Dimenticate per un istante i sassi millenari di Matera e le coste battute dal turismo di Maratea. Spostandoci verso le alture dell’Appennino lucano, troviamo una Basilicata più intima e introspettiva.
Per chi arriva dalla zona del Vulture, San Fele si svela come un borgo incastonato con precisione millimetrica tra le pendici del Monte Castello, con le sue case abbarbicate al pendio che formano una struttura compatta, simile a un presepe vivente che si staglia nitido contro il profilo del cielo e della valle sottostante.
A differenziare San Fele dagli altri borghi della regione, con i quali condivide un cuore medievale fatto di vicoli in pietra e scalinate, è il suo legame indissolubile con l’acqua. Non appena si imboccano i sentieri che scendono dal cuore dell’abitato, è il suono a prendere il sopravvento: quello delle celebri cascate. È un richiamo costante che sale dal torrente Bradano e sembra fornire a ogni angolo del borgo una propria invisibile colonna sonora.
Siete curiosi di scoprire cosa vedere e cosa fare in uno dei venti borghi in gara per il Borgo dei Borghi 2026? Questi i nostri consigli.
Indice
Cosa vedere a San Fele
Il tessuto urbano di San Fele racconta una storia di lavoro, montagna e resilienza. Passeggiando tra le abitazioni in pietra, troverete angoli nascosti, cortili silenziosi e alcuni importanti tesori di arte e spiritualità, come la Chiesa Madre di Santa Maria della Quercia.
Cuore religioso del paese, fu edificata nel 1514 con pietre di recupero dell’antico castello e stupisce per l’interno barocco a tre navate, ricco di stucchi, marmi policromi e le preziose reliquie di San Giustino de Jacobis, il missionario vincenziano e vescovo nato proprio in queste strade. Nel centro storico è possibile visitare la sua casa natale, dove trascorse la sua infanzia e maturò le prime esperienze che avrebbero segnato il suo cammino spirituale.
Proseguendo verso le creste di Monte Castello, si incontrano le dimore nobiliari: Palazzo Frascella, struttura del XVII secolo incastonata nella roccia, e il settecentesco Palazzo Stia, con il suo caratteristico picchiotto in ferro battuto.
La storia novecentesca rivive invece presso la casa di confino di Manlio Rossi-Doria, che qui ritemprò lo spirito durante il fascismo, e nei murales sparsi per il borgo. Grazie al progetto Borgo da rivivere, le opere di street art raccontano i momenti di vita quotidiana che contraddistinguono il paese: da Cantine, che celebra la cantina come luogo di incontro e socialità, a Candarate, che mostra l’antico rito contadino della conservazione della carne di maiale sotto sale.
Cosa fare a San Fele
Tra le attività più amate da chi visita il borgo di San Fele c’è l’escursione alle cascate di San Fele, note in dialetto come “u uattënniére” dal nome della gualchiera. Immersi nel Parco Regionale del Vulture, i sentieri costeggiano il torrente Bradanello tra resti di antichi mulini, offrendo scorci rigeneranti in ogni stagione.
A pochi chilometri dal borgo, il Santuario di Santa Maria di Pierno rappresenta invece una tappa fondamentale per lo spirito. Questo rifugio di origine medievale, circondato da boschi secolari, invita alla meditazione e al silenzio, animandosi di fede e tradizione soprattutto durante le festività mariane.
Infine, per un’esperienza di soggiorno davvero innovativa, è possibile dormire nelle Star Box. Si tratta di piccoli moduli abitativi sostenibili e dal design minimale che permettono di passare la notte letteralmente “sotto le stelle”.
Come arrivare
Situata nella parte nord-occidentale della Basilicata, San Fele è facilmente raggiungibile in auto tramite la SS658 per chi proviene da Potenza, o l’autostrada A16 (uscita Candela) per chi arriva da Napoli.
Per chi viaggia in treno, la stazione di riferimento è Rionero-Atella-Ripacandida, collegata al borgo da servizi locali.