Forte dello Chaberton a rischio crollo, la meraviglia tra Francia e Italia chiude e vieta le visite

Il Forte dello Chaberton, tutelato dal 2021, chiude temporaneamente in Francia per rischio di crolli: la salita alla vetta resta però ancora consentita

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

Il Forte dello Chaberton, conosciuto anche come “Forte delle Nuvole”, è una delle testimonianze militari più spettacolari delle Alpi. Costruito a 3.131 metri di quota, domina il paesaggio tra Italia e Francia dalla vetta del Monte Chaberton, ma oggi deve fare i conti con il deterioramento delle sue strutture.

Il Comune francese di Montgenèvre ha infatti disposto il divieto di accesso e visita all’interno della fortificazione, a causa del rischio di crolli. La misura, adottata con un’ordinanza del 19 agosto 2026, resterà in vigore fino alla messa in sicurezza del complesso. Per gli escursionisti, però, c’è una precisazione importante: la salita alla vetta resta consentita, mentre è vietato entrare nel forte.

Perché è stato vietato l’accesso

Il provvedimento riguarda le parti più fragili del Forte dello Chaberton, comprese torrette, gallerie, casematte e locali sotterranei. Dopo oltre un secolo trascorso a più di tremila metri, neve, gelo, infiltrazioni d’acqua e continui cicli di gelo e disgelo hanno compromesso progressivamente la stabilità delle strutture. A queste condizioni si aggiungono i danni provocati dai bombardamenti del 1940 e il lungo periodo di abbandono successivo.

L’ordinanza vieta anche di arrampicarsi sui muri e di svolgere attività esplorative non autorizzate. Non è inoltre consentito prelevare o spostare pietre, elementi metallici e reperti legati alla storia militare del sito. I controlli potranno essere effettuati dalla Gendarmerie francese.

La fortificazione è tutelata dal 2021 come Monument Historique francese e la protezione riguarda l’intero complesso, non soltanto le otto celebri torri che caratterizzano la sommità. Nel corso degli anni erano già state ipotizzate opere per limitare il deterioramento, tra cui interventi per impedire a neve e acqua di penetrare attraverso porte, finestre e aperture delle torrette.

Monte Chaberton, le escursioni restano consentite

La chiusura del forte non significa che il Monte Chaberton sia diventato inaccessibile. Le escursioni lungo i sentieri che conducono alla vetta restano consentite e anche le gite già programmate possono svolgersi regolarmente, nel rispetto delle indicazioni presenti sul territorio. Una volta raggiunta la cima, però, non è possibile entrare nella struttura militare.

Il valore del luogo resta comunque straordinario. La costruzione della fortificazione iniziò alla fine dell’Ottocento e comportò un’autentica impresa ingegneristica: la cima della montagna venne abbassata di circa sei metri per creare lo spazio necessario alla struttura. Otto torri in calcestruzzo ospitavano originariamente cannoni su installazioni girevoli, mentre all’interno erano presenti comando, infermeria, cucine, depositi, depositi e altri ambienti.

Una teleferica, completata nel 1910, collegava inoltre il forte al fondovalle e permetteva di trasportare uomini, materiali e viveri. Per la sua posizione, lo Chaberton era considerato una fortificazione quasi imprendibile, ma il 21 giugno 1940 l’artiglieria francese riuscì a neutralizzare sei delle otto torri con obici Schneider da 280 millimetri.

Dopo la guerra, con il Trattato di Parigi del 1947, la cima passò alla Francia. Oggi il forte rimane un monumento storico di enorme fascino, osservabile dall’esterno durante la salita, ma temporaneamente off limits al suo interno per ragioni di sicurezza.

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