Galápagos, per la prima volta in quasi due secoli le tartarughe giganti tornano a Floreana

Tante tartarughe giganti sono state reintrodotte dopo secoli di assenza in un'isola delle Galápagos: l'evento storico che ne rilancia il valore naturalistico e turistico

Pubblicato:

Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

Dopo più di 180 anni di assenza, quando ormai sembravano destinate all’estinzione totale, le tartarughe giganti sono tornate a camminare nel loro habitat originario, sul suolo vulcanico di Floreana, una delle isole più affascinanti e meno battute dell’arcipelago delle Galápagos (Ecuador). Un evento storico che non rappresenta solo un successo scientifico, ma anche una notizia dal forte impatto paesaggistico e turistico per una destinazione simbolo dell’ecoturismo mondiale.

Le Galápagos, dove Charles Darwin sviluppò le intuizioni che avrebbero portato alla teoria dell’evoluzione, tornano così a essere laboratorio vivente di biodiversità.

Il ritorno delle tartarughe giganti a Floreana

Il 20 febbraio 2026, 158 giovani esemplari di tartarughe giganti – tra gli 8 e i 13 anni – sono stati reintrodotti sull’isola di Floreana nell’ambito del più grande progetto di ripristino ecologico mai avviato nell’arcipelago delle Galápagos. Un ritorno pianificato nei minimi dettagli e sincronizzato con l’arrivo delle prime piogge stagionali, fondamentali per favorire l’adattamento degli animali al loro habitat naturale.

Due secoli fa, Floreana ospitava circa 20mila tartarughe giganti della sottospecie Chelonoidis niger niger. Ma l’uomo e la natura hanno rovinato l’equilibrio, portandole all’estinzione locale nella prima metà dell’Ottocento: caccia intensiva dei balenieri (che le caricavano a bordo come scorte alimentari vive), incendi e sfruttamento umano sono stati le principali cause.

La svolta è arrivata nel 2000, quando sul Volcán Wolf, sull’isola di Isabela e il più alto dell’arcipelago, sono stati individuati esemplari di tartarughe giganti con una significativa discendenza genetica Floreana. Da lì è partito un programma ventennale di selezione, allevamento e monitoraggio, sviluppato in collaborazione con la Direzione del Parco Nazionale delle Galápagos e il ministero dell’Ambiente dell’Ecuador.

I 158 esemplari appena rilasciati hanno tra il 40% e l’80% del patrimonio genetico originario della specie. Sono stati allevati per 12-14 anni in centri specializzati, sottoposti a controlli sanitari e dotati di trasmettitori GPS per monitorarne i movimenti e l’adattamento nella natura.

Non si tratta di un gesto simbolico, ma di un’operazione di “restauro ecologico” su larga scala: le tartarughe sono una “specie chiave”, veri ingegneri dell’ecosistema capaci di disperdere semi, rigenerare la vegetazione e ristabilire equilibri naturali ormai assenti da oltre 180 anni. Ma non è finita qui, perché nei prossimi anni si prevede il rilascio graduale di circa 700 esemplari.

Nuovo capitolo per il turismo sostenibile delle Galápagos

Con una superficie di circa 173 chilometri quadrati e appena 200 abitanti, Floreana è la più meridionale delle isole abitate delle Galápagos. Selvaggia, vulcanica, meno frequentata rispetto a Santa Cruz o Isabela, rappresenta una meta ideale per chi cerca un’esperienza più autentica e immersiva.

Il ritorno delle tartarughe rafforza il valore naturalistico dell’isola, che condivide già il suo territorio con fenicotteri, iguane marine, pinguini delle Galápagos, gabbiani e falchi. Per i viaggiatori, assistere (anche solo indirettamente) a un progetto di rinascita ambientale di questa portata significa entrare in contatto con una destinazione che non è solo da osservare, ma anche da comprendere e rispettare.

Il progetto di ripristino ecologico coinvolge attivamente la comunità locale, consapevole che agricoltura, pesca e turismo dipendono strettamente dalla salute dell’ecosistema. Floreana non è più solo sinonimo di bellezza incontaminata, ma diventa anche simbolo di resilienza ambientale in uno dei luoghi più fragili del pianeta.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963