Olimpiadi 2026, Milano ospita il mondo: la mappa delle Case olimpiche tra sport ed eventi

Milano Cortina 2026 si prepara a diventare anche una geografia di luoghi, temporanei ma memorabili, dove le nazioni raccontano se stesse e il futuro che immaginano

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

Milano si prepara a fare ciò che le riesce meglio, far parlare di sé e lo fa in grande stile, come sempre: durante le Olimpiadi Invernali 2026, mentre il ghiaccio disegna traiettorie tra Rho, Assago e Santa Giulia e la neve firma l’epica attesa sportiva tra Cortina e Bormio, il cuore della città diventa teatro di un’altra competizione, più silenziosa e strategica.

È quella delle Case olimpiche, tra residenze temporanee, hub culturali, quartier generali dove lo sport incontra la diplomazia, l’intrattenimento e il racconto identitario dei Paesi partecipanti (in un’atmosfera da Design Week, praticamente!). Tra palazzi razionalisti, architetture liberty e spazi post-industriali, Milano si prepara a ospitare il mondo e lo fa secondo il suo linguaggio preferito fatto di design, ed eleganza.

Milano, la città delle Case olimpiche

Le Case olimpiche non sono solo delle semplici hospitality house, ma sono stata concepite come veri e propri epicentri mondani e logistici, luoghi dove seguire le gare sui maxischermi, ma anche avere l’occasione di incontrare atleti medagliati, sponsor, celebrità e delegazioni istituzionali. Spazi riservati, talvolta addirittura segreti, che durante i Giochi di Milano-Cortina 2026 diventano il vero backstage dell’Olimpiade.

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Veduta aerea di Milano al tramonto

Nel distretto del design, già noto ai cittadini meneghini, via Tortona accoglie Casa Olanda al Superstudio Più: diecimila metri quadrati ex industriali trasformati in enclave arancione, già rodata durante il Fuorisalone. Qui lo sport diventa esperienza collettiva, tra proiezioni delle gare, sport challenge interattive per le famiglie, dj set serali e la presenza delle star del pattinaggio olandese.

Atmosfera opposta per Casa USA, che sceglie il fascino riservato di Palazzo Ralph Lauren in via San Barnaba e viene accolta in un palazzo razionalista degli anni Quaranta, in oltre mille metri quadrati di cortili interni e terrazze sottratte agli sguardi, pensato come rifugio elegante per la delegazione americana. Qui l’attesa è tutta per i big dello sci e dell’hockey Nhl, in un contesto che privilegia la discrezione rispetto alla mondanità.

Poco distante, la splendida e ben nota Villa Necchi Campiglio apre le porte alla Corea del Sud. Il gioiello razionalista del FAI diventa punto di incontro tra l’estetica borghese degli anni Trenta e la potenza della K-culture contemporanea.
Dietro la Stazione Centrale, in via San Gregorio, prende invece forma Sweden House, ospitata negli spazi liberty de Il Treno. Architettura industriale di inizio Novecento, superfici in ferro e vetro e atmosfera nordica rendono questo luogo quello perfetto per incontri istituzionali, networking e apparizioni dei campioni svedesi.

La House of Switzerland, tra alpi e innovazione

In questo mosaico urbano, la House of Switzerland rappresenta invece una delle narrazioni più articolate dell’Olimpiade con molteplici sedi, dislocate tra Milano, Cortina d’Ampezzo e Bormio. Il filo conduttore è lo spirito alpino come spazio di incontro tra sport, cultura ed economia, con uno sguardo dichiarato su innovazione, sostenibilità e futuro delle montagne.

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Cortina d’Ampezzo ospita le Olimpiadi Invernali 2026

A Milano, nel Centro Svizzero di via Palestro, il concept Flora Alpina trasforma cortili e interni in un giardino montano urbano con le esposizioni permanenti che raccontano la Svizzera attraverso architettura, turismo e design, mentre un calendario fitto di eventi alterna sport-tech, arte partecipativa, focus sull’ambiente e persino momenti conviviali, con corsi di cioccolato, serate a base di raclette, vinili e rituali olimpici come il pin trading.

A Cortina d’Ampezzo, invece, la House of Switzerland assume un carattere più dinamico e immersivo, con installazioni pop-up, attività sportive, tornei e serate scandite da musica live e proiezioni delle cerimonie olimpiche e paralimpiche in dialogo diretto con le Dolomiti e con il pubblico dei Giochi. A Bormio, infine, la dimensione si fa più raccolta: sono previste per l’occasione proiezioni ufficiali, incontri tematici e momenti di intrattenimento.

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