Villa Savorelli è il giardino segreto della Tuscia, un capolavoro tra boschi secolari, nobili dimore e memorie antiche

Sulla sommità di un colle di tufo che domina la Tuscia, le fronde dei lecci secolari ondeggiano lente nel vento, custodi di un luogo in grado di raccontare secoli di nobiltà

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Oltre il favoloso centro storico dell’Antichissima Città d’Italia, Sutri, si estende un’elegante residenza affacciata su un colle che domina il borgo, e dove rumori e traffico cedono spazio al fruscio dei lecci, al profumo dell’alloro e a un paesaggio modellato dalla mano dell’uomo nel corso di centinaia di anni. Si è arrivati a Villa Savorelli, uno dei migliori esempi di villa storica della Tuscia viterbese.

Rinascimento, Barocco ed età romantica hanno lasciato tracce ben riconoscibili, creando un equilibrio raro tra architettura, arte del paesaggio e patrimonio naturale. Ad essere del tutto onesti, però, quello stesso rilievo tufaceo aveva già un ruolo importante prima della nascita del complesso: nel Medioevo era conosciuto con il nome di Colle San Giovanni e pellegrini diretti verso Roma lungo la Via Francigena trovavano accoglienza presso la chiesa, l’ospedale e gli edifici sorti in quest’area strategica. Ancora oggi affiorano resti delle antiche mura accanto al Palazzo Anguillara, spesso ricordato anche attraverso la celebre denominazione di Castello di Carlo Magno.

L’edificio attuale, distribuito su 3 livelli e caratterizzato da una pianta quadrata, conquista grazie alla sua sobria eleganza. Linee armoniose, proporzioni regolari e una perfetta integrazione con il paesaggio circostante regalano alla visita una sensazione di continuità tra natura e costruito.

Breve storia e leggende di Villa Savorelli

Le radici della proprietà affondano nel XVI secolo, quando gli Altoviti, ricca famiglia fiorentina trasferitasi tra Roma, Viterbo e Sutri, realizzarono una residenza di campagna destinata al controllo delle vaste proprietà agricole circostanti. L’edificio originario aveva dimensioni contenute rispetto alla villa odierna, destinata a trasformarsi profondamente nel corso del tempo.

Nel 1629 il patrimonio passò ai marchesi Muti Papazzurri, protagonisti del grande rinnovamento architettonico. Furono proprio loro ad ampliare la residenza, inglobando nuovi terreni fino al versante rivolto verso l’anfiteatro romano e il cosiddetto Castello di Carlo Magno. Nello stesso periodo presero forma importanti interventi anche sulla vicina Chiesa della Madonna del Monte.

Nel 1725 l’architetto Sebastiano Cipriani progettò una trasformazione radicale dell’edificio religioso. L’antica chiesa medievale acquisì un’abside, 2 cappelle laterali e una nuova facciata ispirata al linguaggio borrominiano. Le 2 torri campanarie accentuarono lo slancio verticale dell’insieme, rendendolo perfettamente riconoscibile dalla città posta più in basso. Anche gli interni ricevettero nuove decorazioni grazie all’opera di Gaetano Sardi.

Sul finire del XVIII secolo la proprietà passò ai conti Savorelli di Forlì, famiglia destinata a lasciare il proprio nome alla villa. Proprio durante questa fase il giardino raggiunse il massimo splendore. Documenti dell’epoca raccontano spese dedicate alla coltivazione di agrumi, fiori ornamentali, siepi sempreverdi e viali accuratamente mantenuti.

Il XX secolo, invece, portò una delle pagine più difficili: nel 1944 la residenza venne incendiata dalle truppe tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale. Terminato il conflitto, la famiglia Staderini avviò una paziente ricostruzione che restituì dignità al complesso monumentale. Dagli anni ’80 Villa Savorelli appartiene al Comune di Sutri e ospita la sede del Parco Regionale Antichissima Città di Sutri.

Attorno al colle continuano a vivere racconti tramandati da generazioni. Il più affascinante riguarda il Bosco Sacro, un fitto bosco di lecci secolari che accompagna il giardino. L’antica tradizione pagana attribuiva a questo posto la presenza di ninfe, fauni e folletti, figure simboliche legate al continuo rinnovarsi della natura. Più che semplici leggende, rappresentano il riflesso di credenze molto antiche, nate quando alberi e sorgenti venivano considerati angoli carichi di significato spirituale. Anche il vicino Castello di Carlo Magno alimenta racconti popolari: stando alla tradizione il grande imperatore avrebbe sostato proprio su questo colle durante il viaggio verso Roma per ricevere la corona imperiale.

Come funziona la visita e cosa vedere

Villa Savorelli colpisce prima di tutto per il rapporto continuo tra architettura e paesaggio. La facciata principale si apre verso il giardino all’italiana, autentico protagonista del complesso. Le geometrie delle siepi raccontano la raffinata cultura del verde sviluppata nelle dimore nobiliari tra XVII e XVIII secolo. Bosso e alloro disegnano figure perfettamente simmetriche, mantenute attraverso pazienti interventi di potatura. Due grandi riquadri riproducono lo stemma araldico dei Savorelli, dettaglio che rivela tutta la ricercatezza del progetto paesaggistico.

Tra aiuole e parterre compaiono elementi in peperino, la pietra vulcanica tipica della Tuscia. Particolarmente elegante appare la fontana semicircolare, arricchita da una maschera scolpita, da una vaschetta e da un elemento decorativo a forma di pigna. Proseguendo oltre il giardino si raggiunge il Bosco Sacro, pieno di lecci secolari che accompagnano il percorso regalando ombra anche nelle giornate più calde. Tronchi possenti, rami intrecciati e luce filtrata tra le chiome costruiscono uno scenario che conserva ancora il fascino evocato dagli antichi racconti.

Vale la pena osservare con attenzione anche la Chiesa della Madonna del Monte. L’esterno rivela chiaramente le trasformazioni avvenute nei secoli. L’impianto medievale convive con gli interventi settecenteschi, mettendo in scena un insieme architettonico ricco di sfumature. Lo slancio verticale della facciata richiama immediatamente l’attenzione, soprattutto osservandola dal basso lungo la città.

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La bellissima Chiesa della Madonna del Monte

Dal margine del colle si apre uno dei punti panoramici più belli di Sutri: l’anfiteatro romano scavato nel tufo, la Via Cassia e il paesaggio della Tuscia si distendono davanti agli occhi con una prospettiva davvero particolare. Attualmente gli ambienti interni della villa ospitano la sede del Parco Regionale e vengono utilizzati per conferenze, mostre, eventi culturali e attività istituzionali.

Per questo motivo la visita riguarda prevalentemente gli spazi esterni. Giardini e area monumentale rientrano nei percorsi organizzati dal Parco Regionale Antichissima Città di Sutri, con ingresso a pagamento. Prima della partenza conviene verificare giorni di apertura e modalità di accesso attraverso i canali ufficiali.

Dove si trova e come arrivare

La raffinata Villa Savorelli occupa la parte meridionale del Parco Regionale Antichissima Città di Sutri, appena fuori dalle mura del borgo medievale. La posizione permette di inserirla facilmente in un itinerario dedicato ai grandi tesori della cittadina, insieme all’anfiteatro romano, alle necropoli rupestri e al centro storico.

La Via Cassia rappresenta l’arteria principale per raggiungere la residenza. Viterbo dista circa 29 km, mentre Roma si trova a più o meno 53 km. Arrivati a Sutri, il complesso si raggiunge facilmente anche a piedi dal centro, attraversando un breve tratto che conduce verso il colle.

L’esperienza acquista ancora più valore durante la primavera e l’inizio dell’autunno, stagioni che valorizzano il disegno del giardino e i colori del bosco.

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