L’Healthy City Index 2026 è alla sua prima edizione e rappresenta un nuovo sguardo globale sul concetto di città sana. Questo indice nasce all’interno del framework di ricerca dell’Happy City Index, ma si concentra in modo specifico sulle condizioni che favoriscono salute fisica, benessere mentale e qualità della vita urbana.
Lo studio ha analizzato 250 città in tutto il mondo grazie al contributo di centinaia di ricercatori e a un ampio database di dati validati, raccolti attraverso una metodologia condivisa a livello internazionale. Ciò che rende interessante questo indice è l’approccio multidimensionale: una città sana non è definita solo dalla qualità del sistema sanitario, ma anche da fattori come l’ambiente urbano, l’accesso ai servizi, le politiche pubbliche e il livello di inclusione sociale.
In questo senso, l’Healthy City Index non vuole semplicemente stilare una classifica, ma diventare uno strumento utile per amministrazioni e cittadini, capace di individuare buone pratiche e modelli replicabili per migliorare la vita urbana nel lungo periodo.
Indice
La città più sana del mondo nel 2026
A conquistare il primo posto nell’Healthy City Index 2026 è Oslo, capitale della Norvegia, che si distingue per l’elevata qualità della vita e per un sistema urbano fortemente orientato al benessere dei cittadini.
La città scandinava eccelle in diversi ambiti chiave: dalla qualità dell’aria agli spazi verdi diffusi, passando per un sistema sanitario efficiente e facilmente accessibile. A questi elementi si aggiungono politiche urbane attente alla sostenibilità e alla mobilità dolce, che incentivano uno stile di vita attivo e sano.
Oslo, con 6919 punti totali, rappresenta un modello virtuoso di città contemporanea, capace di coniugare innovazione, inclusione e rispetto per l’ambiente, elementi sempre più centrali nella definizione di “città healthy”.
La top 20 della classifica
A dominare la classifica dell’Healthy City Index 2026 sono soprattutto le città del Nord Europa, da anni considerate modelli di sostenibilità e qualità della vita. Subito dopo Oslo troviamo Uppsala e Helsinki, a conferma della leadership dei Paesi scandinavi.
Ecco la top 20 globale:
- Oslo (Norvegia)
- Uppsala (Svezia)
- Helsinki (Finlandia)
- Västerås (Svezia)
- Tokyo (Giappone)
- Grenoble (Francia)
- Trondheim (Norvegia)
- Malmö (Svezia)
- Espoo (Finlandia)
- Cambridge (Regno Unito)
- Klagenfurt am Wörthersee (Austria)
- Yokohama (Giappone)
- Funabashi (Giappone)
- Copenhagen (Danimarca)
- Parigi (Francia)
- Monaco di Baviera (Germania)
- Berna (Svizzera)
- Jönköping (Svezia)
- Ginevra (Svizzera)
- Reykjavik (Islanda)
Le città italiane in classifica
Come già accaduto nello Smart City Index, anche nell’Healthy City Index 2026 l’Italia fatica a tenere il passo delle migliori realtà europee, pur riuscendo a piazzare alcune città nella graduatoria globale.
La prima italiana è Parma, che si posiziona al 61° posto, seguita da Bologna al 69°. Più indietro troviamo Milano al 107° posto e Napoli al 117°, mentre Bari si colloca al 120°. Scendendo ancora in classifica compaiono Verona (134°), Roma (149°), Messina (150°) e Salerno (172°).
Questi risultati evidenziano un divario ancora significativo rispetto ai modelli più virtuosi del Nord Europa. A pesare sono fattori come la qualità dell’aria, la gestione degli spazi urbani e l’accesso equo ai servizi, elementi centrali nella definizione di una città sana.
L’indice sottolinea infatti come il benessere urbano sia il risultato di un equilibrio complesso tra ambiente, mobilità, inclusione e politiche pubbliche. Un ambito in cui le città italiane possono migliorare, prendendo spunto dalle best practice internazionali per costruire contesti urbani più sostenibili e orientati alla qualità della vita.