Grenada, l’isola delle spezie tra vulcani, storia coloniale e mare caraibico

Un'isola vulcanica e fertile, profumata di spezie, segnata da storia coloniale, foreste rigogliose e un mare che cambia carattere lungo tutta la costa

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Un profumo speziato che arriva della terraferma, un rilievo scuro che emerge dall’acqua e poi una vegetazione fitta che occupa lo sguardo e definisce il carattere del luogo. È così che si presenta Grenada, isola dei Caraibi meridionali con un’identità forte e riconoscibile, distante dall’immaginario balneare più scontato. Situata nel settore sud-orientale del Mar dei Caraibi, poco sopra Trinidad e Tobago, è uno Stato insulare indipendente che comprende anche Carriacou e Petite Martinique.

La sua origine vulcanica ha modellato un territorio irregolare e marcato, fatto di colline ripide, vallate profonde, laghi craterici e una rete continua di corsi d’acqua dolce che attraversa l’entroterra. Questa conformazione ha reso l’isola straordinariamente fertile, favorendo una biodiversità ricca e una tradizione agricola antica (fondata, per l’appunto, soprattutto sulla coltivazione delle spezie).

Cosa vedere a Grenada

La storia di Grenada attraversa secoli di contese coloniali. Prima abitata dai Caribi, venne occupata dai francesi nel XVII secolo e passò poi sotto controllo britannico. Le tracce di questo passato restano evidenti nell’assetto urbano, nelle fortificazioni costiere, negli edifici civili in stile georgiano e nel sistema delle piantagioni. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che l’isola mette a disposizione un patrimonio vario che unisce natura, architettura e memoria storica.

St. George’s

La Capitale, il cui nome è St. George’s, sorge lungo una baia a ferro di cavallo sulla costa occidentale ed è considerata una delle più scenografiche dei Caraibi. Basta ammirare una foto per rendersene conto: le case dai tetti rossi e gialli si arrampicano sulle colline che circondano il porto, creando un effetto cromatico intenso.

Il centro storico conserva edifici del periodo coloniale britannico, tra cui la York House, sede del Parlamento, e la Cattedrale di San Giorgio, costruita nel XIX secolo con una torre gotica ben riconoscibile. C’è poi il mercato cittadino che rappresenta un punto fondamentale della vita quotidiana, con bancarelle di spezie, cacao, frutta tropicale e pesce appena pescato.

Fort George e Fort Frederick

Le fortificazioni dominano la Capitale dall’alto e raccontano la lunga competizione tra potenze europee. Fort George, costruito dai francesi nel 1705, regala una vista ampia sul porto e custodisce bastioni, cannoni e cortili interni. Fort Frederick si trova invece su una collina più orientale e risale al periodo britannico. La sua caratteristica principale è che presenta una pianta triangolare insolita.

Grand Etang National Park

Al centro dell’isola si estende un’area protetta che è la casa di una foresta pluviale densa e un lago craterico situato a oltre 500 metri di altitudine. Parliamo del Grand Etang, che è persino avvolto da leggende locali e circondato da sentieri che attraversano una vegetazione ricca di felci arboree, orchidee e alberi del pane. La fauna include uccelli tropicali, scimmie mona e rettili endemici.

River Antoine Distillery

Fondata nel XVIII secolo, questa distilleria utilizza ancora una ruota idraulica per la lavorazione della canna da zucchero. Il rum prodotto possiede una gradazione elevata e un gusto deciso, frutto di tecniche tradizionali rimaste invariate nel tempo. Visitandola, quindi, si può entrare in contatto con un aspetto autentico dell’economia agricola locale.

Grenada National Museum

Ospitato in un edificio del primo Ottocento, il museo raccoglie reperti archeologici, documenti coloniali e testimonianze della storia recente, inclusi eventi politici del XX secolo. Le sale offrono un quadro chiaro dell’evoluzione dell’isola, dalle popolazioni indigene all’indipendenza.

Le spiagge più belle di Grenada

Siamo ai Caraibi e anzi, per molti siamo in quella che è l’isola più bella di questa vasta regione geografica. Ciò vuol dire che è praticamente impossibile non parlare di spiagge, anche perché il litorale di Grenada alterna baie ampie a tratti selvaggi, con sabbie chiare, scure o dorate. Tra le migliori ci sono:

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La magnifica Sandy Island

Come arrivare e quando andare a Grenada

Grenada prende vita ai margini meridionali dei Caraibi, una posizione che per chi parte dall’Italia è sinonimo di viaggio articolato. Al momento, infatti, mancano collegamenti diretti e quindi il percorso ha bisogno di uno scalo intercontinentale. Le opzioni più utilizzate passano attraverso grandi hub europei o nordamericani.

Da città italiane come Roma o Milano si vola verso Londra, Parigi o Francoforte, proseguendo poi verso l’aeroporto internazionale Maurice Bishop, situato nella parte sud-occidentale dell’isola. In alternativa si può transitare dagli Stati Uniti, solitamente via New York, Miami o Atlanta, con successivo collegamento regionale verso Grenada. Questa seconda soluzione richiede autorizzazione ESTA e controlli doganali statunitensi. Il tempo totale di viaggio varia tra le 15 e le 20 ore, in base alla durata degli scali e alla rotta scelta.

Il periodo migliore per programmare un soggiorno a Grenada coincide con la stagione secca, che va da gennaio a maggio. In questi mesi il clima risulta stabile, con temperature comprese tra i 24 e i 29 gradi e un tasso di umidità più contenuto. Le precipitazioni appaiono rare e concentrate soprattutto nelle ore serali.

Da giugno a novembre prevale la stagione umida, caratterizzata da piogge più frequenti e da un aumento del rischio ciclonico, soprattutto tra agosto e ottobre. Questo arco temporale presenta comunque vantaggi economici, con tariffe aeree e ricettive più contenute. Chi desidera un equilibrio tra condizioni climatiche favorevoli e minore affluenza può orientarsi sui mesi di aprile e maggio, quando l’isola conserva tutta la sua vitalità naturale senza l’intensità del picco turistico invernale.

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