cinq Sens con la sua straordinaria varietà di specie botaniche sono tra le altre attrazioni da non perdere in visita a questa “Perla del Lago”.
Thonon-les-Bains
Tra le location utilizzate, Thonon-les-Bains è stata quella più sfruttata per le vedute panoramiche sul lago: dai numerosi giardini della città alta la vista spazia, infatti, su gran parte della riva meridionale del Lemano. Scendendo più in basso, il quartiere di Rives si presenta come un pittoresco villaggio di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato.
In mezzo c’è un ricco patrimonio religioso di chiese come la Basilica di Saint-François-de-Sales e Chiesa di Saint-Hippolyte e altri edifici storici come il Castello di Sonnaz, oggi utilizzato per lo più per mostre ed esibizioni.