Si avvertono venti freddi e il profumo acre della storia e della terra bagnata. Poi, all’improvviso, un enorme promontorio basaltico emerge dalla piana, dominando l’orizzonte con una presenza magnetica. E il tutto avviene mentre si percorre la strada che attraversa la Transilvania tra Brașov e Sighișoara, fino ad arrivare al cospetto di mura imponenti, torri dai tetti rossastri e bastioni disposti su più livelli. Quella è la Fortezza di Rupea, una delle fortificazioni medievali più suggestive della Romania (protagonista di oltre 700 anni di storia).
La prima cosa che lascia senza parole è la sua struttura: è sviluppata attraverso cinte murarie successive che disegnano una sorta di spirale. Vista dall’alto, ricorda il guscio di una chiocciola, con le fortificazioni che si restringono progressivamente verso la cima. Alla base si estende l’omonima cittadina, mentre tutt’intorno si alternano dolci rilievi, prati e piccoli insediamenti rurali.
Dietro l’aspetto severo delle sue mura, però, Rupea custodisce una storia che va ben oltre quella di un semplice presidio militare.
Indice
Breve storia e leggende della Fortezza di Rupea
Le prime testimonianze della presenza umana in quest’area della Romania risalgono alla preistoria. Gli scavi archeologici condotti nel corso del tempo, infatti, hanno restituito utensili in pietra, frammenti ceramici e altri reperti che documentano l’antichissima frequentazione del territorio. Stando alla tradizione, proprio su quella stessa collina sarebbe sorta la fortificazione dacica di Ramidava, successivamente trasformata dai Romani in un presidio chiamato Rupes.
La fortezza medievale vera e propria, invece, compare nei documenti nel 1324, in occasione di uno scontro tra esponenti dell’élite sassone locale e uomini del voivoda di Transilvania. All’epoca era conosciuta con il nome di Castrum Kuholm, legato alla denominazione germanica della località e alla natura rocciosa della collina.
Con il passare dei secoli la cittadina di Rupea divenne sempre più importante, tanto da trasformarsi in un centro commerciale e artigianale della comunità sassone. Nel corso del ‘500, una parte degli abitanti si trasferì stabilmente all’interno delle mura: la cittadella arrivò a ospitare alcune centinaia di persone e quasi 100 abitazioni, oltre a magazzini, edifici amministrativi, una cappella, depositi di armi e spazi destinati alle attività commerciali.
Poi arrivò il XVII secolo, periodo durante il quale il complesso raggiunse il suo massimo sviluppo architettonico ma, nel 1716, una grave epidemia di peste trasformò le sue mura nella “casa” di persone in cerca di protezione dal contagio. Con la progressiva stabilizzazione politica della regione, l’insediamento perse la sua funzione originaria, fino ad arrivare al degrado. Soltanto i grandi interventi di restauro effettuati tra il 2010 e il 2012 restituirono alla cittadella gran parte dell’aspetto attuale.
Attorno a Rupea circolano anche racconti popolari. Il più celebre riguarda Decebalo, ultimo re dei Daci, che secondo una leggenda avrebbe scelto proprio questa collina per togliersi la vita dopo la sconfitta contro i Romani. Un’altra storia narra che le coppie sassoni, in occasione del matrimonio, dovessero contribuire alla costruzione delle mura portando un mattone.
La visita alla Fortezza di Rupea
Per visitare la Fortezza di Rupea è disponibile un percorso che attraversa tre grandi settori fortificati, distribuiti su quattro cinte murarie, realizzati e ampliati durante epoche differenti. La prima parte è la Cetatea de Jos, la Fortezza Inferiore, caratterizzata da un ampio cortile delimitato da robuste mura difensive, a cui si accede tramite una porta fortificata affiancata da torri.
Qui a farsi notare è soprattutto Turnul Slăninii (Torre della Pancetta), un antico deposito per carne e lardo appartenenti alla comunità. Salendo verso la Cetatea de Mijloc, gli spazi si restringono e le strutture difensive diventano più articolate. Porte ad arco, passaggi protetti e murature di epoche diverse testimoniano i continui adattamenti alle nuove tecniche militari.
L’elemento architettonico più interessante di questa zona è la Torre Pentagonale, con una pianta a cinque lati. Nello stesso settore si incontra la Torre degli Scrivani, o Turnul Diecilor (probabilmente utilizzata anche per custodire documenti amministrativi) con un’incorniciatura lignea risalente al XV secolo.
Tra le strutture interne merita attenzione l’edificio conosciuto come Cappella, un ambiente dalle funzioni originariamente più ampie, che avrebbe accolto anche uno spazio di culto luterano. Poi ci sono il pozzo (necessario nel Medioevo per affrontare lunghi periodi di isolamento), resti di abitazioni, antiche aperture e tracce di camini (quindi sì, elementi della vita quotidiana di chi abitava queste possenti mura).
L’ultimo tratto della visita è invece la Cetatea de Sus, il nucleo più antico, direttamente integrato nella roccia basaltica. Per raggiungerlo si attraversa uno stretto accesso voltato, un tempo protetto anche da una grata difensiva. Le strutture conservano tracce degli ambienti utilizzati dalle autorità locali, accanto ai resti delle antiche abitazioni.
Dalla sommità, il panorama abbraccia i tetti di Rupea, la campagna transilvana e le colline che si susseguono fino all’orizzonte. Guardando verso il basso, si distingue perfettamente la successione delle cinte murarie, con i cortili e le torri disposti attorno al rilievo.
Dove si trova e come arrivare
La Fortezza di Rupea prende vita nel distretto di Brașov, vicino al confine amministrativo con quello di Mureș. Occupa la sommità della collina di Cohalm, immediatamente a ovest dell’abitato, lungo uno dei principali itinerari stradali che attraversano la Transilvania.
Per raggiungerla in automobile si percorre la strada nazionale DN13, parte dell’itinerario europeo E60, che collega Brașov a Sighișoara. La distanza è di circa 65-70 km dalla prima città e di 50 km dalla seconda. Una strada asfaltata e segnalata sale dal centro abitato fino all’area di parcheggio situata nei pressi dell’ingresso.
Rupea è raggiungibile anche con i collegamenti regionali: la stazione ferroviaria si trova a circa 4 km dal centro cittadino, perciò il trasferimento verso la fortezza richiede un ulteriore spostamento.