Lo Shrine of the Book di Gerusalemme è stato premiato come miglior museo dell’anno

Il Santuario del Libro dell'Israel Museum ha ricevuto il premio come miglior museo dell'anno nell'Archeological & Cultural Tourism Award

Pubblicato:

Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

È un vero e proprio Santuario del Libro quello che è stato premiato come migliore museo dell’anno: si tratta dello Shrine of the Book, un’ala dell’Israel Museum di Gerusalemme. Il premio ACTA 2026 – Archeological & Cultural Tourism Award è stato consegnato in occasione della borsa del turismo culturale e archeologico TourismA che si è svolta nel weekend di fine febbraio a Firenze.

Istituito dal Gist (Gruppo Italiano Stampa Turistica) con il patrocinio di Toscana Promozione Turistica, e giunto alla quarta edizione, è un premio che mira a porre l’attenzione sul patrimonio culturale e archeologico italiano e mondiale, enfatizzando il lavoro quotidiano di diverse categorie di professionisti dedicati alla sua valorizzazione.

Cos’è lo Shrine of the Book

Lo Shrine of the Book (Santuario del Libro), situato all’interno dell’Israel Museum di Gerusalemme, nel quartiere Givat Ram, è un capolavoro dell’architettura simbolica del Novecento. Progettato da Bartos e Kiesler, l’edificio sembra uscire da un romanzo, con la sua iconica cupola bianca contrapposta al muro di basalto nero: una scelta non casuale, che riflette la lotta tra “Luce e Tenebre” descritta nei Rotoli del Mar Morto, i più antichi testi biblici al mondo (oltre 2.000 anni) custoditi all’interno del Santuario dal 1965, oltre al Codice di Aleppo.

Entrare in questo tempio moderno dei segreti millenari è come varcare una soglia temporale: tra vetrine illuminate e pannelli interattivi, si segue il filo invisibile di storie sacre, tradizioni dimenticate e culture che hanno plasmato religioni, lingue e civiltà.

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I Rotoli del Mar Morto nel Santuario del Libro a Gerusalemme

Perché è stato premiato

Il premio Gist ACTA 2026 come miglior museo dell’anno arriva in concomitanza con il 60° anniversario dell’Israel Museum di Gerusalemme.

Per l’occasione è stata allestita la mostra “Una Voce dal Deserto”, inaugurata lo scorso 24 febbraio, che espone integralmente dopo decenni il Grande Rotolo di Isaia (II sec. a.C.), il manoscritto biblico più antico e completo finora ritrovato (composto da oltre sette metri di testo in 54 colonne che racchiudono tutti i 66 capitoli del Libro di Isaia).

È un evento di portata storica e scientifica senza precedenti, come sottolinea il Gist, e un progetto che vanta la direzione scientifica del Prof. Marcello Fidanzio (dell’Università della Svizzera Italiana): è la prima volta che uno studioso italiano guida una mostra di tale importanza presso il Museo d’Israele.

Un traguardo che vuole premiare i tre anni di intenso coordinamento internazionale trascorsi per organizzare tale mostra, che rivela la “biografia” del reperto attraverso tecnologie d’eccellenza: analisi multispettrali, studio degli inchiostri e paleografia avanzata, rendendo visibili i segreti della manifattura antica e facendo dialogare perfettamente il rigore filologico, la storia delle religioni e l’innovazione tecnologica.

Gli altri premi consegnati quest’anno

I premi Gist ACTA 2026 hanno riconosciuto altre eccellenze nel mondo dell’archeologia e del turismo culturale italiano e internazionale: il titolo di Miglior Sito UNESCO è andato ai Palazzi dei Rolli e alle Strade Nuove di Genova, veri gioielli da esplorare nel centro storico della città, mentre il titolo di Miglior area archeologica è andato all’Area Archeologica di Ostia Antica.

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