Dall’ampia terrazza del Castello di Cantacuzino, le montagne sembrano vicinissime. Chi vi si affaccia vede pareti rocciose, foreste fitte e cime imponenti che disegnano il paesaggio della valle del Prahova, una delle regioni montane più suggestive della Romania. Ma anche il massiccio dei Bucegi, parte dei Carpazi meridionali, con il profilo del monte Caraiman e la celebre croce monumentale che domina la vallata. Una cornice spettacolare per una residenza aristocratica che, a oltre un secolo dalla sua costruzione, conserva un fascino particolare.
Siamo a Bușteni, cittadina situata lungo la strada che collega Bucarest alla Transilvania. E proprio sul pendio del monte Zamora, circondato da un parco di 3,5 ettari, c’è questo possente edificio dalle facciate in pietra, le terrazze ad arcate e i tetti dalle forme elaborate. Magari non ci siete ancora mai stati, ma a molti di voi potrà sembrare di conoscerlo già (e forse anche piuttosto bene!).
Come è possibile? La risposta è davvero molto semplice: a renderlo famoso è stata la serie Netflix Mercoledì, che ha trasformato digitalmente i suoi esterni nella misteriosa Nevermore Academy.
Indice
Breve storia e leggende del Castello di Cantacuzino
Dietro la costruzione di questo gioiello si nasconde una delle personalità più influenti della Romania: Gheorghe Grigore Cantacuzino, colui che ricoprì per due volte la carica di sindaco di Bucarest e che guidò il governo romeno nei periodi 1899-1900 e 1904-1907. Il suo era un gigantesco patrimonio, al punto tale che gli valse il soprannome di Nababul, il Nababo.
E fu proprio a Bușteni che il principe volle realizzare una sontuosa residenza estiva. Il progetto venne affidato all’architetto Grigore Cerchez, importante interprete dello stile neoromeno. I lavori presero piede tra il 1901 e il 1911, anno dell’inaugurazione. Per l’epoca, la proprietà vantava soluzioni particolarmente moderne, tra cui elettricità, acqua corrente e impianti fognari.
Attorno alla figura del Nababo nacquero anche racconti piuttosto curiosi. Secondo una leggenda, Cantacuzino avrebbe desiderato ricoprire il tetto e pavimentare il cortile con monete d’oro, un progetto mai documentato che restituisce però la misura della sua fama. Un’altra tradizione riguarda il nome alternativo dell’edificio, Castello Zamora. Si racconta che derivi da una cagnolina utilizzata durante le battute di caccia, richiamata dai proprietari con l’espressione “Za’ Mura!”.
La residenza rimase legata ai soggiorni estivi della famiglia fino al 1930. Nel 1948, con l’avvento del regime comunista, fu nazionalizzata e trasformata in sanatorio. Arredi e oggetti preziosi andarono dispersi, mentre diversi elementi decorativi furono coperti da strati di vernice. Dopo la restituzione agli eredi e il successivo passaggio a una proprietà privata, iniziarono importanti interventi di recupero. Dal 2010 il complesso è aperto al pubblico.
La visita al Castello di Cantacuzino
Il castello occupa una superficie complessiva di circa 3.148 metri quadrati e presenta una pianta quadrangolare aperta sul lato meridionale, articolata in diversi corpi collegati. Già dall’esterno fa il suo incredibile effetto, ma varcato l’ingresso qualcosa succede per davvero, perché la solidità della pietra lascia spazio a superfici riccamente lavorate, giochi di luce e materiali preziosi. È un pullulare di soffitti a cassettoni, vetrate in vetro di Murano ed elementi in ceramica italiana che testimoniano la cura riservata a ognuno dei suoi spazi.
Particolarmente raffinati sono i camini in pietra di Albești, impreziositi da mosaici policromi e foglia d’oro. Si aggiungono balaustre in rovere, pietra e ferro battuto, colonne con ornamenti di tradizione brâncovenească e finiture in bronzo realizzate a Parigi. Il vero cuore della residenza è però la Sala da Ballo: possiede una straordinaria raccolta araldica con gli stemmi delle famiglie nobili imparentate con i Cantacuzino.
Ancora più particolare è il fregio composto da 12 ritratti a grandezza naturale, dipinti su pelle di Cordova, raffiguranti illustri rappresentanti del ramo valacco della dinastia. Una volta fuori dai saloni si arriva, tramite viali lastricati, nel parco. Si presenta pieno di spazi verdi arricchiti da fontane, sculture e persino una grotta artificiale.
Particolarmente scenografica è la terrazza affacciata sulla valle del Prahova: nelle giornate limpide, le montagne occupano quasi interamente il panorama, mentre i tetti di Bușteni appaiono molto più in basso.
Tra i motivi della recente popolarità del Castello di Cantacuzino c’è il suo ruolo nella prima stagione di Mercoledì, serie Netflix con Jenna Ortega e la regia di Tim Burton per i primi 4 episodi. La produzione ha infatti scelto questo edificio per rappresentare gli esterni della Nevermore Academy, il collegio frequentato dalla protagonista. Attraverso gli effetti digitali, la struttura reale è stata modificata con elementi architettonici più gotici, accentuandone l’aspetto misterioso.
Gli interni del castello si visitano con l’accompagnamento di una guida, mentre il parco dispone di un accesso dedicato. Al piano superiore si trova anche una galleria d’arte, inaugurata nel 2015, che ospita esposizioni temporanee.
Dove si trova e come arrivare
Il bellissimo Castello di Cantacuzino sorge al numero 1 di Strada Zamorei, nel quartiere Zamora di Bușteni, nel distretto romeno di Prahova. La località prende vita lungo l’omonima valle, ai piedi dei Monti Bucegi, a circa 100 chilometri da Bucarest e 40 chilometri da Brașov.
In automobile si percorre la strada nazionale DN1, importante collegamento tra la Capitale e la Transilvania. Da Bucarest il tragitto richiede generalmente 2 ore, sebbene il traffico diretto verso le località montane possa allungare sensibilmente i tempi (soprattutto nei fine settimana).
Una valida alternativa è il treno: Bușteni si trova lungo la linea ferroviaria Bucarest-Brașov ed è servita da collegamenti che attraversano la valle del Prahova. Dalla stazione ferroviaria si raggiunge la proprietà attraversando parte del centro abitato e affrontando la salita verso il quartiere Zamora. Ma se volete evitare il tratto in pendenza, niente paura: è possibile utilizzare un taxi.