Quando arriva la primavera arriva quella stagione di mezzo che porta con sé fioriture, torrenti in piena, boschi che tornano a rinverdire. Un mutamento radicale a cui si assiste quando ci si trova in mezzo alla natura, tanto in Italia quanto in Europa.
Il Vecchio Continente, in questo senso, non smette di sorprendere. Dalle coste balcaniche dell’Adriatico fino al litorale atlantico del Portogallo, dalle pianure del Belgio alle meno conosciute montagne spagnole, il continente custodisce parchi naturali di straordinaria bellezza, alcune delle quali sono già ben note al grande turismo, altre ancora in attesa di essere scoperte. La primavera è una delle stagioni più belle per visitare alcuni di essi, per motivi diversi: qualcuno di loro offre fenomeno naturali spettacolari che si concentrano in questa stagione, altri sono più liberi e meno frequentati rispetto all’estate, altri ancora sono semplicemente dei sempreverdi validi in qualsiasi stagione.
Indice
Parco Nazionale Hoge Kempen, Belgio
Il nome non è dei più conosciuti, ma il Parco Nazionale Hoge Kempen, ovvero Alta Campine, nelle Fiandre, è una sorpresa genuina per chiunque arrivi con l’idea che il Belgio sia solo birra, cioccolato e palazzi delle istituzioni europee.
Situato nella provincia del Limburgo fiammingo, questo parco si estende su oltre 12mila ettari di territorio, caratterizzato da ampie brughiere, grandi foreste di pini e betulle, stagni di torba all’ombra delle loro chiome. Questo paesaggio tipico del nord Europa in primavera si accende di colori sorprendenti: il rosa intenso dell’erica, il giallo delle ginestre, il bianco dei tronchi delle betulle.
Quello che rende l’Hoge Kempen davvero speciale è la sua accessibilità: una fitta rete di percorsi segnalati permette di progettare escursioni di ogni lunghezza e ogni livello. Il parco è attraversato anche da piste ciclabili di eccellente qualità, che si snodano tra i villaggi della regione con una facilità che è tipicamente belga: d’altronde le Fiandre sono una delle patrie del ciclismo e del cicloturismo.
Parco Nazionale del Fiume Vjosa, Albania
Istituito ufficialmente nel 2023, il Parco Nazionale del Fiume Vjosa è uno dei più giovani d’Europa e, per molti versi, il più straordinario. Il Vjosa, infatti, è considerato dagli esperti l’ultimo grande fiume selvaggio d’Europa: quasi 300 chilometri di corso d’acqua che scorrono liberi, senza dighe né argini artificiali, dalle montagne della Grecia fino alla costa adriatica albanese.
La creazione del parco, frutto di una lunga battaglia condotta da ambientalisti e ricercatori internazionali, ha bloccato i progetti di costruzione di alcune dighe che avrebbero stravolto l’ecosistema di questo angolo dei Balcani che rimane unico nel suo genere.
In primavera il Vjosa è al suo massimo splendore: il disgelo in quota gonfia la portata del fiume, mentre la vegetazione ripariale si colora delle mille tinte dei fiori, i boschi che ne cingono le sponde si ricoprono di verde tenero. La varietà dei paesaggi è grandissima, con otto tipi di habitat diverso che si alternano lungo il corso d’acqua.
Il trekking tra le sue strette gole, ampie pianure e banchi sabbiosi è una delle principali attività del parco, mentre altre attrazioni sono rappresentate dal kayak e dall’esplorazione degli splendidi e quieti villaggi rurali. Permet, una delle cittadine chiave del parco, è una base ideale per organizzare le escursioni e per assaggiare la cucina locale, generosa e saporita come la terra che la produce.
Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, Croazia
Tra i parchi più celebri d’Europa, i Laghi di Plitvice sono uno spettacolo naturale che in primavera si trasforma in qualcosa di quasi irreale. Il parco, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità nel 1979, ospita una serie di sedici laghi comunicanti collegati da cascate, rapide e passerelle in legno che si insinuano tra la vegetazione. L’acqua, ricca di carbonato di calcio, ha colorazioni cangianti che vanno dal turchese al verde smeraldo a seconda della luce e della profondità.
Essendo un luogo molto conosciuto e dal grande afflusso turistico la primavera è un periodo ideale per frequentarlo, senza l’affollamento dei mesi estivi. Tra aprile e i primissimi giorni di giugno, quindi, Plitvice offre spazi aperti, sentieri liberi e un’atmosfera raccolta, che permette di apprezzare il rombo delle cascate, il setato scorrere dei corsi d’acqua, il verso degli uccelli, il fruscio del vento tra le cime dei faggi.
Parco Nazionale dei Picos de Europa, Spagna
La Cordillera Cantabrica separa il verde del nord della Spagna, affacciato sull’Oceano Atlantico, dall’arido altopiano castigliano. I Picos de Europa ne rappresentano il cuore più selvaggio e scenografico: questo massiccio montano tocca i 2648 metri di quota sulla cima del Torre de Cerredo e ospita il primo parco nazionale istituito in Spagna, nel lontano 1918.
Le pareti verticali dei monti, le gole profonde, i pascoli d’alta quota sono gli elementi che rendono questo paesaggio così potente e inconfondibile. Da non perdere la spettacolare Ruta del Cares, un percorso di trekking che conduce dal piccolo villaggio di Puente Poncebos a Posada de Valdeon, passando per la Garganta del Cares, un canyon naturale dove il paesaggio naturale è unico e il sentiero è incastonato in selvagge pareti rocciose circondate dal verde.
In primavera il Parco dei Picos de Europa offre uno spettacolo particolare: mentre le cime più alte sono ancora imbiancate dalla neve, le quote basse sono percorse da un’esplosione di colore. Piante erbacee e fiori come erica, genziane e orchidee selvatiche tappezzano i prati con una varietà cromatica che toglie il fiato. I villaggi di Sotres, Bulnes e Caín sono custodi di una tradizione casearia di altissimo livello, per abbinare le attività outdoor al gusto della cucina locale.
Parco Naturale Regionale del Luberon, Francia
Nel cuore della Provenza, tra Avignone e Aix-en-Provence, il Parco Naturale Regionale del Luberon sembra uscito da un quadro impressionista: dolci colline, borghi in pietra arroccati tra i rilievi e ampi campi di lavanda in attesa di sbocciare, ma che già profumano l’aria.
Il parco, istituito già nel 1977, si estende su circa 185mila ettari nel cuore della Provenza rurale, includendo alcuni dei borghi più fotografati di Francia: Gordes, con le sue case di pietra che si sovrappongono come un presepe sulla rupe; Roussillon, costruita sopra le cave di ocra più importanti d’Europa; Bonnieux, affacciata sulla pianura del Calavon, con la sua chiesa romanica in cima.
La primavera è il momento giusto per visitare il Luberon, il massiccio montuoso che dà il nome al parco, così da godere delle fioriture primaverili e dei numerosi sentieri del parco, tra i più curati della Francia meridionale, che permettono di attraversare a piedi o in bicicletta paesaggi rurali di grande varietà, alternando boschi di quercia a vigneti e uliveti. Accanto al turismo nella natura, colpiscono l’aspetto culturale della regione, con i suoi borghi antichi ed eleganti, e quello enogastronomico, con i mercati paesani che animano le cittadine, ricchi di prodotti tipici come vino, formaggio e miele.
Parco Nazionale di Peneda-Geres, Portogallo
Nell’angolo nord-occidentale del Portogallo, al confine con la Galizia spagnola, il Parco Nazionale di Peneda-Geres rappresenta l’unico parco nazionale del paese e, al contempo, uno dei territori naturali più integri della penisola iberica.
Caratterizzato dall’aspetto imponente e severo delle sue montagne granitiche, la riserva ospita ecosistemi di grande varietà: vi si trovano boschi di querce lusitane e agrifogli, ma anche ampie brughiere e pascoli d’alta quota dove si incontrano ancora i cavalli Garrano, una delle razze equine più antiche d’Europa.
La primavera risveglia la natura del Geres, trasformandola in uno scenario di rara bellezza: cascate impetuose animate da torrenti montani, sentieri che attraversano boschi profumati, brughiere fiorite e creste con panorami che arrivano all’Atlantico, oltre a villaggi tradizionali come Soajo e Lindoso, rendono l’esplorazione del parco un’esperienza difficile da dimenticare.
Parco Nazionale di Göreme, Turchia
Ultima della lista, ma non per importanza, la Cappadocia e il suo Parco Nazionale di Göreme rappresentano forse una meta insolita ma al tempo stesso memorabile.
Riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità sia per i suoi valori naturali che per quelli culturali, il parco si estende nella regione dell’Anatolia centrale attorno alla cittadina di Göreme. Il paesaggio, plasmato dall’erosione di materiali vulcanici stratificatisi per milioni di anni, ha prodotto i famosi camini delle fate, pinnacoli di tufo di forma conica che punteggiano le vallate rosate e ocra del parco, conferendogli un effetto surreale e lunare.
La primavera è il momento ideale per visitare il parco: le temperature di aprile e maggio sono miti e perfette per il trekking, rispetto all’estate secca e calda, con un maggior numero di turisti ad affollare l’area. Il parco è caratterizzato da diverse vallate e ciascuna può essere esplorata a piedi senza difficoltà tecniche particolari, scoprendo chiese rupestri, cantine scavate nel tufo e cisterne sotterranee risalenti all’era cristiana. Un’esperienza che non assomiglia a nessun’altra in Europa, ai limiti dell’Europa.