Sono stata nel Vietnam del Nord e questi luoghi incredibili mi hanno conquistata

Il Vietnam del Nord è una zona di contrasti, con uno splendido mix di gioielli naturali e vivaci giungle urbane: queste sono le tappe che consiglio di visitare

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Elena Usai

Travel blogger & content creator

La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

Sono le otto del mattino e sto vagando tra le strade del Quartiere Vecchio di Hanoi. Già tutto ferve di attività: i motorini sfrecciano a pochi centimetri da carretti stracarichi di frutta, fiori e oggetti di plastica, mentre ai bordi della strada c’è chi fa colazione seduto su sgabelli minuscoli, a un passo dal traffico. L’aria è pervasa dagli odori che, in pochi giorni, avrei riconosciuto a occhi chiusi.

Questo è solo l’inizio di un viaggio nel Vietnam del Nord che mi ha permesso di scoprire – e amare – un Paese dove le città frenetiche sono soltanto una parte della storia. Il Vietnam del Nord è anche risaie a terrazza verdi/dorate che sembrano non finire mai, baie dove si naviga tra formazioni rocciose millenarie e templi galleggianti circondati dalle montagne. E, in mezzo a tutto questo, uno street food che, da solo, varrebbe il viaggio.

Hanoi

Dopo quella prima passeggiata nel Quartiere Vecchio, ho capito subito che l’unico modo per visitare Hanoi era lasciarsi trasportare dal suo stesso caos, una via dopo l’altra o, meglio, un hàng dopo l’altro. È la parola con cui iniziano ancora molte strade, seguita dal mestiere che vi si praticava secoli fa, dalla seta all’argento. Con questo spirito si cammina costeggiando case strette e lunghissime nate da un escamotage ingegnoso (furono costruite così perché le tasse si calcolavano sulla larghezza della facciata).

A proposito di urbanistica fuori dagli schemi, andate ad aspettare il passaggio della locomotiva sferragliante su Train Street, dove la ferrovia corre nel mezzo di una viuzza affiancata da casette su entrambi i lati.

Che poi Hanoi non è tutto caos, basta raggiungere il Lago Hoàn Kiếm, il “Lago della Spada Restituita”, per ritrovare la tranquillità insieme alle persone che qui vengono a praticare sport. Il nome deriva da una leggenda con protagonista una tartaruga gigante che, proprio in queste acque, si riprese la spada magica con cui il futuro imperatore Lê Lợi sconfisse gli invasori.

Nella capitale è davvero difficile annoiarsi. Per conoscere uno dei protagonisti più importanti della storia del Paese, Ho Chi Minh, visitate il monumentale mausoleo marmoreo. Chi, invece, cerca la tradizione, deve assicurarsi un posto al Thang Long Water Puppet Theatre per assistere allo spettacolo delle marionette d’acqua.

Sapa

Il viaggio ideale nel Vietnam del Nord include indossare scarpe comode e raggiungere le risaie terrazzate di Sapa. Comode davvero, perché qui la bellezza si conquista a piedi, lungo sentieri che scendono tra terrazze così perfette da sembrare uscite da un film dello Studio Ghibli, con le vette che compaiono e scompaiono nella nebbia. Il centro città, ormai segnato dal turismo di massa, si può lasciare alle spalle in fretta: la vera Sapa comincia dove finisce l’asfalto.

Per scoprirla, affidatevi a una guida locale, spesso una donna hmong che conosce ogni sentiero, e la sera dormite in un homestay nei villaggi di Lao Chai o Ta Van: oltre a vivere un’esperienza più vera, farete arrivare il vostro denaro direttamente alle famiglie del posto.

@SiViaggia - Elena Usai
Le risaie a terrazza di Sapa

Lan Ha Bay

Il Vietnam del Nord sa sorprendere a ogni cambio di scenario, dalla montagna al mare. Tutti conoscono la baia di Ha Long, eppure a conquistarmi è stata la vicina Lan Ha Bay. Stessi pinnacoli calcarei che spuntano dall’acqua, stesso riconoscimento UNESCO (dal 2023 il sito comprende anche l’arcipelago di Cat Ba), ma molte meno barche. Ed è proprio questa la differenza che si sente: meno folla, meno rumore e meno inquinamento, che purtroppo non sparisce del tutto, ma qui pesa decisamente meno.

Per godervela davvero, il consiglio è di non fermarvi all’escursione in giornata. Io ho scelto una crociera di due giorni e una notte e ricordo ancora gli arredi delle cabine in stile Indocina, tra design tradizionali vietnamiti e richiami coloniali francesi: un’atmosfera d’altri tempi che, da sola, vale l’esperienza. Ma il momento più bello arriva la sera, quando i motori si spengono e le sagome delle rocce si stagliano nel buio, in un silenzio quasi irreale.

Chi viaggia con un budget più contenuto può comunque prenotare un’uscita in barca direttamente dall’isola di Cat Ba.

Ninh Binh

Se Lan Ha Bay mi ha mostrato le rocce calcaree dal mare, Ninh Binh me le ha fatte vedere da un’altra prospettiva: qui, gli stessi pinnacoli si alzano dalle risaie, tanto che la zona è conosciuta come la “Ha Long Bay terrestre”. È stata una delle mie tappe preferite del viaggio, il luogo perfetto per rallentare.

Il modo migliore per entrare in questo paesaggio è salire su una delle piccole barche a remi di Trang An, Patrimonio UNESCO, che scivolano lente tra pareti di roccia, grotte da attraversare quasi a pelo d’acqua e templi nascosti. Io ho scelto il percorso più lungo, per il quale servono due o tre ore. Fidatevi, valgono ogni minuto.

Le stesse montagne custodiscono anche altri tesori. Alla pagoda di Bich Dong, fondata nel 1428 e distribuita su più livelli della roccia, si arriva attraversando un ponte di pietra circondato dai fiori di loto. Alla grotta di Hang Múa, invece, il panorama va guadagnato salendo circa 500 gradini che portano fino alla cima, dove un drago di pietra fa da guardiano a una vista a 360 gradi sulla valle. Un consiglio: evitate il tramonto, quando folla, pendenza e assenza di protezioni rendono la salita più stressante che piacevole.

Se avete ancora tempo, spingetevi oltre le tappe più note. Hoa Lu, l’antica capitale, la sera si accende di lanterne rosse mentre le barche punteggiano il fiume. Ma il ricordo più prezioso di Ninh Binh me l’ha regalato il tempio di Thai Vi, trovato per puro caso e dove ho incontrato il custode mentre suonava il đàn bầu, uno strumento tradizionale a una sola corda: uno di quegli incontri che nessun itinerario può programmare.

@SiViaggia - Elena Usai
Trang An, dove le barche scivolano lente tra pareti di roccia e templi sull’acqua

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