Luxor svela nuovi segreti: 22 bare dipinte e papiri che riscrivono la storia

A Luxor, cuore archeologico dell'Egitto, sono state scoperte delle bare appartenenti a una classe di sacerdoti-musicisti e tanti papiri antichissimi e di estrema rarità

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

Luxor, celebrata come il museo a cielo aperto dell’Egitto, arricchisce la sua millenaria storia con una scoperta straordinaria che sembra uscita da un romanzo d’avventura. Nel cuore della necropoli di Qurna, sul versante occidentale del Nilo, una missione archeologica egiziana ha portato alla luce 22 bare di legno finemente dipinte, contenenti mummie, insieme a un gruppo di papiri rari risalenti al Terzo Periodo Intermedio, un’epoca tra la XXI e la XXV dinastia ancora avvolta dal mistero. La scoperta è avvenuta nel cortile sud-occidentale della Tomba di Seneb ed è il risultato della collaborazione tra il Supreme Council of Antiquities e la Zahi Hawass Foundation for Heritage and Antiquities, guidata dall’egittologo Zahi Hawass.

Un tesoro sotterraneo di bare colorate e papiri rari

Il Ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha definito il ritrovamento un significativo arricchimento del patrimonio archeologico egiziano, sottolineando come esso rifletta il sostegno continuo dell’Egitto alla ricerca e alla tutela del patrimonio culturale. La missione non si limita a riportare alla luce reperti, ma punta anche a conservarli secondo i più alti standard internazionali, con l’obiettivo di esporli al pubblico e valorizzare la grandiosità della civiltà egizia, rafforzando il turismo culturale a Luxor.

Gli archeologi hanno scavato in una camera rettangolare ricavata nella roccia, scoprendo le bare disposte in più strati. Il sistema di stoccaggio era sorprendentemente organizzato: coperchi e basamenti separati, dieci file orizzontali, ogni centimetro sfruttato al massimo. Accanto ai sarcofagi, vasi in ceramica suggeriscono l’uso per materiali legati al processo di mummificazione, mentre un grande vaso conteneva otto papiri di diverse dimensioni, alcuni ancora sigillati. Questi documenti costituiscono una vera miniera di informazioni che, una volta restaurati e tradotti, promettono di svelare nuovi dettagli sulle pratiche religiose e sulla vita sacerdotale del periodo.

L’importanza della scoperta sui Cantori di Amun

Uno degli aspetti più affascinanti riguarda i titoli incisi sulle bare: molti di questi, infatti, indicano la presenza di cantori e cantatrici di Amun, figure chiave nei riti religiosi e nelle cerimonie templari del Terzo Periodo Intermedio. Pur senza nomi personali, le bare offrono uno sguardo senza precedenti su questa classe di sacerdoti‑musicisti e sul loro ruolo sociale e religioso. Gli archeologi stanno anche valutando se i sarcofagi provengano dalla loro sepoltura originale o siano stati traslati in un secondo momento, forse per proteggerli da saccheggi o eventi naturali.

Data la fragilità del legno, il team di conservazione ha comunque già avviato interventi urgenti per rinforzare le fibre deteriorate, stabilizzare gli strati di intonaco dipinto e rimuovere con delicatezza depositi superficiali, preservando i colori originali. Ogni reperto è stato documentato fotograficamente e architettonicamente prima di essere trasferito in deposito per ulteriori studi.

Questa scoperta non rappresenta solo un arricchimento del patrimonio archeologico, ma anche una finestra sul passato meno conosciuto dell’Egitto. Luxor conferma così la sua reputazione di luogo dove ogni scavo può trasformarsi in un’avventura e dove il passato si manifesta sempre con la forza di un racconto capace di sorprendere e ispirare viaggiatori e appassionati di storia da tutto il mondo.

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