Il Parco Nazionale del Pollino è la più grande area protetta d’Italia: poco meno di 200mila ettari di natura incontaminata a cavallo tra la Basilicata e la Calabria, che prendono il nome dal principale massiccio montuoso di questa fetta di territorio. In inverno, le escursioni nel Pollino hanno un fascino tutto particolare: l’aria è più frizzante; il bosco bruno, con molti alberi spogli, offre nuove prospettive; non capita di rado, poi, che ad alcune altitudini arrivi la neve.
Tra le destinazioni più suggestive da affrontare in questa stagione c’è il Bosco Magnano, uno degli scenari più affascinanti per un’escursione rilassante a contatto con la natura. Tantissimi appassionati di trekking scelgono questo luogo per i sentieri adatti a grandi e piccini e al contempo affascinanti, per respirare aria pura e ascoltare il fruscio dell’acqua, per attraversare tratti di foresta tanto suggestivi quanto poco frequentati nei mesi freddi.
Indice
Flora e fauna del Bosco Magnano
Vuole la leggenda che il torrente Peschiera e il torrente Frido, i corsi d’acqua che animano il Bosco Magnano, siano stati generati dalle lacrime di una ninfa, inconsolabile per l’amore non corrisposto di un pastore locale. Un altro mito locale sostiene che gli abitanti dei paesi attorno al bosco fossero soliti realizzare strumenti musicali dai tronchi dei cerri, il cui suono prodigioso era capace di sposarsi con i rumori della natura.
Vuole invece la scienza che il Bosco Magnano rappresenti uno degli ecosistemi montani più interessanti della catena appenninica meridionale. Camminando sui sentieri che si snodano nell’area si incontrano infatti tante varietà arboree tra cui faggi, cerri, aceri, carpini e ontani: alberi che in inverno mostrano la loro struttura scheletrica, creando un intrico di rami che cattura lo sguardo e l’immaginazione.
Questa ricca vegetazione è resa possibile dall’abbondanza di acqua nei limpidi torrenti che attraversano il bosco, peraltro habitat ideali per molte specie animali. Tra gli abitanti più significativi della zona c’è la lontra eurasiatica, animale raro che si trova solo in pochi contesti acquatici in Italia e che in inverno lascia spesso tracce ben visibili sulle sponde del torrente Peschiera.
Nel Bosco Magnano non mancano picchi, scoiattoli neri, cervi e salamandrine dagli occhiali, tipici anfibi degli ambienti che abbinano bosco e acqua.
Dov’è il Bosco Magnano e come arrivare
Il Bosco Magnano è una vasta area boschiva situata tra le colline del sud della Basilicata, nei pressi del paese di San Severino Lucano, una caratteristica cittadina che merita assolutamente una visita.
Inserito all’interno del Parco Nazionale del Pollino, il bosco è composto da una varietà di alberi ad alto fusto: rigogliosi aceri, cerri, carpini bianchi, faggi e ontani, che rendono il paesaggio profondamente affascinante anche quando l’inverno si fa rigido.
Inoltre, il Bosco Magnano è attraversato da torrenti d’acqua limpida e cristallina che scorrono impetuosi e turbolenti interrompendo la quiete imposta dalla fitta vegetazione. Tra questi, il torrente Peschiera è il principale protagonista di questa porzione di territorio lucano: un corso d’acqua cristallino che scorre vorticoso tra piscine naturali, cascate e massi levigati, creando un’atmosfera quasi fiabesca.
L’abitato più vicino al Bosco Magnano è Cropani, una piccola frazione del comune di San Severino Lucano, nel cui territorio amministrativo ricade l’area boschiva. Si può raggiungere da qui oppure percorrendo la Strada statale 653 della Valle del Sinni: dall’uscita in direzione San Severino Lucano si giunge al parcheggio del Bosco Magnano prima di arrivare in paese.
Escursione lungo il torrente Peschiera nel Bosco Magnano
La passeggiata più frequentata nel Bosco Magnano è quella che costeggia il torrente Peschiera, un corso d’acqua gettonatissimo in estate per trovare refrigerio nelle sue fresche piscine naturali, ma che anche in inverno incanta con i suoi guizzanti flutti limpidi e, spesso, piccole cascate parzialmente o totalmente gelate. Questo percorso è adatto a escursionisti di ogni livello, età e preparazione, anche alle famiglie con bambini, basta solo l’accortezza di utilizzare un equipaggiamento adeguato a un’escursione invernale.
La camminata inizia nei pressi del parcheggio principale del Bosco Magnano e si snoda tra i grandi tronchi degli alberi secolari. Percorrendo tratti di strada forestale e un sentiero facilmente riconoscibile malgrado il fitto sottobosco di foglie cadute, si passa per piacevoli scorci sulle lucenti acque del Peschiera, dove le correnti, anche in inverno, scorrono con un ritmo lento ma costante.
Lungo questo itinerario si trovano anche aree di sosta attrezzate perfette per un picnic invernale: avvolti nel silenzio della foresta, è possibile fermarsi e ascoltare il gorgoglio dell’acqua che scorre, un vero antidoto allo stress quotidiano.
L’escursione lungo il Peschiera nel Bosco Magnano fa peraltro parte del Sentiero Italia, il percorso di quasi 8mila chilometri che attraversa tutto il nostro Paese toccando i luoghi naturalistici più belli di ogni regione. La versione più lunga dell’itinerario lungo il torrente arriva a circa 11 chilometri ed è sostanzialmente pianeggiante, con un dislivello in salita davvero minimo: si conclude in circa tre ore, più il tempo per eventuali pause.
Il sentiero delle Pietre Tonanti del Frido
L’alternativa al semplice cammino lungo il Peschiera è il vicino percorso chiamato Sentiero delle Pietre Tonanti: un itinerario naturalistico che aggiunge una nota di avventura al viaggio nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, addentrandosi nel bosco verso oriente.
Questo sentiero costeggia il torrente Frido prima dell’incontro con il Peschiera, di cui è affluente, esaltando il valore geologico e paesaggistico dell’area. La denominazione di Pietre Tonanti, infatti, deriva ovviamente dal suono che l’acqua, nei periodi di maggiore portata, emette nel percorrere il letto del torrente, scontrandosi con le grandi pietre modellate dal tempo che lo caratterizzano.
Il percorso si sviluppa lungo la sponda sinistra del Frido e offre scorci spettacolari su piccole gole, grandi massi e cascate naturali. In inverno, il sentiero assume un fascino particolare: è infatti possibile ammirare il torrente in tutta la sua potenza, all’apice della sua portata. Un corso d’acqua impetuoso che si dibatte turbinando verso valle all’interno di un contesto naturale davvero particolare, all’ombra del bosco e tra rocce gigantesche.
L’itinerario è breve, lungo poco più di due chilometri: per percorrerlo basta una mezz’oretta. Può facilmente essere complementare a quello precedentemente descritto lungo le sponde del torrente Peschiera.