L’amore per l’agricoltura ha spinto questa coppia a investire i soldi in un maso (e non si è pentita nemmeno per un giorno)

Insegnante lei, maestro carpentiere lui, Monika e Sepp Reichhalter, nel cuore, sono sempre rimasti dei figli di contadini di montagna. Ecco la loro storia

7 min di lettura

Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

All’imbocco della Val Sarentino, c’è il paese di Avigna, frazione del Comune di San Genesio Atesino. Un piccolo borgo a meno 900 metri di altitudine, perfetto come punto di partenza per escursioni sull’altipiano di San Genesio, lungo il Sentiero del Legnaiuolo o in direzione del Salten (o Salto), la parte meridionale del Monzoccolo, la dorsale altoatesina situata tra Bolzano e Merano, sulla riva sinistra del fiume Adige, conosciuto per le sue distese di prati di larici.

Proprio ad Avigna, paese natale del maestro carpentiere Sepp Reichhalter, 15 anni fa, con la moglie Monika, hanno comprato un maso di montagna molto antico, circondato da castagni che risalgono ai tempi di Maria Teresa d’Austria – i cui frutti oggi sono un loro marchio di fabbrica – che è diventato la loro ragione di vita.

In un “angolino idilliaco vicino a Bolzano”, ci ha spiegato Monika, insegnate, ora part-time perché la gestione del maso le prende molto tempo, “immerso in una natura ancora incontaminata”, con un sentiero privato e un percorso Kneipp, circondato da mucche, pecore, asini, maiali, galline, conigli, un gatto e un cane.

©Alfred Tschager - Dickerhof
Il maso Dickerhof ad Avigna, in Val Sarentino

Ci siamo fatti raccontare cosa ha spinto Monika e Sepp a stravolgere le regole – quella del maso chiuso, secondo cui, fino a qualche tempo fa, poteva ereditarlo solo il primogenito maschio tramite il cosiddetto “maggiorascato” – e a prendere la decisione, coraggiosa, di dedicarsi quasi del tutto all’agricoltura, agli animali e agli ospiti, che possono alloggiare negli appartamenti che mettono loro a disposizione.

Una scelta non facile, presa solo dopo aver “convocato un consiglio di famiglia”, anche insieme ai quattro figli, un lavoro impegnativo, ma che non li ha fatti pentire nemmeno un giorno. Ecco la loro storia.

Perché, a un certo punto della vita, avete deciso di prendere un maso?

Anche se il Dickerhof non è il nostro maso d’origine, il nostro cuore batte da sempre per l’agricoltura. Io e mio marito siamo cresciuti entrambi in un maso di montagna, e lì è nato l’amore per la natura e per l’agricoltura di montagna. Purtroppo, nessuno dei due era il “primogenito” che di solito porta avanti il maso di famiglia, e così abbiamo preso altre strade. Per amore della natura, ho studiato biologia e sono diventata insegnante. Mio marito, grande talento manuale, perfezionista e vero inventore, ha aperto un’attività da maestro carpentiere, specializzandosi in scale di alta qualità. L’azienda va molto bene ancora oggi, e abbiamo consegnato scale dalla Sicilia fino a Mosca. Abbiamo costruito una casa in paese e messo su famiglia con quattro figli, oggi ormai grandi. Famiglia e lavoro ci hanno preso tutto il tempo e tutte le energie, ma nel cuore siamo sempre rimasti dei figli di contadini di montagna.

Quando, dodici anni fa, abbiamo sentito che nelle vicinanze era in vendita un maso, ci è venuta subito voglia di provarci. Non abbiamo saputo resistere e, nel 2015, abbiamo comprato il Dickerhof.

Per dieci anni ci abbiamo messo tanto tempo e tanti soldi: abbiamo curato prati e sentieri, rinnovato il castagneto, piantato circa 200 giovani castagni e fatto tante altre cose. Accanto alla soddisfazione e alla gioia, però, è arrivata anche la dura realtà: con un maso di montagna così piccolo non si riesce a vivere di sola agricoltura, e abbiamo dovuto investire nel maso i soldi guadagnati con i nostri lavori al di fuori dell’agricoltura.

©Alfred Tschager - Dickerhof
Monika Reichhalter con le sue rinomate castagne

Intanto, nel nostro matrimonio si faceva sempre più forte un’altra domanda: come andrà avanti la nostra vita nei prossimi 10-15 anni? Come vogliamo organizzarci quando i figli saranno grandi e l’azienda fondata da mio marito sarà passata ad altri? L’idea di una pensione tranquilla, lontana da sfide, scambi e idee nuove, non ci convinceva per niente.
Così, abbiamo convocato al volo il consiglio di famiglia: insieme ai nostri figli abbiamo deciso di demolire la vecchia casa e di costruirne una nuova con appartamenti vacanza. Da una parte, parliamoci chiaro, per guadagnare qualcosa in più. Dall’altra, per portare più vita nel maso, avere una nuova sfida e confrontarci con ospiti da vicino e da lontano, allargando i nostri orizzonti.

È stato un vero progetto di famiglia: dal business plan alla progettazione, dai lavori manuali al marketing, abbiamo fatto tutto da soli. Dopo un anno intenso ce l’abbiamo fatta: ora accogliamo ospiti al Dickerhof.

Nel frattempo, mio marito ha passato la sua azienda a due dei nostri figli, così adesso possiamo occuparci soprattutto del maso e degli ospiti. Per lui è stato un passo grande: in piena fase di costruzione ha lasciato l’attività che aveva costruito in oltre 30 anni. Anch’io lavoro a scuola solo part-time, per poter portare avanti questo progetto. Anche se a volte la quotidianità è davvero tanta, non ci siamo pentiti nemmeno per un giorno della nostra scelta, e ogni giorno che passa ne siamo più felici.

©Alfred Tschager - Dickerhof
La famiglia Reichhalter quasi al completo

Perché avete scelto il paese di Avigna?

Mio marito è di Avigna doc: qui ha la sede della sua azienda Reichhalter Treppen, e qui abitiamo anche noi, in questo angolino idilliaco vicino a Bolzano. Il nome Avigna viene da “avia”, cioè “zona fuori mano”, e in effetti il paesino è tranquillo e lontano dal caos, immerso in una natura ancora incontaminata. Eppure, Bolzano dista solo 16 km: siamo nel cuore dell’Alto Adige e in pochissimo tempo si arriva anche in città. Qui si può godere di tutto: la pace della natura e, a due passi, attrazioni di grande fascino come Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio, o eventi amatissimi come il Mercatino di Natale di Bolzano.

Dal nostro maso partono escursioni bellissime: fino al “Marterloch”, il ponte sospeso escursionistico più alto e più lungo di tutta l’Italia settentrionale, sul Salto, con i più grandi prati di larici d’Europa, o fino ai famosi “Stoanerne Mandln” (gli “Omini di pietra”), un punto panoramico magico a 2000 metri, con una vista a 360 gradi su tutte le montagne dell’Alto Adige.

E la cosa che ci rende più felici? La nostra zona vive di turismo lento, lontano dalla folla: qui si respira, si cammina con calma e ci si gode ogni momento.

Com’è il vostro maso?

Il Dickerhof è un maso di montagna molto antico, in posizione estremamente ripida, e questo non rende sempre facile il lavoro. Nei prati si fa il fieno due o tre volte all’anno: ci serve per le nostre mucche, le pecore e gli asini.

Abbiamo poi moltissimi castagni, piantati qui di proposito già ai tempi di Maria Teresa d’Austria per alleviare, in questa zona così asciutta, le carestie che tornavano di continuo. Le nostre castagne sono molto richieste per il “Törggelen”, una tradizione amatissima in Alto Adige.

Il maso è molto esposto al sole e qui, tutto l’anno, abbiamo un sacco di ore di sole. Ne abbiamo ovviamente tenuto conto nella nuova costruzione, sfruttando quello che la natura ci regala: tutta l’energia per la corrente elettrica, l’acqua calda e il riscaldamento, piscina compresa, arriva esclusivamente dal fotovoltaico, con batterie di accumulo e pompe di calore.

Cosa producete al maso?

Il vero marchio di fabbrica del nostro maso sono le castagne. Ma produciamo anche carne e prodotti a base di carne, come lo speck e i “Kaminwurzen” (i tipici salsiccini affumicati e stagionati). Abbiamo tanti frutti di bosco e alberi da frutto, che trasformiamo in succhi di frutta e marmellate. In estate e in autunno arrivano anche tanti prodotti dal nostro orto: insalata, erbe aromatiche e diversi tipi di verdura. Le galline del maso ci regalano uova freschissime tutto l’anno, e una mia passione speciale è l’apicoltura: oltre al miele di fiori e al miele di bosco, qui al Dickerhof si può assaggiare anche il particolare miele di castagno. In breve: piccolo, ma ricco di varietà e di grande qualità.

Cosa offre il maso agli ospiti?

Offriamo ai nostri ospiti un maso con una vista da sogno, tanta pace e tanta natura, per godersi la vita e rallentare. A questo si aggiungono appartamenti modernissimi, con molto legno e materiali naturali, per sentirsi davvero a proprio agio.

Tra gli ospiti è amatissimo il biolago riscaldato con bordo a sfioro (infinity), che si pulisce da solo, senza un filo di chimica, e che nel 2026 è stato premiato con l’Italian Award come la piscina biologica più bella d’Italia. Gli ospiti hanno a disposizione anche una sauna con vista panoramica e una sala relax. E naturalmente non manca la nostra ospitalità vera: una parola gentile e un caloroso benvenuto.

©Alfred Tschager - Dickerhof
Il maso Dickerhof con la piscina biologica che ha vinto l’Italian Award

Per coccolare e giocare con gli animali, al maso ci sono mucche, pecore, asini, maiali, galline, conigli, un gatto e un cane. Piacciono tantissimo ai bambini, che aiutano volentieri a dar da mangiare. Per i più piccoli c’è anche un parco giochi tutto nostro, con casetta sull’albero e tanti giochi.

Un vero highlight è il forno per la pizza: qui gli ospiti possono prepararsi la pizza da soli. E, come in ogni vacanza che si rispetti, non manca nemmeno l’area barbecue.

Nel terreno del maso abbiamo anche realizzato un sentiero tutto nostro, dove si può scoprire la vita tra campi e prati, fare “bagni di bosco” e ricaricare le energie in un luogo di forza. Ci sono anche un percorso a piedi nudi e un percorso Kneipp. Su richiesta, offriamo ai nostri ospiti anche la colazione con prodotti fatti in casa.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963