Cingoli, il balcone delle Marche: dove si trova e cosa vedere

Cingoli, il Balcone delle Marche, incanta con panorami sull'Adriatico, palazzi storici, chiese preziose e un lago immerso nel verde

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Flavia Cantini

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Un susseguirsi di colline che sembrano onde verdi e dorate, piccoli borghi arroccati, campi coltivati e, in lontananza, l’azzurro del Mar Adriatico: è questo lo spettacolo che accoglie chi raggiunge Cingoli, conosciuto come il “Balcone delle Marche” per la straordinaria posizione panoramica che permette allo sguardo di spaziare su buona parte della regione.

Racchiuso da una cinta muraria medievale quasi intatta, vanta infatti un centro storico ricco di testimonianze artistiche e architettoniche, eleganti palazzi nobiliari, chiese preziose e vicoli che invitano a passeggiare senza fretta.

Dove si trova Cingoli, il borgo sospeso sulle colline marchigiane

Cingoli svetta in provincia di Macerata, sulla sommità del Monte Circe, a circa 631 metri di altitudine, in una posizione privilegiata che domina l’alta valle del fiume Musone,  ottimo punto di partenza per esplorare l’entroterra.

Il territorio è punteggiato da dolci rilievi, boschi, distese coltivate e piccoli nuclei abitati, in un paesaggio dove l’opera dell’uomo si integra alla perfezione con la natura.

Cosa vedere a Cingoli, tra panorami e tesori d’arte

La scoperta di Cingoli non può che iniziare dal suo simbolo più celebre, il Balcone delle Marche, terrazza panoramica ricavata lungo le antiche mura castellane, da cui si apre una veduta davvero spettacolare: dinanzi agli occhi si distende un mosaico di colline, campi e vallate che si susseguono fino all’orizzonte. Nelle giornate più limpide, lo sguardo raggiunge il Monte Conero e il Mar Adriatico e, in condizioni di visibilità eccezionali, si possono persino distinguere i rilievi della Dalmazia, oltre il mare, in Croazia.

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Terrazza panoramica di Cingoli, Balcone delle Marche

Dal belvedere, la visita prosegue tra le stradine del centro storico, impreziosite da palazzi rinascimentali, portali decorati, antiche dimore e scorci che raccontano il prestigioso passato della cittadina. Il cuore pulsante è Piazza Vittorio Emanuele II, su cui si affacciano alcuni degli edifici più rappresentativi, a partire dal Palazzo Comunale, dalle origini duecentesche, affiancato dalla Torre dell’Orologio. Nella suggestiva Sala degli Stemmi del Palazzo è custodito uno dei massimi tesori artistici di Cingoli, la Madonna del Rosario e Santi, monumentale dipinto realizzato nel 1539 da Lorenzo Lotto per la Chiesa di San Domenico.

Sempre nel Palazzo Comunale ha sede il Museo Archeologico Statale con reperti risalenti alla preistoria, all’Età del Bronzo e al periodo romano; significative sono le testimonianze provenienti dall’insediamento di Moscosi, individuato durante gli scavi precedenti alla costruzione della diga di Castreccioni.

Sulla piazza si staglia anche la Cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata a partire dal 1615, che conserva opere d’arte e monumenti sepolcrali, tra cui quello dedicato a Papa Pio VIII.

Altro gioiello è la Chiesa di San Filippo Neri, che sorprende per il contrasto tra la facciata medievale e il sontuoso interno barocco; in origine nota come Santa Maria della Pieve, fu trasformata dopo il passaggio ai padri Filippini nel XVII secolo, acquisendo le decorazioni e l’eleganza che ancora oggi la contraddistinguono.

Passeggiando lungo Corso Garibaldi si incontra poi il settecentesco Palazzo Castiglioni, storica residenza della famiglia di Francesco Saverio Castiglioni, nato a Cingoli nel 1761 e divenuto Papa Pio VIII nel 1829. Tra le sale più significative si distinguono la Camera del Papa, la cappella privata e il raffinato Salone della Musica, con un particolare soffitto formato da nove cupole ottagonali decorate, progettato per favorire l’acustica.

Il passato medievale rivive anche nelle antiche porte cittadine, che permettevano l’accesso al borgo attraverso la possente cinta muraria: tra le più caratteristiche spicca Porta Piana, realizzata nel 1835 su progetto dell’architetto Ireneo Aleandri in onore di Papa Pio VIII, che sostituì un precedente accesso medievale. Meritano attenzione anche Porta del Tasso, conosciuta come la Portella, e Porta dello Spineto, testimonianza delle fortificazioni che proteggevano Cingoli nei secoli passati.

Infine, dopo essersi lasciati conquistare dal fascino del centro storico, vale la pena raggiungere il Lago di Cingoli, conosciuto anche come Lago di Castreccioni, il più grande bacino artificiale delle Marche: creato negli anni Ottanta con la costruzione di una diga sul fiume Musone, si presenta come un ampio specchio d’acqua circondato da colline e boschi, con insenature che disegnano un paesaggio oltremodo suggestivo.

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Lago di Cingoli, il più grande bacino artificiale delle Marche

È una meta perfetta per una pausa all’aria aperta, tra passeggiate lungo le rive, escursioni nella natura e momenti di relax. Durante la bella stagione è possibile dedicarsi ad attività come canoa, kayak e pedalò, oppure concedersi una sosta nei punti ristoro affacciati sull’acqua, per ammirare il panorama e assaporare le specialità locali.

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