La campagna verde, i prati fioriti, i bei borghi di provincia baciati dal primo sole. A volte, viaggiando in primavera, il rischio è quello di ridurre tutto a una cartolina o a una foto da postare sui social, e pazienza se poi si finisce per riprodurre sempre gli stessi luoghi, frequentare gli stessi circuiti, finire nel solco tracciato dalla massa. Per fortuna, però, il nostro Paese offre una varietà enorme di possibilità di scoperta: bastano pochi chilometri fuori dalle rotte più frequentate per ritrovarsi in territori che sembrano riservare la loro bellezza migliore a chi ha il fiuto, le indicazioni e l’astuzia di cercarla.
È un assunto che vale per ogni stagione, ma per la primavera a maggior ragione. Se da una parte infatti ci sono gettonatissime aree di alcune regioni che vedono la stagione turistica risvegliarsi tutta insieme, immediatamente al loro fianco se ne trovano altre altrettanto belle, ma assai meno frequentate. I frutteti in fiore sulle colline del Roero in Piemonte sono all’altezza dei filari di noccioli delle Langhe. In Friuli primavera vuol dire orchidee selvatiche nei prati d’alta quota delle Valli del Natisone. In Toscana la Val d’Orcia e la Maremma offrono cartoline bellissime, ma la Lunigiana, a nord della regione, non ha niente da invidiare. In Puglia e in Sicilia, invece, la natura si accende di colori nella Murgia e sulle alture dei monti Iblei.
Indice
Toscana: primavera in Lunigiana
La Lunigiana è un gioiello nascosto tra la Toscana settentrionale e la Liguria di Levante, un territorio storico che trae il suo nome dall’antica e potente città romana di Luni, di cui oggi rimangono alcuni resti archeologici.
Oggi, però, quando si parla di Lunigiana ci si riferisce soprattutto ai territori che si estendono attorno al bacino del fiume Magra, principalmente in provincia di Massa, in Toscana. Dotata di minor richiamo rispetto alla più nota Val d’Orcia o ai tanti borghi che punteggiano la parte meridionale della regione, la Lunigiana coniuga lo scenografico impatto dell’arco appenninico e delle vette delle Alpi Apuane, le prime verdi, le altre più aspre, a borghi medievali in pietra grandi, piccoli e piccolissimi, dove davvero, come vuole quello che ormai è diventato un luogo comune, il tempo si è fermato.
La primavera è il momento ideale per esplorarla perché i boschi che ne coprono le colline tornano a tingersi di verde. Si passa dal trekking alle visite culturali, dalle passeggiate nei vicoli di minuscole borgate all’esplorazioni delle torri dei castelli che ne caratterizzano il variegato territorio.
Da Pontremoli, centro principale della zona e sua ideale porta d’ingresso, ci si spinge verso Bagnone, considerato uno dei borghi più pittoreschi della Lunigiana, caratterizzato da un porticato quattrocentesco e dal castello che domina l’abitato. Il paese è attraversato dal torrente omonimo, capace di creare scorci suggestivi.
A Montereggio, piccola frazione di Mulazzo, si scopre la storia del cosiddetto paese dei librai, tradizione secolare del borgo, che nei suoi dintorni offre anche la possibilità di facili quanto spettacolari trekking nei boschi di castagni, alla ricerca di antiche rovine di mulini abbandonati.
L’eleganza di Fivizzano, l’imponenza della Fortezza di Verrucola e l’austerità della Pieve romanica di Sorano a Filattiera sono invece tra le attrazioni preferite da chi ama l’architettura.
Friuli: primavera nelle Valli del Natisone
Nelle poco conosciute Valli del Natisone, nel Friuli orientale che confina con la Slovenia, si trova un angolo di natura che in primavera diventa semplicemente straordinario.
Il percorso botanico Prati di Tribil è infatti un anello da percorrere a piedi che si sviluppa nel comune di Stregna, meno di 400 abitanti al confine con la Slovenia. Poco più di otto chilometri, con un dislivello altimetrico di circa 300 metri, che attraversa un ambiente montano dove, a fare da contrafforte ai fitti e imponenti boschi, si aprono ampissimi prati che conservano valori naturalistici di grande interesse e numerose specie protette.
Quel che rende questo luogo speciale è la biodiversità di queste ampie aree prative: in pochi metri quadrati l’area è capace di ospitare 70 specie vegetali, tra cui fiori rari come il Narcissus radiiflorus, specie di narciso inserita nella lista delle specie protette dalla Convenzione di Berna. Le orchidee selvatiche qui crescono in libertà, con oltre quindici diverse specie presenti lungo il sentiero botanico, insieme a fioriture colorate che rendono il colpo d’occhio memorabile.
L’escursione ai Prati di Tribil è la punta di diamante di un territorio poco noto, ma che ha molto da offrire, a partire da Cividale del Friuli, sorta di capoluogo delle Valli e al tempo stesso porta d’accesso alle medesime. Un territorio di confine dalla scarsa densità abitativa, ma con piccole borgate diffuse ovunque. Numerose escursioni portano alla scoperta di vette come quella del Monte Kolovrat, dove rimangono imperiture testimonianze delle battaglie della Prima guerra mondiale, mentre a valle si può pedalare lungo il corso del fiume Natisone.
Da non perdere una visita alla grotta di San Giovanni d’Antro, uno scenografico complesso ipogeo con una chiesa costruita all’interno della roccia.
Piemonte: primavera nel Roero
Il Roero è l’altra faccia delle Langhe: separato da esse dal fiume Tanaro, meno conosciuto ma altrettanto affascinante, accoglie il visitatore con i suoi dolci rilievi, i rigogliosi boschi, ma anche vigneti storici e borghi autentici. Un territorio che pian piano sta riuscendo ad emergere dal cono d’ombra del ben più celebre vicino, con il quale peraltro condivide il riconoscimento UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
La primavera sulle colline del Roero regala un colpo d’occhio difficile da eguagliare: è questa la stagione, infatti, dei frutteti in fiore, che colorano il paesaggio di bianco e rosa. I panorami abbracciano le immancabili vigne, che con i loro filari caratterizzano la vista, i boschi e i piccoli borghi.
La porzione centrale del Roero è caratterizzata dalle Rocche, un fenomeno geologico di erosione che nel Medioevo veniva sfruttato come ostacolo difensivo per proteggere i borghi nati sul crinale dei rilievi. In pratica, un susseguirsi di dirupi e pareti di roccia che spuntano tra la vegetazione, su cui si stagliano torri e castelli incuranti del baratro.
Oggi i borghi di sommità si sono riuniti per dare vite all’Ecomuseo delle Rocche, un museo a cielo aperto caratterizzato da una fitta rete di sentieri tematici per scoprire questo ambiente unico. In primavera peschi, ciliegi e albicocchi sbocciano in sequenza lungo i percorsi della rete escursionistica dell’Ecomuseo.
Ovviamente il turismo enogastronomico rappresenta uno dei principali motivi di attrazione: i vini del Roero accompagnano degnamente ogni pausa tra un’escursione e la visita di un borgo storico.
Sicilia: primavera sui monti Iblei
Chi conosce l’angolo sudorientale della Sicilia ne ricorderà il bel mare, le tante spiagge, l’elegante architettura barocca di Noto e Ragusa. Eppure c’è altro da scoprire, come l’altopiano dei monti Iblei, catena montuosa che caratterizza l’area e la cui cima più alta, il Monte Lauro, raggiunge 986 metri di quota.
Alle pendici del Lauro si trova Buccheri, borgo riconosciuto tra i più belli d’Italia. Dall’abitato si gode di una bella vista sull’Etna, ma anche il colpo d’occhio sulla cittadina stessa non delude: il piccolo skyline è dominato dal campanile della chiesa barocca di Sant’Antonio Abate.
Poco fuori ci sono i resti del castello che diede origine all’insediamento, oltre ad aree naturali ideali per escursioni alla scoperta del territorio come le Gole della Stretta, un piccolo canyon scavato dall’acqua, e il Bosco della Contessa, parco escursionistico che a primavera dà il meglio di sé, con fioriture selvatiche e panorami su tutto l’altopiano.
A Cavagrande del Cassibile, una grande gola scavata dal fiume, ci si immerge in un paradiso selvaggio: ripidi sentieri portano dall’altopiano giù verso il fiume, in una natura selvaggia abbellita dal rosa e dal bianco dei fiori di oleandro, raggiungendo cascatelle nascoste e piscine naturali.
Dello stesso registro la scoperta della maestosa necropoli di Pantalica, patrimonio UNESCO, nella valle dell’Anapo, fiume che da millenni scava il territorio ibleo e che dal periodo preistorico a quello bizantino è stato utilizzato per la sepoltura cerimoniale. Un dedalo di sentieri sospesi tra storia e natura, con grotte scavate nella roccia e panorami mozzafiato sulla gola, permette di esplorare questo territorio unico, che in primavera è caratterizzato da una natura rigogliosa e da un clima mite, ideale per le escursioni.
Puglia: primavera nel Parco Terra delle Gravine
Scolpita nel calcare, scavata dalle acque nel corso dei millenni, pronta a rivelarsi solo a chi si avvicina: è la Puglia diversa, quella delle gravine.
Con il termine gravina si intende un gruppo di crepacci scavati dalle acque ed erosi dal vento nell’area delle Murge, affascinante altipiano che corre al confine tra Basilicata e Puglia. La pietra di una gravina è calcarea, tenera, facilmente modificata nel corso dei secoli tanto dagli agenti atmosferici che dalla mano dell’uomo.
Il Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine si estende per più di 28mila ettari nel cuore dell’altopiano delle Murge. La primavera è il momento in cui la macchia mediterranea che tappezza i versanti delle gravine è al suo meglio, tra carrubi e alberi di mirto. Nelle gravine l’acqua piovana accumulata durante la stagione invernale permette una vera e propria esplosione di forme e colori grazie alle fioriture spontanee di orchidee selvatiche, ciclamini e rose selvatiche.
Tra le mete più spettacolari del territorio c’è la Gravina di Laterza, estesa per 12 chilometri e larga fino a 500 metri nel suo punto più ampio, ricoperta da una vegetazione lussureggiante.
Non lontano, la Gravina di Petruscio, nel comune di Mottola, si snoda per circa quattro chilometri e ospita un villaggio rupestre composto da circa duecento grotte artificiali scavate nella roccia friabile, che servivano come abitazioni o ricovero di animali e pastori. È un paesaggio che non assomiglia a nient’altro in Italia e che vale la pena di essere scoperto attraverso i tanti sentieri panoramici che si snodano tra boschi verdi, morbide colline e ruscelli.