Le sentinelle di pietra dei Balcani: le Rocce di Belogradchik, segreto millenario della Bulgaria

Soprannominata dal molti "La città delle pietre viventi", Belogradchik offre un panorama che sfida la percezione visiva e impreziosito da curiose leggende

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Per trovare posti bizzarri, in cui uomo e natura hanno quasi lavorato insieme, spesso occorre raggiungere luoghi piuttosto remoti (e sicuramente è anche la parte più divertente del viaggio). È il caso di Belogradchik, nel nord-ovest della Bulgaria, un piccolo centro urbano che appare quasi secondario sulla carta geografica, ma che quando vi si arriva travolge completamente.

Dopo aver percorso strade che si insinuano tra colline boscose e vallate profonde, infatti, si ha la sensazione che la terra si alzi, ma non con montagne classiche. Gli occhi dei visitatori vengono riempiti di forme verticali, rosse e scolpite in modo del tutto irregolare. Ci sono colonne, torri, figure che ricordano esseri viventi e persino architetture naturali che superano anche i 200 metri di altezza.

Sembra quasi di essere atterrati in un’altra galassia, e invece si è di fronte a uno dei fenomeni geologici più spettacolari dell’Europa sud-orientale: un’estensione di circa 30 chilometri di lunghezza per 6-7 di larghezza, praticamente un’intera regione modellata dal tempo. Qui la presenza umana si intreccia con quella della pietra. Resti medievali, tracce romane e testimonianze preistoriche emergono tra le pareti rocciose. Della serie che una scenografia artificiale non riuscirebbe mai a competere con questo equilibrio tra natura e storia.

Formazione e geologia di Belogradchik

Altro che salto indietro nel tempo, perché bisogna mentalmente catapultarsi a oltre 200 milioni di anni fa, quindi verso una storia che precede qualsiasi civiltà. Le Rocce di Belogradchik, infatti, risalgono al periodo Triassico, quando sedimenti di sabbia e argilla si depositarono in antichi bacini. Con il passare delle ere, questi strati si compattarono e si sollevarono a causa dei movimenti tettonici legati alla formazione dei Balcani.

Successivamente entrarono in gioco gli agenti naturali: pioggia, vento, variazioni termiche e vegetazione agirono lentamente sulle masse rocciose. Il risultato appare oggi sotto forma di pilastri, blocchi e strutture stratificate. Alcuni presentano pareti verticali lisce, altri mostrano superfici irregolari con cavità e rigonfiamenti, altri ancora si sviluppano come sovrapposizioni di lastre inclinate.

Il colore dominante è un rosso caldo tendente all’ocra che deriva dalla presenza di ossidi di ferro. Un tono che inevitabilmente contrasta con il verde intenso delle foreste circostanti e con i prati intervallati da coltivazioni locali. L’effetto visivo muta durante la giornata: all’alba la roccia sembra accendersi, mentre al tramonto assume tonalità più profonde.

All’interno di questo sistema si sviluppano anche più di 100 cavità naturali, molte delle quali hanno dato origine a veri complessi sotterranei. La varietà geologica include rocce sedimentarie, intrusive e metamorfiche, integrate in una struttura complessa nota come anticlinorio di Belogradchik. Studi scientifici hanno individuato fossili vegetali e ittici risalenti al Paleozoico, tra le prime testimonianze di vertebrati fossili rinvenute in Bulgaria.

Cosa fare e vedere a Belogradchik

Munitevi di curiosità e spirito d’osservazione, perché il sito offre percorsi che si snodano tra i giganti di pietra che permettono di ammirare da vicino la complessità dell’architettura fusa con la roccia nuda. Gli itinerari si dividono tra i settori fortificati e i sentieri selvaggi che portano verso grotte nascoste o punti panoramici isolati. E, passo dopo passo, vi renderete conto che ciascun masso racconta una favola popolare diversa, tramandata oralmente dai nonni bulgari ai nipoti.

La Fortezza di Kaleto

A pochi passi dal centro abitato si erge la Fortezza di Kaleto, una struttura difensiva che sfrutta la morfologia naturale in modo straordinario. Le mura si appoggiano direttamente sulle rocce, integrandole nella costruzione, mentre dentro si trovano cortili erbosi, bastioni, passaggi stretti e scale ripide. Dalle mura si aprono panorami amplissimi sulla valle e sulle torri rocciose, con lo sguardo che spazia in totale libertà.

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La straordinaria Fortezza di Kaleto

Le formazioni rocciose e i loro nomi

Le Rocce di Belogradchik presentano figure che hanno alimentato racconti popolari per secoli. Alcune assumono nomi evocativi come il Cavaliere, la Madonna, Adamo ed Eva e l’Orso, al punto che l’immaginazione collettiva ha reso queste forme le protagoniste di numerose leggende.

Una delle storie più diffuse narra di una monaca e di un sacerdote puniti per un amore proibito, trasformati in pietra insieme al bambino nato dalla loro relazione. Le sagome ricorderebbero ancora oggi quella vicenda. Altre figure evocano processioni, animali o scene quotidiane. L’area si estende poi verso ovest con gruppi come Erkyupriya e Borich, raggiungibili tramite strada asfaltata.

L’Osservatorio astronomico

A circa 100 metri dalla fortezza è sito l’Osservatorio Astronomico di Belogradchik, un edificio che dispone di 3 telescopi utilizzati per l’osservazione del cielo. Durante il giorno si visitano strumenti e fotografie astronomiche. Di notte, previa prenotazione e con condizioni meteo favorevoli, si accede all’osservazione diretta, anche perché questa è una zona che vanta assenza di inquinamento luminoso.

La Grotta Magura

Poi ancora la Grotta Magura, uno dei complessi sotterranei più estesi del Paese. Vi basti pensare che le gallerie superano i 2.500 metri di sviluppo. Tra queste mura naturali compaiono pitture rupestri realizzate in epoche diverse, con scene di caccia, rituali e simboli geometrici. Uno dei ritrovamenti più sorprendenti è sicuramente il calendario solare di 366 giorni, testimonianza di conoscenze avanzate per comunità preistoriche.

Il Lago Rabishka

Vicino alla grotta si estende il Lago Rabishka, il più grande lago tettonico della Bulgaria, che presenta una particolarità rara: le acque restano intrappolate, prive di deflusso naturale. Stando a una leggenda, tutto ciò si deve a una creatura che abitava il bacino e che chiedeva sacrifici umani. Oggi il lago offre un contesto tranquillo, adatto a campeggio e relax.

Dove si trova e come arrivare

Belogradchik si colloca a circa 170 chilometri dalla Capitale del Paese, Sofia. La posizione periferica contribuisce al suo fascino, anche perché il tragitto attraversa zone poco urbanizzate e con scenari che cambiano continuamente.

In auto il viaggio dura tra 3 e 4 ore lungo strade che passano tra villaggi e rilievi dei Balcani occidentali. I mezzi pubblici offrono alternative con autobus diretti o combinazioni treno più taxi fino alla vicina località di Oreshets. Arrivare richiede tempo e una certa determinazione, ma forse è proprio questo isolamento a preservare l’atmosfera autentica: pochi visitatori, ampi spazi e la sensazione concreta di trovarsi davanti a qualcosa di raro.

Belogradchik porta un soprannome che circola tra chi lo conosce davvero, ed è “La città delle pietre viventi”. Basta alzare lo sguardo per capire il motivo.

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