Puerto Escondido, il rifugio costiero del Pacifico messicano tra onde mitiche e leggende di pirati

La costa messicana rivela un volto aspro, autentico e affascinante, in cui il tempo rallenta seguendo il ritmo delle onde oceaniche e dei tramonti infuocati

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Recentemente inserito tra le mete di tendenza del 2026 da TripAdvisor, Puerto Escondido si annida sulla costa pacifica dello stato di Oaxaca, in Messico, e rappresenta un ex villaggio di pescatori evoluto in meta ambita ma, per fortuna, senza perdere la sua anima genuina. Il suo nome, tradotto in italiano, vuol dire porto nascosto e dietro quest’espressione si cela un racconto che gli abitanti tramandano ancora.

Si narra che un pirata, Andrés Drake, rapì una giovane donna mixteca proveniente dall’area di Santa María Huatulco. Durante una sosta nella baia riuscì a fuggire e a nascondersi tra la vegetazione costiera. I pirati iniziarono a chiamarla La Escondida, la nascosta, perché proprio era impossibile trovarla.

Prima del turismo, qua c’era un piccolo scalo commerciale e solo negli anni Sessanta, con la costruzione della Carretera 200 (strada che collega Acapulco alle località di Oaxaca), si aprì definitivamente la regione al resto del Paese. Se è vero che ultimamente sta riscuotendo un notevole successo al punto che la sua popolarità cresce tra i viaggiatori, è altrettanto reale che da queste parti è ancora possibile fare una sorta di ritorno alle origini del viaggio.

Cosa vedere a Puerto Escondido

La battigia è incantevole, ma al di là della sabbia la città racconta molto della costa di Oaxaca. Il cuore autentico, infatti, pulsa nelle sue aree urbane in cui la vita quotidiana svela strati storici culturali e architettonici profondi che arricchiscono la visita ben oltre il richiamo del mare.

Il Mercato Benito Juárez

Cosa c’è di più particolare, tipico e pittoresco di un mercato? Probabilmente niente e quello di Benito Juárez è un vero e proprio mosaico di autenticità. Tra corridoi stretti e ventilatori appesi al soffitto si vendono pesce appena sbarcato, peperoncini secchi, erbe aromatiche, cacao, machete e cappelli intrecciati, mentre le cuoche preparano tlayudas croccanti con fagioli neri e quesillo filante.

Faro e Mirador

Su un promontorio roccioso di questo pittoresco luogo del Messico si erge il faro cittadino. Ci si arriva tramite una salita ripida che conduce a un punto panoramico che, oltre a regalare una vista imponente, permette di comprendere la geografia locale.

Il visitatore si ritrova a osservare baie che si susseguono a mezzaluna, poi improvvisamente interrotte da scogliere scure. Il fondale scende rapidamente, fattore che favorisce la formazione delle onde monumentali di Zicatela, spesso soprannominata Mexican Pipeline in riferimento alla celebre Banzai Pipeline hawaiana.

Laguna de Manialtepec

A una ventina di chilometri verso ovest vale la pena fare una sosta presso la Laguna de Manialtepec, bacino salmastro circondato da mangrovie. Durante alcuni mesi dell’anno (soprattutto nella stagione umida), di notte l’acqua si illumina grazie alla bioluminescenza prodotta dal fitoplancton.

Basta muovere la mano per generare scie blu elettrico. Le escursioni in barca durano circa due ore ma attenzione, perché tra queste acque vivono anche coccodrilli, presenza che invita alla prudenza quando qualcuno propone il bagno notturno.

Comunità rurali dell’entroterra

Vi consigliamo pure di allontanarvi di pochi chilometri, in quanto basta davvero un attimo per incontrare villaggi agricoli tra campi di mais e piantagioni di papaya.

Sono centri abitati minuscoli che in genere conservano case che presentano muri in mattoni crudi intonacati e tetti in lamiera. Qui il turismo incide in misura marginale e il ritmo segue ancora i cicli delle piogge.

Le spiagge più belle di Puerto Escondido

C’è di tutto di più, al punto che dire che c’è l’imbarazzo della scelta risulta quasi riduttivo: la costa alterna tratti adatti a surfisti esperti a baie più riparate, con i colori che mutando dal blu cobalto al verde smeraldo a seconda della profondità dei fondali. Tuttavia, occorre fare molto attenzione perché le correnti risultano potenti in diversi punti. Tra le spiagge migliori ci sono:

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La bellissima Playa Carrizalillo

Se avete tempo a disposizione (o se volete allontanarvi un po’), fuori città meritano una deviazione località quali Mazunte, Zipolite e San Agustinillo, piccoli centri costieri con identità marcata, collegati dalla stessa Carretera 200.

Come arrivare e quando andare

Puerto Escondido dispone dell’omonimo aeroporto internazionale con collegamenti frequenti da Città del Messico e altre metropoli nazionali. Il volo da Oaxaca de Juárez dura meno di mezz’ora e sorvola la Sierra Madre del Sur con panorami spettacolari. In alternativa si può percorrere la nuova autostrada che riduce il tragitto su strada a circa 3 ore, mentre la vecchia via montana richiede più tempo e numerose curve.

Il clima resta caldo per gran parte dell’anno, ma tra novembre e aprile prevale la stagione secca con cieli limpidi e minore presenza di zanzare. Da maggio a ottobre arrivano piogge intense, vegetazione più rigogliosa e mareggiate consistenti: è il periodo prediletto dai surfisti esperti.

Puerto Escondido conserva un carattere diretto e che non promette perfezione. Piuttosto offre un contatto sincero con l’oceano Pacifico e con una comunità che vive ancora di pesca, mercati e onde. Qui il tramonto colora il cielo di arancio scuro, le barche rientrano lente verso il molo e l’aria sa di sale e carbone acceso. Dopo qualche giorno si comprende che il vero lusso sta nell’ascoltare il rumore continuo del mare, potente e indifferente, che scandisce le ore senza chiedere nulla in cambio.

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