Quando si pensa alla Turchia, la mente corre immediatamente ai camini delle fate della Cappadocia o al caos magnetico di Istanbul. Quando si pensa ad Ankara, invece, affiorano immagini istituzionali, viali severi, architetture funzionali e un ritmo urbano legato al ruolo amministrativo della Capitale. Eppure, nel cuore dell’Anatolia Centrale esiste un posto che sembra essere sfuggito alla tavolozza di un pittore distratto, delle Montagne Arcobaleno che ci ricordano che, per fortuna, tale meraviglia non si trova solo in Perù: Nallıhan Gökkuşağı Tepeleri.
Questa formazioni rocciose rappresentano una frattura visiva e concettuale rispetto alla narrazione dominante della regione: colline policrome che appaiono dipinte a mano e distese ondulate attraversate da tonalità terrose che mutano con la luce e con le stagioni. Le Gökkuşağı Tepeleri, letteralmente Colline Arcobaleno, ricevono il nome dall’alternanza di rosso, ocra, giallo, grigio, verde pallido e marrone. Dei colori magnetici, che derivano dalla composizione minerale dei sedimenti e dalla storia chimica dei materiali depositati in un antico bacino lacustre.
Il risultato si mostra oggi come una tela naturale di dimensioni monumentali, paragonata spesso ad aree celebri dell’America o dell’Asia orientale (pur mantenendo una forte identità anatolica).
Indice
Come si sono formate le Montagne Arcobaleno della Turchia
Le Nallıhan Gökkuşağı Tepeleri affondano le proprie radici nel Miocene superiore, ovvero circa 10 milioni di anni fa. In quel periodo l’area era occupata da un lago interno e ciò faceva sì che dei sedimenti fini venissero trasportati da corsi d’acqua, per poi depositarsi sul fondo. Un processo che, con calma e pazienza, creava strati successivi di argille, limi e sabbie. Con il passare del tempo questi materiali hanno subito una sorta di trasformazione chiamata diagenesi, grazie alla quale sono divenuti rocce sedimentarie compatte.
La varietà cromatica che colpisce chiunque la osservi deriva invece dalla presenza di elementi chimici differenti: le tonalità rosse e marroni indicano un’elevata concentrazione di ferro ossidato; il livelli grigio scuro e neri suggeriscono ambienti poveri di ossigeno, ricchi di materia organica preservata; le sfumature gialle e verdastre riflettono condizioni chimiche variabili durante la deposizione e la successiva trasformazione dei sedimenti.
Contemporaneamente, i movimenti tettonici hanno sollevato e inclinato gli strati, mentre processi erosivi legati ad acqua e vento hanno scolpito le forme attuali. Quel che al giorno d’oggi ci lascia a bocca aperta è quindi una sezione totalmente naturale, che permette agli studiosi di ricostruire antichi climi, vegetazione passata e dinamiche ambientali. Per questo motivo l’area attira geologi e ricercatori provenienti da vari Paesi del mondo.
Cosa e fare e vedere
Il territorio di Nallıhan (distretto della provincia di Ankara, situato nel cuore della Turchia) mette a disposizione esperienze che intrecciano osservazione, contemplazione e conoscenza. Le attrazioni si distribuiscono tra rilievi colorati, zone umide e punti di osservazione studiati per valorizzare il patrimonio naturale.
Visitare le Gökkuşağı Tepeleri
L’apice dell’esperienza risiede, inevitabilmente, nelle colline stesse. Le superfici presentano linee curve e piani inclinati, la cui percezione varia nell’arco della giornata: al mattino i toni appaiono più freddi, mentre nel pomeriggio emergono sfumature calde e profonde. La vista dall’area prospiciente il lago artificiale permette di cogliere l’intera sequenza cromatica, con il contrasto tra acqua, cielo e terra stratificata.
Kız Tepesi Tabiat Anıtı
Questa altura, chiamata Kız Tepesi Tabiat Anıtı, è riconosciuta ufficialmente come monumento naturale e rappresenta uno dei punti più emblematici del complesso. La tutela istituita nel 2019 copre oltre 500 ettari e garantisce la conservazione del paesaggio. Kız Tepesi consente di poter avere una lettura chiara delle dinamiche geologiche che hanno modellato la zona, grazie a sezioni naturali visibili a distanza ravvicinata.
Nallıhan Kuş Cenneti
Ai piedi delle colline si estende una zona umida di rilevanza internazionale: Nallıhan Kuş Cenneti. Il bacino creato dalla diga di Sarıyar, insieme a canneti, saliceti, pioppeti e campi agricoli, sostiene una biodiversità elevata. Oltre ben 200 specie di uccelli frequentano l’area nel corso dell’anno, con cicogne nere, rapaci, aironi e anatre che trovano rifugio e nutrimento lungo le sponde. A disposizione dei visitatori c’è una torre di osservazione grazie a cui si ha l’opportunità di seguire i movimenti avifaunistici senza (e giustamente) interferire con l’ambiente.
Fotografia di paesaggio e naturalistica
La varietà cromatica e la presenza faunistica rendono il sito un riferimento per fotografi specializzati. Le superfici stratificate rispondono in modo netto alla variazione della luce, mentre la vicinanza di acqua e cielo amplia le possibilità compositive. Anche la fotografia scientifica trova qui un laboratorio a cielo aperto.
Juliopolis
A breve distanza resiste alle intemperie Juliopolis, un’antica città romana con necropoli che aggiunge un tocco di mistero storico al viaggio. E se avete tempo, non dimenticate di fermarvi nelle locande locali per assaggiare il cibo anatolico genuino: il tè servito nei tipici bicchieri a clessidra e i piatti a base di prodotti della terra vi faranno sentire parte di questa cultura millenaria.
Come arrivare a Nallıhan Gökkuşağı Tepeleri
Il distretto di Nallıhan si trova a circa 130 chilometri dal centro di Ankara. Il percorso più pratico segue l’asse Ayaş e Beypazarı, attraversando un paesaggio rurale che anticipa la varietà naturale della zona. Superato il centro abitato di Nallıhan, il visitatore può approfittare delle indicazioni stradali che conducono verso il Kuş Cenneti. Ed è proprio a quel punto che le colline colorate emergono sul versante opposto.
Da Istanbul il tragitto richiede circa 4 ore attraverso l’Anatolia nord-occidentale, mentre da Bursa il tempo di percorrenza si aggira intorno alle 3 ore. Il trasporto pubblico, invece, offre possibilità limitate, rendendo il mezzo privato la scelta più efficace per raggiungere l’area e muoversi con autonomia.
Una volta arrivati, l’assenza di strutture commerciali impone una preparazione adeguata. Ciò vuol dire che acqua, protezione solare e calzature adatte al terreno devono essere con noi in quanto risultano essenziali. Il valore del sito risiede anche nella sua integrità: il rispetto per l’ambiente garantisce che questo archivio naturale continui a raccontare la propria storia senza interferenze.
Le Nallıhan Gökkuşağı Tepeleri dimostrano che l‘Anatolia Centrale custodisce scenari capaci di ribaltare percezioni consolidate. Qui la Terra espone le proprie stratificazioni con una chiarezza disarmante, regalando un’esperienza che unisce bellezza, scienza e silenzio vitale.