La più grande storia racchiusa in una misura minima: Porziuncola, la chiesa dentro una basilica

Custodita dentro una basilica monumentale, la Porziuncola è riconosciuta come la chiesa più piccola del mondo (ma anche capace di segnare secoli di fede, arte e visioni radicali)

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Nella vasta pianura che si stende ai piedi di Assisi, tra campi ordinati, luce ampia e il profilo continuo del Subasio, sorge una costruzione che sorprende per contrasto e importanza. Una basilica dalle dimensioni solenni, infatti, accoglie al proprio interno una chiesa minuscola, quasi disarmante per semplicità. Ci troviamo al centro della sontuosa Santa Maria degli Angeli, proprio dove prende forma la Porziuncola, piccola porzione di terra diventata origine di una rivoluzione spirituale destinata a propagarsi ben oltre i confini umbri.

Molti la definiscono la chiesa più piccola del mondo, affermazione che supera la curiosità numerica per entrare nel territorio del simbolo: 4 metri per 7, pietra locale, copertura essenziale e una soglia che introduce a un interno privo di monumentalità. Eppure da qui nasce un modo nuovo di intendere il rapporto tra uomo, fede e realtà materiale. La scelta di collocare una basilica colossale attorno a una struttura tanto modesta racconta però una volontà precisa: proteggere, custodire e amplificare il senso di un luogo che ha cambiato la direzione della storia religiosa europea.

La piana assisana, definita da Francesco “valle mea spoletana”, avvolge questo complesso con una geografia dolce dove la città di Assisi appare in tutta la sua bellezza più in alto.

Storia e legame con San Francesco

La vicenda della Porziuncola affonda le proprie radici in un tempo lontano, quando la pianura ai piedi di Assisi risultava ancora segnata da presenze eremitiche e silenzi profondi. L’edificazione viene fatta risalire all’epoca tardoantica, con grande probabilità al IV secolo, forse per iniziativa di asceti provenienti dalla Palestina che scelsero questo lembo di terra per la sua posizione appartata e per la devozione mariana già diffusa. Nei secoli successivi il piccolo edificio entrò nella sfera dei monaci benedettini del Monte Subasio, restando tuttavia ai margini della vita religiosa più attiva.

Francesco arrivò da queste parti solo dopo avere già messo mano al restauro di San Damiano, guidato da una spinta interiore maturata davanti al Crocifisso. La chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli esercitò su di lui un richiamo profondo e duraturo. Le fonti raccontano che proprio qui egli comprese con chiarezza che la sua esistenza avrebbe trovato senso attraverso una vita modellata sul Vangelo (e vissuta nella povertà scelta e nella fraternità concreta).

Non è un caso che tra queste mura si concentrarono alcuni degli eventi destinati a segnare la storia spirituale europea. Nella notte tra la Domenica delle Palme e l’alba successiva, tra il 1211 e il 1212, Chiara di Favarone arrivò da queste parti lasciando la casa paterna. Francesco le recise i capelli in segno di consacrazione totale, atto semplice e radicale dal quale prese avvio l’esperienza delle Povere Dame, poi chiamate Clarisse.

La tradizione colloca qui anche uno dei momenti più intensi del cammino interiore del Santo Patrono Italiano: nel 1216, durante una prova spirituale particolarmente aspra, un roseto selvatico e una visione della Vergine insieme al Figlio portarono alla richiesta di un’indulgenza aperta a tutti, concessa da papa Onorio III. Il Perdono di Assisi trasformò così la Porziuncola in una soglia simbolica, accessibile a chiunque cercasse riconciliazione.

Questo posto accolse anche i Capitoli generali, grandi adunanze durante le quali migliaia di frati si ritrovavano per confrontarsi sulla Regola e rinnovare il fervore delle origini. Nel 1226, sentendo avvicinarsi la fine, Francesco chiese infine di essere ricondotto qui. Venne adagiato sulla terra, poco distante dalla chiesetta, e la sera del 3 ottobre concluse la propria vita.

Cosa vedere nella Porziuncola

La Porziuncola si presenta come una costruzione quadrangolare dalle proporzioni raccolte. Le murature conservano l’impianto trecentesco, con interventi successivi che hanno arricchito la superficie senza stravolgere la struttura originaria. La pietra con cui è costruita proviene dal Monte Subasio ed è un materiale che lega fisicamente l’edificio al paesaggio circostante.

La facciata ospita un affresco ottocentesco di Friedrich Overbeck, realizzato nel 1829, che raffigura Francesco nell’atto di ricevere il Perdono. Sopra il tetto a capanna si innalza invece una piccola edicola gotica con una Madonna del Latte risalente al XIV secolo. L’ingresso avviene attraverso una porta lignea trecentesca che introduce a un’unica navata di dimensioni ridotte.

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Tutta la bellezza della Porziuncola

All’interno attira l’attenzione la pala d’altare dipinta da Prete Ilario da Viterbo nel 1393, che racconta visivamente la nascita dell’indulgenza, con la Vergine al centro e scene narrative disposte attorno. Sul retro della chiesa rimangono tracce di una Crocifissione attribuita a Pietro Vannucci, detto il Perugino. La figura di Francesco appare inginocchiata ai piedi della croce, segno di una devozione intima.

Il pavimento in cocciopesto, riportato alla luce dopo il restauro seguito al sisma del 1997, restituisce la percezione originaria dello spazio che risulta ruvido e autentico.

La bellezza della Basilica di Santa Maria degli Angeli

La basilica che accoglie la Porziuncola, dedicata a Santa Maria degli Angeli, si presenta con un’architettura che risponde a un equilibrio studiato tra monumentalità e sobrietà. L’esterno sfoggia una facciata ampia coronata da una statua dorata della Vergine che risulta visibile persino da lontano nella pianura.

Tra le sue mura lo spazio si apre in una grande aula luminosa, al cui centro prende vita la Porziuncola che è il cuore pulsante dell’intero complesso. Il contrasto tra le dimensioni della basilica e quelle della chiesa originaria amplifica il messaggio spirituale legato all’umiltà.

Sulla destra del presbiterio è possibile ammirare la Cappella del Transito, luogo connesso agli ultimi momenti del santo. Gli affreschi dello Spagna e una terracotta invetriata di Andrea della Robbia arricchiscono l’ambiente con colori delicati. Nel complesso si trova anche il roseto legato alla tradizione della tentazione, ancora oggi popolato da una varietà di rosa priva di spine. La basilica, tra le altre cose, ospita archivi, biblioteca, curia provinciale e seminario teologico.

Come arrivare alla Porziuncola

Santa Maria degli Angeli sorge nella parte bassa di Assisi ed è facilmente raggiungibile grazie alla sua posizione pianeggiante. La stazione ferroviaria della città è collocata a breve distanza dal santuario e anche collegata alle principali linee umbre. Da lì il percorso verso la chiesa risulta diretto e intuitivo.

Chi arriva in auto trova parcheggi nelle immediate vicinanze, inseriti nel tessuto urbano della frazione. La piana offre una lettura chiara del territorio, con la basilica che emerge come punto di riferimento visivo. Collegamenti urbani permettono anche di raggiungere il centro storico di Assisi, arroccato più in alto.

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