Voli cancellati e ritardi: come ottenere rimborsi fino a 600 euro e risarcimenti

Alla luce dei recenti disagi aerei, ricordiamo quali sono i diritti dei viaggiatori e come comportarsi in caso di cancellazione o ritardo.

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Alessandra Montuori

content writer & storyteller

Appassionata di aerei e viaggi, parla 4 lingue ma i dialetti italiani restano i suoi preferiti. Racconta il mondo dall’alto e da vicino.

Il rientro dalle vacanze non è mai piacevole, ma per qualcuno può trasformarsi in una vero incubo. È quello che è successo ai circa 40 passeggeri italiani rimasti bloccati per giorni a Mykonos, mentre nelle stesse settimane l’attività dell’Etna ha mandato in tilt il traffico aereo siciliano, con centinaia di voli cancellati o dirottati.

Quando il ritorno a casa non va come dovrebbe, i passeggeri possono avere diritto all’assistenza, al rimborso del biglietto o, in alcuni casi, a una compensazione economica. Conoscere la differenza tra queste tutele è fondamentale per capire come muoversi e, soprattutto, a chi presentare la propria richiesta.

Voli cancellati e ritardi: quanti passeggeri sono coinvolti

Secondo i dati diffusi da AirHelp, nelle prime settimane di agosto il 49,5% dei passeggeri in Italia ha subito un ritardo prolungato o una cancellazione dell’ultimo minuto. Il dato interessante però è un altro: il 79% dei viaggiatori non conoscerebbe i propri diritti e il 60% di coloro che avrebbero diritto a un risarcimento non presenterebbe mai richiesta.

Una situazione emersa con forza durante gli ultimi disagi estivi, dai passeggeri bloccati a Mykonos fino ai voli cancellati in Sicilia a causa dell’attività dell’Etna. A quanto pare però, il problema non riguarda soltanto il periodo estivo: i disservizi aerei coinvolgono milioni di viaggiatori tutto l’anno, spesso lasciati senza indicazioni chiare su come far valere i propri diritti.

Quando si ha diritto al rimborso e al risarcimento

Secondo quanto riportato dall’ENAC, in caso di cancellazione il passeggero può ottenere il rimborso del biglietto per la parte del viaggio non effettuata oppure scegliere un volo alternativo, il prima possibile o in una data successiva. C’è poi il diritto all’assistenza: a seconda delle circostanze, la compagnia deve garantire ai passeggeri in attesa pasti e bevande, la possibilità di effettuare comunicazioni e, se necessario, il pernottamento in hotel con il relativo trasferimento. Se queste prestazioni non vengono garantite, è importante conservare le ricevute delle spese sostenute.

Ma cosa succede quando il volo non viene cancellato, ma parte o arriva in ritardo? In questo caso, i diritti dei passeggeri cambiano in base alla durata del disservizio e alla distanza della tratta.

Ritardo del volo: dopo quante ore scattano i diritti

Il primo diritto che può scattare è quello all’assistenza. La soglia dipende dalla lunghezza del volo: per le tratte fino a 1.500 km è prevista dopo almeno 2 ore di ritardo; per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per le altre tratte comprese tra 1.500 e 3.500 km, dopo almeno 3 ore; per le altre tratte, dopo almeno 4 ore. In questi casi, il Regolamento europeo prevede l’assistenza ai passeggeri in attesa. Quest’ultima comprende, in relazione alla durata dell’attesa, pasti e bevande e la possibilità di effettuare comunicazioni. Quando il ritardo rende necessario trascorrere una o più notti fuori casa, può comprendere anche sistemazione in hotel e trasferimento da e per l’aeroporto.

Se il ritardo alla partenza raggiunge almeno 5 ore, il passeggero può invece scegliere di rinunciare al volo e chiedere il rimborso della parte di viaggio non effettuata.

Diverso è il caso della compensazione economica: questa può spettare quando il passeggero raggiunge la destinazione finale con un ritardo di almeno 3 ore, purché il disservizio non sia stato causato da circostanze eccezionali. La compensazione non coincide quindi con il rimborso del biglietto, ma rappresenta un’ulteriore forma di tutela prevista dalla normativa europea.

Quanto si può ottenere di compensazione

La compensazione economica può arrivare fino a 600 euro e viene calcolata in base alla distanza della tratta. Gli importi previsti dal Regolamento CE 261/2004 sono i seguenti:

Distanza della tratta Importo a passeggero
Fino a 1.500 km 250 euro
Tra 1.500 km e 3.500 km (e intracomunitari oltre 1.500 km 400 euro
Oltre 3.500 km (tratte extra-UE) 600 euro

Esistono però le cosiddette “circostanze eccezionali”, come eventi naturali o condizioni meteorologiche particolarmente avverse, che possono escludere il diritto alla compensazione. È il caso dei disagi legati all’attività dell’Etna, che devono quindi essere valutati distinguendo le diverse forme di tutela previste per i viaggiatori.

Le tutele previste dal Regolamento europeo CE 261/2004 si applicano ai voli in partenza da un aeroporto dell’Unione europea e, in determinate condizioni, anche a quelli in arrivo nell’UE da Paesi extraeuropei.

Come chiedere concretamente il rimborso

Il primo passo è presentare un reclamo alla compagnia aerea, conservando carta d’imbarco, prenotazione, comunicazioni ricevute e scontrini delle eventuali spese sostenute durante l’attesa. Secondo quanto riportato dall’ENAC, il reclamo può essere presentato entro due anni dalla data del volo, anche se è consigliabile procedere prima.

Per verificare se si ha diritto a un risarcimento esistono anche piattaforme specializzate, come AirHelp. Il servizio infatti analizza i dati dei voli, le informazioni meteorologiche e quelle relative al traffico aereo per valutare le singole situazioni. Una volta verificata l’idoneità della richiesta, il passeggero può quindi procedere autonomamente con la compagnia aerea oppure scegliere di affidarsi a servizi specializzati per la gestione della pratica.

In sostanza, che tu scelga di gestire la richiesta in autonomia o di affidarti a una piattaforma specializzata, l’importante è conoscere i propri diritti, conservare tutta la documentazione e verificare di essere nelle condizioni per ottenere quanto previsto dalla normativa. Perché anche quando il volo va storto, sapere come muoversi può aiutarti a non lasciare sul tavolo ciò che ti spetta.

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