Trekking nelle isole, la primavera è la stagione migliore per esplorarle a piedi

Caprera, Marettimo, Ustica, Pantelleria e la Grande Traversata Elbana: alla scoperta dei percorsi escursionistici più suggestivi delle isole italiane

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Lorenzo Calamai

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Dopo quattro continenti, diciassette paesi, quindici capitali ha scoperto che il più delle volte quello che cerchi non è poi così lontano da casa.

Scriveva Jerome Klapka Jerome, l’autore di Tre uomini in barca, che “la primavera della vita e la primavera dell’anno son fatte per essere cullate nel grembo verde della natura”. Niente di più giusto: quando le giornate si allungano, ma l’estate è ancora lontana, l’arrivo della primavera risveglia nella natura un vortice esplosivo di colori, profumi e suoni che la rendono la stagione perfetta per viaggiare, esplorando alcune destinazioni atipiche con il mezzo di trasporto più antico di cui l’essere umano è dotato: i propri piedi.

Le tante isole, grandi o piccole che siano, che punteggiano i tratti di mare al largo delle coste italiane, immerse nel Mediterraneo, sono una destinazione unica da scoprire camminando. Ancora fuori dalla stagione turistica, con un clima ancora non adatto a passare le ore nuotando, la primavera regala a chi sceglie di scoprirle un equilibrio perfetto tra clima mite, una natura spettacolare e peculiare e la possibilità di scoprire sentieri, coste e borghi con un ritmo lento e attento. Dalle Alpi Apuane ai vulcani del Tirreno, dalle distese laviche della Sicilia alle macchie mediterranee della Sardegna, la primavera è l’alleata ideale per chi desidera esplorare le isole italiane con lo zaino in spalla, tra i profumi e i colori di paesaggi di rara bellezza: le rocce granitiche dell’Arcipelago di La Maddalena, i crateri di Ustica, le colate laviche di Pantelleria, le Dolomiti a mare di Marettimo e i crinali dell’Isola d’Elba.

Caprera: mare e granito

La Sardegna e la Corsica sono divise da uno stretto braccio di mare, le Bocche di Bonifacio, che è punteggiato di piccole isole. Vicino alla costa settentrionale dell’isola italiana sorge un arcipelago che prende il nome dalla sua isola principale, La Maddalena, tutelata da un omonimo parco naturale (il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena).

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Panorama scenografico de La Maddalena

Si tratta di un vero e proprio paradiso che durante l’estate richiama un grande flusso turistico grazie alle sue acque cristalline e alla sua natura incontaminata e selvaggia. La primavera, però, è la stagione ideale per chi apprezza una maggiore solitudine e per chi ama camminare a ridosso del mare: la macchia mediterranea che caratterizza il paesaggio sprigiona profumi intensi di elicriso, mirto e rosmarino, mentre il vento ancora leggero mantiene limpidi i cieli e celesti, splendenti le acque.

Tra gli itinerari più suggestivi per il trekking c’è quello che conduce a Cala Coticcio, soprannominata Tahiti per le sue sfumature turchesi. Cala Coticcio non si trova su La Maddalena, ma su Caprera, una sorta di isola gemella della principale, raggiungibile a piedi dall’isola maggiore grazie a un istmo artificiale che le collega. Caprera è un paradiso per gli amanti del trekking e della natura, disseminata di splendidi tracciati escursionistici.

Il sentiero per Cala Coticcio, che richiede passo sicuro, scarpe chiuse e rispetto per l’ambiente, si snoda tra rocce granitiche modellate dal vento e tratti di vegetazione fitta. Prima dell’alta stagione, la cala conserva un’atmosfera raccolta, quasi segreta, piena di meraviglia.

Il percorso è breve, poco meno di quattro chilometri, ma a larghi tratti in cui è molto agevole alterna alcuni passaggi più difficoltosi. Essendo una zona considerata di massima tutela ambientale, si deve essere accompagnati da una guida escursionista per raggiungere la cala. La destinazione è sensazionale: una piscina naturale cristallina abbracciata da grandi massi di granito bianchi e rosati che regala davvero grandi emozioni.

Un’altra escursione meritevole è quella che porta verso Punta Tegge, con affacci spettacolari sull’intero arcipelago e, nelle giornate più limpide, sulla Corsica. Camminare qui in primavera significa alternare alcuni momenti di profondo silenzio al rumore roboante del mare, sostando tra una caletta e l’altra ed esplorando il paesaggio lunare della grande scogliera. Particolarmente consigliato il momento del tramonto.

Ustica e le sue colate laviche

A circa 70 chilometri da Palermo, Ustica è conosciuta soprattutto per i suoi fondali marini, sogno degli appassionati di snorkeling, ma è a piedi che se ne scopre un volto più sorprendente e magico. Di origine vulcanica, l’isola presenta un territorio articolato tra colate laviche, ampi terrazzamenti agricoli e falesie a picco sul mare.

La Riserva Naturale Orientata Isola di Ustica tutela un fitto reticolo di sentieri che permettono di attraversare ambienti diversi in pochi chilometri di cammino. Uno dei percorsi più affascinanti è quello che conduce alla Rocca della Falconiera, spettacolare promontorio che rappresenta un ottimo punto panoramico che domina l’isola. In primavera, la vegetazione è nel pieno della fioritura e i contrasti tra la roccia scura che caratterizza il terreno e il verde della vegetazione che prolifera malgrado il difficile contesto creano uno scenario selvaggio e intenso.

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Ustica è silenziosa e selvaggia

Inoltre, lungo il percorso si incontrano diverse testimonianze dell’antichità, da alcune tombe ipogee fino a un castello saraceno costruito per dominare la visuale sul mare. Si può raggiungere, infine, un faro con una vista splendida sulla costa orientale dell’isola.

Il sentiero costiero verso Cala Sidoti e Punta Cavazzi, sul lato occidentale di Ustica, regala invece scorci sul mare aperto e la possibilità di osservare il passaggio degli uccelli migratori. In questo periodo dell’anno, le temperature sono ideali per percorsi anche di media difficoltà, e l’isola mantiene un’atmosfera intima che permette un contatto diretto con la natura.

Pantelleria: l’anima selvaggia del Mediterraneo

Più vicina all’Africa che alla Sicilia, Pantelleria è un’isola di contrasti: nera di lava, verde di vigneti, blu di mare. In primavera il paesaggio si accende di colori vivaci e camminare diventa il modo più autentico per farsi catturare dalla sua grande bellezza, dal suo carattere selvaggio, dalla sua identità.

La salita alla Montagna Grande, il punto più alto dell’isola a oltre ottocento metri sul livello del mare, attraversa boschi e macchia mediterranea fino a raggiungere panorami unici che spaziano sul Canale di Sicilia. Lungo il percorso si incontrano dammusi in pietra lavica e terrazzamenti che raccontano la lunga tradizione agricola dell’isola. Ci vogliono circa 4 ore di cammino, considerando andata e ritorno, per completare gli otto chilometri di percorso che caratterizzano questa splendida escursione.

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Il tipico scenario di Pantelleria, che alterna verde e nero

Il Lago di Venere, specchio d’acqua termale incastonato in un cratere, è un’altra meta ideale per un’escursione primaverile: il sentiero che lo circonda permette di ammirarne le sfumature cangianti e di immergersi, se si desidera, nelle sue acque tiepide. Senza il caldo intenso dell’estate, Pantelleria rivela tutta la sua anima selvaggia e silenziosa, accendendosi di un verde raro che decora un territorio dove la natura finisce per essere rigogliosa malgrado l’ambiente estremo.

Marettimo: la più selvaggia delle Egadi

La più lontana e montuosa delle Isole Egadi, Marettimo è un concentrato di natura incontaminata. Qui non ci sono grandi strade asfaltate né traffico: ci si muove quasi esclusivamente a piedi lungo antichi sentieri che collegano il piccolo borgo alle cale e alle alture interne.

Buona parte della bellezza dell’isola è dovuta al fatto che, da un punto di vista geomorfologico, le rocce di Marettimo sono costituite per gran parte da dolomia, la stessa che contraddistingue, per l’appunto, le Dolomiti. Ecco perché spesso l’isola è nota come le Dolomiti a mare, che si accendono di un meraviglioso rosa quando il sole del tramonto le bacia e durante il giorno abbagliano con il loro bianco luccicante.

Il territorio di Marettimo è dominato dal Monte Falcone, che con i suoi oltre 600 metri rappresenta il punto più alto dell’arcipelago. La salita è impegnativa ma regala panorami vastissimi sul Mediterraneo. In primavera, la bassa macchia mediterranea esplode di colori e profumi, tra ginestre, orchidee spontanee e piante aromatiche che accompagnano ogni passo.

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Sentiero costiero a Marettimo

Tra i percorsi più suggestivi c’è quello verso il Castello di Punta Troia, antica fortificazione che svetta sulla punta di un promontorio a pochi chilometri dall’unico centro abitato dell’isola. Il sentiero costiero alterna tratti rocciosi a scorci su grotte marine e calette solitarie, sempre mantenendosi a strapiombo sulla costa.

L’Isola d’Elba e la Grande Traversata Elbana

Cuore dell’Arcipelago Toscano, l’Isola d’Elba, quasi insospettabilmente, è una delle mete più complete per chi ama camminare. Qui infatti il mare si alterna a rilievi collinari coperti di antichi e fitti boschi di leccio, offrendo una grande varietà paesaggistica e un’ampia natura che copre il territorio tra un borgo e l’altro dei diversi che caratterizzano l’isola.

La primavera è il periodo ideale per affrontare la Grande Traversata Elbana, un itinerario escursionistico di media durata che attraversa l’isola da est a ovest lungo la dorsale montuosa. Si tratta di un percorso articolato in più tappe, che permette di scoprire l’Elba più autentica, lontana dalle spiagge affollate, e che va intrapreso preferibilmente in primavera per evitare il grande caldo estivo.

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Gli splendidi panorami dell’Isola d’Elba

Lungo il cammino si incontrano panorami sul Tirreno, tratti boschivi ombrosi e creste panoramiche da cui lo sguardo spazia fino alla Corsica nelle giornate più limpide. I borghi interni, come Marciana e Rio nell’Elba, offrono soste rigeneranti tra vicoli in pietra e terrazze fiorite.

La Grande Traversata Elbana (GTE) si compie di solito da Cavo, nella punta nord-orientale dell’isola, fino a Pomonte, esattamente all’opposto. Si può considerare di concluderla deviando maggiormente verso nord per raggiungere Punta Polveraia. In ogni caso la lunghezza è intorno ai 60 chilometri e viene effettuata in tre o quattro tappe, a seconda delle proprie possibilità e della volontà di soffermarsi di più o di meno in questo contesto naturale unico, con panorami fantastici sulla costa. Esiste anche una versione della GTE modificata per essere affrontata in mountain bike.

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