Turisti indisciplinati al mare, il nuovo caso italiano fa scattare la denuncia: cosa ha fatto

A Calasetta in Sardegna un turista è stato denunciato dopo aver prelevato e nascosto una giovane nacchera, una specie protetta e a rischio di estinzione

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

Una piacevole vacanza al mare può trasformarsi in un grande problema con la giustizia quando si ignorano le fondamentali regole che tutelano l’ambiente. È quanto accaduto a Calasetta, in Sardegna, dove un turista è stato denunciato dopo aver prelevato e nascosto una nacchera, una specie marina protetta e gravemente minacciata di estinzione. A far scattare l’intervento delle autorità sono state alcune segnalazioni di cittadini presenti sulla spiaggia.

L’episodio si è verificato alla Spiaggia Grande, uno dei litorali più conosciuti del territorio di Calasetta. Gli agenti della Stazione forestale di Sant’Antioco sono prontamente intervenuti per verificare quanto segnalato e hanno accertato il prelievo illecito di un giovane esemplare di Pinna nobilis. La nacchera era stata nascosta tra gli scogli, a brevissima distanza dall’ombrellone del turista.

La nacchera nascosta tra gli scogli dal turista

Gli accertamenti effettuati dal Corpo forestale hanno permesso di ricostruire l’accaduto e di individuare l’esemplare prelevato. La nacchera, conosciuta scientificamente come Pinna nobilis, è il più grande bivalve del Mar Mediterraneo e rappresenta una presenza particolarmente importante per gli ecosistemi marini.

L’esemplare trovato a Calasetta era un giovane individuo, sottratto illegalmente dal suo ambiente naturale e successivamente occultato tra gli scogli. Il personale forestale ha quindi effettuato tutti gli accertamenti necessari e predisposto il rapporto destinato alla Procura della Repubblica, facendo scattare la denuncia nei confronti del turista.

La vicenda richiama l’attenzione su un comportamento che può sembrare innocuo agli occhi di chi frequenta le spiagge, ma che può avere conseguenze molto serie per la tutela della biodiversità. La Pinna nobilis è infatti una specie protetta dalla Direttiva europea “Habitat” del 1992, anche a causa della forte riduzione della sua popolazione.

Tra le principali minacce figurano l’inquinamento marino, i cambiamenti climatici e proprio i prelievi illegali. Per questo motivo non è consentito raccogliere gli esemplari presenti lungo i fondali.

Cosa rischia chi raccoglie conchiglie e specie protette in Sardegna

Il caso di Calasetta è anche un importante promemoria per chi trascorre le vacanze sulle coste della Sardegna. Il divieto non riguarda soltanto gli animali vivi: la normativa vieta anche l’asportazione, la detenzione e la vendita delle conchiglie vuote, comprese le singole valve della nacchera o parti di esse.

La violazione del divieto relativo alla Pinna nobilis costituisce un reato e può comportare l’arresto da due mesi a due anni oppure un’ammenda compresa tra 2.000 e 12.000 euro.

Esiste inoltre una specifica disciplina regionale per la tutela del patrimonio naturale della Sardegna. La Legge Regionale n. 16 del 2017 prevede multe da 500 a 3.000 euro per il prelievo di materiali dai litorali, salvo che il comportamento non costituisca un illecito penale più grave.

Il Corpo forestale invita quindi caldamente cittadini e turisti a non raccogliere conchiglie, sabbia o ciottoli dalle spiagge. Anche un gesto apparentemente banale può infatti danneggiare di molto un ambiente fragile e, nei casi previsti dalla legge, comportare conseguenze economiche o addirittura penali.

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