C’è il rapporto tra padre e figlio al centro del film di Tommaso Landucci in arrivo nelle sale dal 17 settembre 2026, ma anche un intero microcosmo di relazioni e interazioni personali che si muovono attorno al protagonista, il personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio e per cui l’attore romano è stato premiato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.
La città sembra fare da sfondo silenzioso e a volte impassibile a quanto avviene nelle vite e negli animi dei personaggi: quello che le location di I figli della scimmia hanno tutte in comune infatti è un carattere contemporaneo e universale, capace di rendere la storia una storia che potrebbe capitare a chiunque e si potrebbe svolgere ovunque.
Indice
Di cosa parla
Dario ha un bambino disabile a cui dedica ogni giorno tutto il tempo, le cure e le attenzioni di cui è capace. Ha, però, anche un rapporto privilegiato con il figlio adolescente del fratello: man mano che il nipote cresce finisce per ritrovare in lui il figlio che avrebbe voluto avere e, soprattutto, il padre che non ha potuto essere. Questo gioco di proiezioni si rivela alla lunga pericoloso per l’equilibrio interiore per Dario e delle relazioni familiari. Il titolo del film richiama la famosa favola di Esopo di una scimmia che amava, e nutriva di conseguenza, in modo profondamente diverso i suoi due cuccioli.
Dov’è stato girato il film
Realizzata con il contributo del Piemonte Film Tv Fund e della Film Commission Torino Piemonte, la pellicola è stata interamente girata in Piemonte: tra il capoluogo sabaudo e diversi comuni della provincia.
Torino
A Torino tra le location di I figli della scimmia è facile riconoscere sullo schermo Corso Inghilterra: tra le arterie più trafficate della città, collega il centro con altre aree strategiche come la stazione di Porta Susa ed è fiancheggiata da eleganti palazzi in stile liberty ed edifici più moderni.
La produzione ha girato anche al Parco del Valentino: uno dei parchi pubblici più antichi e grandi di Torino – vanta oltre 1800 alberi e una grande varietà di specie floristiche e arboree – dove passeggiare ammirando i giochi d’acqua del Giardino Roccioso, i vicoli lastricati del Borgo Medievale, varie statue tra cui quella dedicate a Cesare Battisti e Massimo D’Azelio e la Fontana dei dodici mesi in stile roccocò.
L’hinterland torinese
La provincia torinese ha nel film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio il ruolo che da qualche tempo ha anche nella realtà: è il posto dove sempre più persone scelgono di abitare e organizzare la propria quotidianità in modo da essere abbastanza vicini e collegati alla città, ma al riparo dal suo tran tran.
Giaveno e Rivalba, due comuni ai piedi delle Alpi, sono stati scelti così per girare scene di interni e in abitazioni private.
A Rubiana, nella Val di Susa, sono state realizzate le sequenze all’interno dello studio medico.
Anche a Moncalieri le riprese hanno interessato luoghi di servizio come, in questo caso, un capannone industriale.
La piscina comunale di Pianezza ha fatto da set ad altre scene del film, così come l’ospedale di Carmagnola.
Colle del Lys
Tra le location di I figli della scimmia c’è anche il Colle del Lys: un valico alpino tra la Val di Susa e la Val di Viù molto amato da chi pratica trekking, dai ciclisti e dai motociclisti per i percorsi adrenalinici immersi tra boschi e panorami mozzafiato su cui consente di addentrarsi. Di recente la zona è stata usata spesso, appunto, anche come set cinematografico.