Donoussa è l’isola del silenzio ritrovato: viaggio ai confini delle Piccole Cicladi

L'isola che cambia ritmo e ridisegna il senso stesso di viaggio tra mare, silenzio e gesti quotidiani: il microcosmo che preserva intatto il carattere più autentico dell'Egeo

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Esistono ancora, in Grecia, delle isole fuori dai circuiti del turismo di massa? In molti potrebbero pensare di no, ma la verità è che il Paese ellenico possiede anche adesso segreti ben custoditi. Un esempio di quanto appena detto è Donoussa, un’isola che persino tra le Cicladi, arcipelago che già di suo vive di contrasti tra fama e dimenticanza, si ritaglia un ruolo quasi invisibile. Con appena 13 chilometri quadrati, la si raggiunge dopo ore di mare, quando l’orizzonte ha ormai già cancellato ogni riferimento.

Un territorio in cui vivono poco più di un centinaio di abitanti durante l’inverno, al punto che gran parte della vita ruota attorno a una manciata di case bianche affacciate su una baia protetta dal vento. Vi basti pensare che quando il traghetto arriva, l’attracco diventa un evento, con saluti, voci alte e mani che si agitano. Poi, come se nulla fosse successo, tutto torna quieto.

Geograficamente Donoussa occupa il margine nord-orientale delle Piccole Cicladi, sospesa tra Naxos e Amorgos, e si caratterizza per essere incisa da colline e piccole baie interrotte da sentieri che tagliano la macchia mediterranea. Non mancano alcune tracce archeologiche che si mescolano alla mitologia: Dioniso avrebbe nascosto Arianna proprio da queste parti, ben distante da occhi indiscreti dopo l’abbandono di Teseo.

Chi arriva oggi trova qualcosa di ancora più raro della storia, ovvero una quotidianità genuina in cui si pesca, si coltiva e si parla lentamente. Le auto passano di rado e i negozi si contano sulle dita di due mani. Eppure, dopo poche ore, qualcosa cambia.

Cosa vedere e fare a Donoussa

Se i mastodontici monumenti sono il vostro interesse primario, forse siete nel posto sbagliato. Ma se invece vi piacciono i dettagli, siete giunti nell’isola della Grecia perfetta per voi. Donoussa si snoda tra villaggi minuscoli che sembrano sculture modellate dal vento e memorie di epoche passate ancora ricche di cose da raccontare.

Stavros, il centro che basta a sé stesso

Stavros rappresenta il cuore dell’isola e allo stesso tempo il suo intero universo sociale. Le case tipiche delle Cicladi, bianche con dettagli blu, si dispongono ad anfiteatro attorno al porto.

La chiesa di Timios Stavros, costruita agli inizi del ‘900 al posto di un edificio più antico, domina con il suo campanile semplice e il pavimento chiaro che riflette la luce in modo quasi accecante nelle ore centrali. Qui si concentra tutto: le taverne, i pochi alloggi e i negozi essenziali.

Mersini e la sorpresa dell’acqua

Decisamente interessante è anche Mersini perché rompe lo schema arido tipico delle isole di questa zona. La località è puntellata di case in pietra che si arrampicano su un pendio, mentre intorno compare un verde inatteso fatto di platani, canneti e frutteti. A catturare l’attenzione dei più attenti è la presenza di una sorgente naturale che cambia completamente il paesaggio e che, soprattutto, ha avuto un ruolo cruciale per la comunità: ha permesso autonomia idrica senza dipendere dai rifornimenti esterni.

La piccola chiesa di Agia Sofia, poco distante, diventa un punto di riferimento durante le celebrazioni di settembre, quando Donoussa si anima in modo insolito.

Kalotaritissa, l’estremo silenzio abitato

All’estremità nord-orientale si trova Kalotaritissa con un gruppo minuscolo di case che conserva un carattere profondamente rurale. Durante la stagione fredda può restare abitato da una sola persona. La scena appare quasi immobile, come se il tempo si fosse fermato senza bisogno di nostalgia.

Le grotte marine tra leggenda e geologia

La costa nasconde cavità accessibili via mare. Fokospilia, chiamata grotta delle foche, racconta una presenza animale ormai rara. Tihos, nella baia di Ksilobati, presenta stalattiti che creano giochi di luce sorprendenti quando il sole filtra dall’ingresso. Le escursioni partono dal porto e seguono un ritmo lento.

Il mulino abbandonato tra Kedros e Livadia

Un rudere solitario, visibile tra due baie, è testimone di un passato agricolo ormai ridotto a traccia. Il mulino a vento privo di pale e copertura resta uno dei pochi elementi verticali in un paesaggio dominato da linee orizzontali.

I sentieri e la misura del territorio

Donoussa si attraversa a piedi. I percorsi collegano Stavros con Mersini, Messaria e Kalotaritissa passando tra uliveti, vigneti e vecchie miniere. Il mare accompagna quasi sempre lo sguardo. Il tracciato più lungo richiede poco più di un’ora e mezza per tratta, ma il tempo reale dipende dalle soste (che sono inevitabili).

Le spiagge di Donoussa

Il litorale (sì, è bello) si articola in una serie di insenature che proteggono acque di una trasparenza emozionante, con sabbia finissima che si mescola a piccoli ciottoli multicolori. Qui la natura comanda sovrana e la mano dell’uomo si è limitata a tracciare sentieri per raggiungere il bagnasciuga. Tra le spiagge migliori:

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Una delle spiagge di Donoussa

Come arrivare

A Donoussa non c’è aeroporto. Per questo motivo l’accesso principale avviene via mare dal porto del Pireo ad Atene, con collegamenti che variano tra 3 e 4 corse settimanali. In alternativa si può passare da Naxos o Paros, con cambio nave. Le tratte dipendono molto dalle condizioni del mare, soprattutto durante l’inverno.

Il periodo migliore coincide con la tarda primavera e inizio estate, quando il clima resta stabile e l’afflusso ancora più contenuto del solito. Agosto porta indubbiamente un aumento evidente di visitatori, in gran parte greci, con un’atmosfera più vivace ma mai eccessiva. Il meltemi, vento tipico dell’Egeo, può influenzare le giornate e rendere alcune traversate movimentate.

Arrivare qui richiede una scelta precisa. Restare ancora di più: Donoussa non cambia per chi arriva, ma è in grado di cambiare chi decide di fermarsi davvero.

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