Curona de Gherdëina, il trekking “deluxe” che reinventa le Dolomiti tra comfort e alta quota

Cinque giorni tra sentieri Unesco, panorami spettacolari e hotel in valle: il nuovo trekking delle Dolomiti unisce avventura e comfort, per escursionisti esperti

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

Se avete sempre sognato attraversare le Dolomiti senza rinunciare all’anima selvaggia della montagna, ecco una buona notizia: un trekking che affianca quest’anima wild a un’idea di viaggio più fluida ma confortevole. È la Curona de Gherdëina, il trekking di cinque giorni che abbraccia la Val Gardena come una corona naturale fatta di cime leggendarie, altipiani e sentieri sospesi tra Unesco e immaginario alpino.

Il percorso si sviluppa per circa 60 chilometri e segue un anello che mette in scena alcuni dei paesaggi più riconoscibili delle Dolomiti: Odle, Puez, Sella, Sassolungo e Alpe di Siusi. La vera particolarità è la formula “deluxe”: al termine di ogni giornata, invece del classico rifugio in quota, si rientra nei paesi della valle (Ortisei, Santa Cristina, Selva di Val Gardena) dove hotel, pensioni e servizi wellness permettono di recuperare energie senza perdere il contatto con il territorio. La logistica gioca un ruolo chiave, con impianti di risalita, collegamenti efficienti e la Val Gardena Mobil Card che rendono le tappe più flessibili, mentre la Val Gardena Card amplia le possibilità di movimento. È, insomma, un’escursione pensata per camminatori esperti, ma modulabile, dove il dislivello si alleggerisce grazie a una rete di mobilità integrata.

Un viaggio a tappe tra le Dolomiti

La Curona de Gherdëina si apre con una progressione più narrativa che geografica, dove le tappe non sono solo segmenti di percorso, ma capitoli di un unico paesaggio in trasformazione. Si parte dalle Odle e dal Seceda, dove la linea delle creste sembra disegnata a mano e i panorami si aprono su terrazze naturali tra le più fotografate delle Dolomiti. Qui il paesaggio alterna dolcezza e verticalità, con scorci che cambiano a ogni curva del sentiero.

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Panorama su Odle, Val Gardena

Il secondo giorno entra in scena il Puez, un altopiano quasi lunare che sposta il registro verso un ambiente più essenziale e minerale. È una montagna che si svuota di colore per diventare forma pura, tra rocce chiare, silenzi lunghi e orizzonti che sembrano infiniti.

Fabrizia Postiglione
L’emozione del trekking sul massiccio del Sella

La terza tappa è la più sorprendente, il massiccio del Sella. Un attraversamento che ha il sapore dell’alta montagna classica, tra il lago Pisciadù e il Sentiero delle Leggende, fino alla discesa nella Val Lasties. Qui la dimensione del trekking diventa più fisica, più verticale, quasi rituale.

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Lago del Pisciadù, Dolomiti

Attorno al Sassolungo si sviluppa il quarto giorno, forse il più scenografico. Il paesaggio cambia continuamente prospettiva: la Città dei Sassi, i panorami sulla Marmolada e sul Catinaccio, i sentieri che sembrano disegnare un anfiteatro naturale sospeso tra luce e roccia.

Il gran finale arriva all’Alpe di Siusi, il più grande altopiano d’Europa, dove la montagna si distende e si addolcisce. Malghe, prati aperti e linee morbide chiudono il percorso con un ritmo completamente diverso, quasi contemplativo.

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L’Alpe di Siusi con il Sassolungo sullo sfondo

Un nuovo modo di vivere la montagna

La Curona de Gherdëina rappresenta una lettura contemporanea del trekking alpino: meno rigidità, più modularità, meno isolamento, più connessione con i servizi della valle. Non si tratta di semplificare la montagna, ma di renderla più accessibile senza tradirne la natura. In questo equilibrio tra esperienza fisica e comfort, tra sentieri e ospitalità, si disegna una nuova idea di viaggio nelle Dolomiti che parla non solo di conquista della vetta, ma di immersione lenta in un paesaggio che cambia volto a ogni passo.

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