Rotterdam, affascinante città dei Paesi Bassi, ha un rapporto assolutamente particolare con l’architettura: al posto delle facciate tradizionali che caratterizzano molte località olandesi, il suo centro presenta grattacieli dalle geometrie ardite, edifici sperimentali e costruzioni che sembrano voler mettere alla prova le regole più elementari dell’edilizia. Sono davvero tantissime le stranezze tra la sue vie, ma ce n’è una che riesce a sorprendere persino chi conosce bene la città.
Sono le Kubuswoningen, le celebri case cubiche, un complesso residenziale formato da grandi volumi gialli inclinati di 45 gradi, appoggiati su pilastri esagonali e collegati tra loro attraverso gli angoli. Il primo istinto quando sono davanti ai proprio occhi è quello di cercare una parete verticale, una finestra regolare o un elemento familiare al quale aggrapparsi per comprendere la struttura. La verità, però, è tutta una sorpresa: le superfici gialle si alternano ai tetti grigi, i vetri seguono inclinazioni impreviste e le punte dei cubi disegnano una sequenza di triangoli contro il cielo.
Sotto questa insolita copertura, invece, si sviluppano passaggi pedonali e spazi destinati alla vita quotidiana. Sì, perché le Kubuswoningen sono vere abitazioni, occupate da residenti che devono fare i conti con soffitti obliqui, arredi particolari e una distribuzione degli ambienti decisamente fuori dagli schemi.
Indice
Breve storia delle Kubuswoningen
Provate a proiettarvi nella Rotterdam del secondo dopoguerra, perché è da lì che cambiò tutto. Il bombardamento tedesco del 14 maggio 1940, invatti, aveva devastato gran parte del centro storico, aprendo una lunga stagione di ricostruzione che avrebbe modificato profondamente la città.
Nei decenni successivi, la vivace Rotterdam divenne una sorta di un laboratorio per architetti e urbanisti interessati a sperimentare nuove soluzioni abitative. Uno di questi era Piet Blom, legato alla corrente dello Strutturalismo e convinto che anche una grande città potesse recuperare alcune caratteristiche dei villaggi.
Il suo progetto aveva lo scopo di dar vita ad abitazioni private sopra un’area pubblica destinata ad attività commerciali e relazioni sociali. Il progetto prese forma alla fine degli anni ’70, mentre i lavori iniziarono nel 1982 e terminarono nel 1984. Il risultato fu un insieme di 38 abitazioni cubiche, accompagnate da ulteriori volumi destinati ad altre funzioni.
Ciò che puo far sorridere noi italiani (forse più di altre nazionalità) è che l’ispirazione urbanistica richiamava persino il Ponte Vecchio di Firenze, con la sua particolare sovrapposizione di costruzioni e percorso pubblico. A rendere celebre il complesso, tuttavia, è soprattutto la sua interpretazione simbolica: secondo Blom, ciascuna abitazione doveva rappresentare un albero.
Nel dettaglio: il pilastro esagonale costituiva il tronco, mentre il volume inclinato ne evocava la chioma. La ripetizione di questi elementi avrebbe dato vita a una foresta artificiale. Da questa visione deriva il soprannome Blaakse Bos, ovvero Foresta di Blaak, che è ancora utilizzato.
Visita alle Kubuswoningen
Il divertimento inizia già dall’esterno, sotto una successione di spigoli e superfici inclinate che cambiano aspetto a seconda del punto di osservazione. Dai passaggi pedonali, per esempio, i cubi sembrano incastrarsi l’uno nell’altro, ma l’effetto più sorprendente si percepisce nei punti di congiunzione tra le abitazioni: le facciate si incontrano secondo angolazioni insolite e, per qualche istante, diventa difficile distinguere un tetto da una parete.
Ma dietro a quella che possiamo definire come un’apparente confusione geometrica, c’è in realtà un progetto che segue un’organizzazione dettagliata. La struttura di una Kubuswoning, infatti, parte da un pilastro esagonale in cemento, al cui interno si trovano l’ingresso e le scale. Sopra poggia il cubo abitativo, ruotato di 45 gradi rispetto alla posizione convenzionale.
Ciascuna unità dispone di circa 100 metri quadrati di superficie distribuiti su 3 livelli, sebbene l’inclinazione delle pareti riduca sensibilmente la parte effettivamente sfruttabile. Al primo piano si trovano il soggiorno, la cucina e i servizi, salendo camere da letto e bagno, mentre la parte superiore, più raccolta e luminosa, può diventare uno studio, una stanza aggiuntiva oppure uno spazio per il relax.
Poi ci sono le aperture vetrate, alcune delle quali guardano verso il cielo, altre inquadrano porzioni di strada o frammenti degli edifici vicini. Arredare queste abitazioni , come è possibile intuire, richiede una certa inventiva: armadi convenzionali, librerie alte e mobili dalle linee rigide che si adattino a pareti diagonali e angoli poco accessibili.
Per osservare gli ambienti interni è possibile entrare nella Kijk-Kubus Museumwoning, una delle abitazioni del complesso allestita appositamente per il pubblico. Parliamo quindi una casa museo con tanto di cucina, zona giorno, camere e arredi che permettono di valutare l’effettiva vivibilità degli spazi.
A colpire molto persone è il contrasto tra l’aspetto esterno, quasi monumentale, e la dimensione raccolta di alcuni ambienti. Vi basti pensare che i soffitti inclinati obbligano a prestare attenzione ai movimenti, mentre la presenza di superfici vetrate regala prospettive piuttosto originali sul quartiere. Modelli architettonici, pannelli fotografici e materiali informativi illustrano inoltre il progetto di Blom e la nascita della Foresta di Blaak.
Terminata l’esplorazione, vale la pena osservare il complesso dal vicino Oude Haven, il Porto Vecchio di Rotterdam. Da qui le dimore cubiche si distinguono al di sopra degli edifici tradizionali affacciati sull’acqua, creando un contrasto particolarmente interessante con le imbarcazioni storiche ormeggiate lungo le banchine.
Nelle vicinanze si trova anche la Witte Huis, costruita alla fine del XIX secolo e considerata uno dei primi grattacieli europei. Per non parlare del fatto che sono pochi i minuti che separano le Kubuswoningen dalla Markthal, il grande mercato coperto inaugurato nel 2014, celebre per la sua struttura ad arco e l’enorme decorazione artistica che riveste la volta interna.
Dove si trova e come arrivare
Le Kubuswoningen si trovano nel centro di Rotterdam lungo Overblaak, a pochi passi dalla stazione di Rotterdam Blaak e dal Porto Vecchio. La posizione è particolarmente comoda per chi visita la città con i mezzi pubblici: la stazione Rotterdam Blaak è servita da treni, metropolitana e collegamenti urbani, mentre dalla stazione centrale di Rotterdam si può raggiungere l’area in pochi minuti di treno.
Chi preferisce attraversare il centro a piedi può partire da Rotterdam Centraal e seguire un itinerario di circa 2 chilometri, attraversando alcune delle zone commerciali e architettonicamente più interessanti. L’accesso agli spazi esterni del complesso è gratuito, mentre l’ingresso alla casa museo prevede un biglietto.