L’Uzbekistan è in cima alla lista dei desideri di molti, tra cui noi di SiViaggia, e, infatti, negli ultimi anni ha compiuto un balzo sorprendente nel panorama del turismo internazionale, trasformandosi da meta di nicchia a destinazione sempre più ambita. Da quando i sovietici hanno lasciato il Paese nel 1991, molte cose sono cambiate e l’interesse nell’aprirsi al resto del mondo è cresciuto anno dopo anno.
Tra investimenti mirati, politiche di apertura e una promozione globale strutturata, l’Uzbekistan ha saputo intercettare il desiderio dei viaggiatori di scoprire luoghi autentici, ricchi di storia e, per ora, poco battuti dal turismo di massa. I numeri del 2025 raccontano una crescita solida e costante, che colloca il Paese tra le destinazioni in più rapida espansione al mondo e rafforza il suo ruolo sulla mappa globale dei viaggi.
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Numeri record e una strategia di lungo periodo
Secondo le più recenti analisi internazionali, tra gennaio e settembre 2025 l’Uzbekistan è entrato nel gruppo delle sette destinazioni con la crescita più rapida del turismo in entrata a livello mondiale. Gli arrivi internazionali hanno registrato un aumento del 73% rispetto al 2019, superando non solo i livelli pre-pandemia, ma anche gli obiettivi fissati dal governo per l’anno in corso.
Questo risultato non è casuale. Il turismo è stato individuato come uno dei pilastri della strategia economica nazionale “Uzbekistan-2030”, con una pianificazione a lungo termine che ha coinvolto infrastrutture, servizi e politiche di accesso. Tra le misure più incisive spicca l’introduzione dell’esenzione dal visto per i cittadini di quasi 100 Paesi, tra cui l’Italia, che ha reso l’Uzbekistan molto più accessibile a un pubblico internazionale.
L’obiettivo simbolico fissato per il 2025 era ambizioso: raggiungere quota 10 milioni di turisti stranieri. Un traguardo che, secondo i dati ufficiali, è stato superato già prima della fine dell’anno, con oltre 10,7 milioni di visitatori e un impatto economico stimato in circa 3,7 miliardi di euro. A rendere il dato ancora più significativo è la crescita della permanenza media: se in passato i viaggiatori restavano quattro o cinque notti, oggi il soggiorno si allunga spesso fino a sette, otto o nove notti, segno di un’offerta più ricca e articolata.
Dai mercati regionali al richiamo globale
La spinta principale continua ad arrivare dai Paesi vicini e dall’area della Comunità degli Stati Indipendenti, che rappresentano la quota più consistente degli arrivi. Kirghizistan, Kazakistan e Tagikistan guidano la classifica, confermando il forte legame regionale dell’Uzbekistan. Allo stesso tempo, però, crescono con maggiore rapidità i mercati extra-regionali: Cina, Turchia, India e Corea del Sud mostrano numeri in costante aumento, mentre anche i viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti evidenziano un interesse crescente, soprattutto per motivi di svago e scoperta culturale.
Parallelamente al turismo internazionale, anche quello interno vive una fase di grande vitalità. Decine di milioni di viaggi interni testimoniano un rinnovato entusiasmo dei cittadini uzbeki nel riscoprire il proprio Paese, sostenuti da iniziative governative che incentivano i viaggi in famiglia e nelle comunità locali.
Questa crescita è accompagnata da investimenti importanti: solo nel 2025 sono stati avviati centinaia di progetti per un valore di circa 1,4 miliardi di euro. Nuovi hotel di lusso con marchi internazionali, resort di montagna, aree lacustri e una rete sempre più ampia di strutture ricettive hanno ampliato la capacità di accoglienza. Allo stesso tempo, migliaia di nuovi posti di lavoro, agenzie di viaggio e guide certificate hanno rafforzato l’intero ecosistema turistico.
Infine, è stata fondamentale anche la promozione internazionale: fiere, eventi culturali, grandi campagne di marketing e il riconoscimento da parte di autorevoli guide di viaggio hanno acceso i riflettori su città iconiche come Samarcanda, Bukhara e Khiva.