Stefania Capobianco: “Viaggiare sul treno storico vuol dire riscoprire un altro modo non solo di viaggiare, ma anche di vivere”

Abbiamo intervistato la giornalista, ideatrice e conduttrice di "Signori si parte – Treni storici in giro per l’Italia". Ecco perché viaggiare sui treni d'epoca in Italia

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Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

È ricominciata domenica 1° novembre 2026 la seconda stagione di “Signori si parte – Treni storici in giro per l’Italia” in onda ogni settimana su LA7. Il programma televisivo racconta di viaggi a bordo dei treni storici che portano alla scoperta dell’Italia più autentica, tra turismo lento, cultura, tradizioni e valorizzazione del patrimonio ferroviario e territoriale.

Si viaggia da Nord a Sud della nostra Penisola su locomotive a vapore, carrozze Centoporte e sull’elegante elettrotreno Arlecchino. Non semplici mezzi di trasporto, ma vere e proprie macchine del tempo che celebrano il valore della lentezza, l’identità dei luoghi e la bellezza del viaggio sostenibile.

Scritto e condotto dalla giornalista Stefania Capobianco, prodotto da DirAmare, in collaborazione con la Fondazione FS, del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, e il patrocinio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “Signori si parte” vede tra i protagonisti fissi di ogni puntata anche il Direttore Generale della Fondazione FS Italiane, Luigi Cantamessa, che, come abbiamo raccontato in una nostra recente intervista “ha una locomotiva a vapore al posto del cuore” e, come sostiene la stessa giornalista Capobianco “è un grande cultore ferroviario”.

Ufficio stampa LA7
Stefania Capobianco scende dl mitico treno Arlecchino

L’abbiamo raggiunta telefonicamente tra la registrazione di una puntata e l’altra e ci siamo fatti raccontare le impressioni di questo magico mondo che è quello dei treni storici.

Cosa significa viaggiare in treno e soprattutto a bordo di un treno storico come fa in Signori, si parte?

Sicuramente, il valore aggiunto di questo programma di territorio è proprio il mezzo con il quale raccontiamo il nostro Paese. Di programmi di territorio naturalmente ce ne sono molti. Nel momento in cui mi sono approcciata all’idea di girare un programma che raccontasse le eccellenze presenti in Italia, mi sono posta la domanda: “Ma quale può essere il valore aggiunto? Quale può essere il mezzo attraverso il quale portiamo lo spettatore insieme a noi in questo viaggio di scoperta?”.

E da lì è nata l’idea del treno storico e l’interazione con l’ingegner Luigi Cantamessa, che è il Direttore Generale della Fondazione FS del Gruppo FS. Lui mi ha subito dato ragione, l’ingegner Cantamessa è un grande cultore ferroviario. Grazie a lui, il patrimonio ferroviario, sia dal punto di vista delle linee storiche, ma anche proprio dei treni, della loro riqualificazione, ha portato davvero alla luce un pezzo di storia ferroviaria che altrimenti rischiava di perdersi.

Ufficio stampa
Stefania Capobianco e l’Ing. Luigi Cantamessa in Signori si parte

Viaggiare sul treno storico vuol dire riscoprire un altro modo non solo di viaggiare, ma anche di vivere, perché vuol dire rallentare. In un’epoca in cui siamo tutti di corsa, sempre di fretta, in cui cerchiamo il mezzo più veloce per raggiungere la nostra destinazione, ecco, scegliere, invece, un viaggio su un treno storico vuol dire prendere del tempo per se stessi e, soprattutto, vivere un’esperienza di vita che ti permette addirittura di riscoprire anche solo la gioia di affacciarsi dal finestrino, del vento nei capelli, di vedere i bambini contenti che corrono tra le carrozze di legno e che, invece di stare al cellulare, parlano e scherzano. Quindi davvero è uno scoprire o riscoprire, per chi magari lo ha vissuto in tempi passati, un modo di viaggiare che diventa un’esperienza di vita.

Di tutti i viaggi che hai avuto occasione di fare durante il programma, qual è o quali sono i luoghi più belli che hai visitato?

Questa è una domanda difficile perché, come sai, l’Italia davvero sorprende in ogni angolo. Ho girato in tantissime regioni, sia nella prima edizione sia in questa seconda edizione, e ho girato in luoghi che non avevo mai visitato. Ad esempio, sono stata proprio di recente sulla Ferrovia delle Meraviglie, che parte dal Piemonte e arriva fino alla Liguria. E lì ho visto dei paesaggi assolutamente incantevoli, con i caprioli che attraversano i binari. Questo fa capire quanto la ferrovia non vada a rovinare il paesaggio, ma si integri perfettamente all’interno di un paesaggio naturale. Lì, devo dire, mi sono proprio emozionata.

In Campania si può dire che sono di casa perché con la Campania ho un legame sia affettivo, ma anche professionale, perché tanti progetti mi riportano lì. Nonostante la conosca abbastanza bene, grazie a questi viaggi sui treni storici, in questo caso addirittura sull’Arlecchino, il simbolo dell’ingegneria ferroviaria e del boom economico, ho avuto la possibilità di scoprire stazioni piccolissime e a pochi chilometri di distanza c’era veramente un mondo meraviglioso fatto di borghi medievali, di fiumi in cui poter fare rafting. E quindi devo dire che il valore aggiunto di un treno storico che può percorrere sia linee storiche sia linee tradizionali è veramente la possibilità di fermarsi in linea, scendere e scoprire scorci altrimenti nascosti.

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La giornalista Stefania Capobianco in Campania durante la prima puntata della seconda edizione di Signori si parte

Se dovessi fare una top 3 delle linee ferroviarie che hai avuto occasione di percorrere e da consigliare a chi non ne ha mai fatta neanche una, quali potrebbero essere?

La Val d’Orcia in Toscana. C’è una linea che percorre la Val d’Orcia e il treno storico si ferma su un ponte davanti alle Crete Senesi viste come nessun altro potrebbe mai vedere se non, magari, andando in aereo. Quindi quello è stato assolutamente qualcosa di inimmaginabile. Sicuramente, poi, la Ferrovia delle Meraviglie. Poi devo dire che è difficile scegliere, perché nella precedente edizione, ad esempio, sono stata anche in Sicilia, è stata molto bella anche questa linea perché poi a un certo punto il treno costeggia il mare.

Qual è invece l’aspetto più bello di fare questo programma?

La possibilità di conoscere tante culture diverse. È proprio interagire con persone che ti raccontano, con un grande attaccamento, le peculiarità della propria terra, perché noi molto spesso giriamo in piccoli borghi e la cosa bella è proprio ascoltare dalle parole di queste persone. Non parliamo solo della persona anziana che, magari, anche un po’ per routine rimane lì sul posto, ma parliamo di giovani che sono andati via e hanno scelto volontariamente di tornare e di investire nel loro territorio. E questa è la cosa più bella perché ti dà la prospettiva di quanto un Paese possa davvero avere un futuro e possa rinascere.

Perché il programma non è solo a bordo del treno, ma voi scendete e fate anche delle esperienze e visitate i luoghi?

Assolutamente. Considera che il treno è il nostro mezzo di trasporto che ci permette di raccontare e scoprire una parte della storia ferroviaria dell’Italia, anche perché il treno ha contribuito all’Unione dell’Italia. Poi, nel momento in cui scendiamo, c’è tutto un mondo da scoprire e da raccontare, fatto di eccellenze enogastronomiche, quindi parliamo anche dei sapori della terra, perché poi un Paese, un borgo si racconta anche attraverso i propri sapori, piuttosto che dell’artigianato. Ad esempio, un altro posto bellissimo che mi è rimasto nel cuore è il Lago d’Iseo quando abbiamo girato in Lombardia: forse anche questo lo metterei nella top 3! Abbiamo girato su questo pezzettino di linea ferroviaria con le carrozze panoramiche costeggiando il Lago d’Iseo, poi siamo andati a scoprire il piccolo borgo di Monte Isola, dove non ci sono neanche le auto, perché vanno tutti o con la bicicletta o con l’Apecar o con la barca. In quel caso, ho conosciuto un maestro d’ascia, un signore meraviglioso che ha tramandato il proprio mestiere ai figli. Quindi anche l’artigianato è sicuramente protagonista delle nostre puntate, oltre naturalmente alla scoperta della natura e della cultura che poi contraddistinguono i luoghi che andiamo a raccontare.

Com’è lavorare con Luigi Cantamessa?

Io ormai sono affezionata profondamente a lui. E poi la cosa bella è che lui riesce a parlare di una tematica che spesso è anche complessa, perché, diciamo, il mondo ferroviario ha tantissimo seguito, però è anche un pochino di nicchia come argomento, ma lui ha questa grandissima capacità comunicativa con cui riesce a far appassionare chiunque, anche i bambini. Quando abbiamo girato al Museo di Pietrarsa c’erano diverse ali tra tra cui una dedicata al modellismo: tutti i bambini erano incantati dal suo racconto. Quindi sicuramente da lui c’è tanto da imparare, io sto imparando tanto, e poi è sicuramente un meraviglioso compagno di viaggio.

Avete già registrato tutte le puntate della seconda edizione di Signori, si parte? Ci puoi anticipare quali sono le prossim tappe?

In realtà no. Abbiamo girato le prime sette e ce ne sono altre che stiamo programmando e che andranno in onda sempre all’interno di questa seconda edizione da qui a fine anno. Quello che ti posso dire è che andiamo in onda a dicembre e naturalmente andiamo a raccontare anche quello che è l’aspetto legato al Natale, quindi sicuramente andiamo a scoprire qualche mercatino di Natale.

Invece, a livello personale, quali sono i tuoi progetti futuri? Se è già prevista una terza edizione del programma o se hai anche altro progetto?

Allora, la terza edizione sicuramente sì, l’Italia è così ricca di bellezze che vogliamo assolutamente continuare a scoprirle. Oltre a questo, proprio la settimana scorsa sono tornata da un viaggio a Lourdes: sono partita sempre col treno – ormai il treno è diventato il leitmotiv della mia vita -, un viaggio di 30 ore verso Lourdes con altre 600 persone, con i volontari dell’UNITALSI.

Questo è un progetto che vede anche qui la partecipazione dell’ingegner Cantamessa perché ci sarà anche un’intervista relativa anche alla storia di questi treni bianchi che portavano tutti i pellegrini a Lourdes. Però diventa un docufilm, quindi non si inserisce all’interno dell’edizione di “Signori, si parte”, ma è proprio un docufilm in cui raccontiamo, anche con tanta suggestione e tanta emozione, il viaggio non solo fisico, ma anche spirituale di tutte le persone che, con tanta speranza e tanta difficoltà, arrivano a Lourdes. Sicuramente questo è un progetto che ho nel cuore perché, anche come esperienza di vita, mi ha dato proprio tanto.

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