La nuova classifica dei passaporti più forti del mondo per viaggiare senza visto

Alcuni viaggiatori possono entrare in oltre 120 Paesi, mentre altri devono affrontare più burocrazia per vedersi aprire i confini, ecco i passaporti più potenti

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Priscilla Piazza

Content writer

Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

C’è un piccolo dettaglio che può rendere un viaggio molto più semplice ancora prima di prenotare il volo ed è il passaporto che si ha in tasca. Non tutti, infatti, aprono le stesse porte e alcuni permettono di attraversare buona parte del mondo senza dover affrontare richieste di visto, documenti aggiuntivi e lunghe procedure burocratiche.

La nuova classifica di Passport Reports fotografa proprio questo privilegio di viaggio, analizzando 199 passaporti in base alla libertà di movimento che garantiscono ai loro titolari. Tra le prime posizioni quest’anno non mancano le sorprese, compresa un’ottima performance dell’Italia.

I passaporti più forti del mondo nel 2026

Nel 2026 a dominare la nuova graduatoria è il passaporto degli Emirati Arabi Uniti, seguito da quello di Singapore. Il primo Paese europeo compare però immediatamente dopo: la Spagna conquista il terzo posto mondiale e si conferma il passaporto più forte d’Europa secondo il Passport Reports Global Passport Index. Seguono la Malesia, al quarto posto, e il Lussemburgo, quinto.

La classifica non prende in considerazione soltanto il numero di destinazioni raggiungibili senza visto. Passport Reports utilizza infatti un Mobility Score, che somma i Paesi accessibili visa-free, quelli in cui è possibile ottenere il visto all’arrivo e quelli che richiedono soltanto un’autorizzazione elettronica di viaggio, come l’ETA. In caso di parità vengono considerati prima il numero di destinazioni completamente visa-free, poi quelle accessibili con autorizzazione elettronica e infine quelle con visto all’arrivo.

La Spagna raggiunge così un Mobility Score di 174: i suoi cittadini possono entrare in 121 Paesi senza visto, raggiungerne altri 42 con visto all’arrivo e 11 tramite ETA, mentre per 24 destinazioni resta necessario richiedere un visto prima della partenza. Il Lussemburgo, quinto a livello globale, totalizza invece 173 punti. Subito dietro si trovano Belgio e Francia, entrambe al sesto posto, mentre un folto gruppo di Paesi europei occupa la settima posizione – è qui che compare anche l’Italia.

La classifica delle prime 20 posizioni

  1. Emirati Arabi Uniti;
  2. Singapore;
  3. Spagna;
  4. Malesia;
  5. Lussemburgo;
  6. Belgio; Francia;
  7. Danimarca; Finlandia; Germania; Italia; Paesi Bassi; Svezia;
  8. Grecia;
  9. Portogallo; Svizzera;
  10. Austria;
  11. Norvegia;
  12. Irlanda;
  13. Giappone;
  14. Malta;
  15. Ungheria; Polonia;
  16. Croazia; Lettonia;
  17. Corea del Sud;
  18. Repubblica Ceca; Estonia;
  19. Lituania;
  20. Slovacchia.

Quanto è forte il passaporto italiano

Il passaporto italiano è al settimo posto nella classifica mondiale 2026, a pari merito con Danimarca, Finlandia, Germania, Paesi Bassi e Svezia. Tutti raggiungono un Mobility Score di 173, che conferma d’altronde quanto i passaporti europei continuino a garantire un’elevata libertà di movimento internazionale.

Per chi viaggia con passaporto italiano significa poter entrare in 120 destinazioni senza richiedere preventivamente un visto. A queste si aggiungono 42 Paesi nei quali il visto può essere ottenuto all’arrivo e 11 che richiedono un’ETA. Soltanto per 25 destinazioni è necessario completare una procedura di visto tradizionale prima della partenza. Scorrendo ulteriormente la top 15 si incontrano Grecia all’ottavo posto, Portogallo e Svizzera al nono, Austria al decimo e Norvegia all’undicesimo. Seguono Irlanda, Giappone e Malta, mentre Ungheria e Polonia condividono la quindicesima posizione.

La graduatoria mostra quindi un dato particolarmente interessante per chi viaggia dall’Europa: buona parte dei passaporti più potenti al mondo continua a essere concentrata nel continente. Ma evidenzia anche come il concetto stesso di “viaggiare senza visto” sia diventato più sfumato rispetto al passato, perché accanto all’ingresso completamente libero stanno aumentando sistemi digitali come ETA ed eTA, procedure generalmente molto più snelle di un visto tradizionale ma comunque necessarie prima di mettersi in viaggio.

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