Italia sempre più amata dai turisti stranieri: cosa dicono i dati del 2026

Nel secondo trimestre 2026 crescono le presenze turistiche in Italia, trainate dagli stranieri e dal comparto extra-alberghiero, nonostante il calo degli arrivi

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

Nel secondo trimestre del 2026 il turismo in Italia, secondo l’Istat, ha registrato quasi 148 milioni di presenze nelle strutture ricettive, a fronte di poco meno di 47 milioni di arrivi. I dati sui flussi turistici mostrano un andamento particolare: rispetto allo stesso periodo del 2025, gli arrivi sono diminuiti dello 0,8%, mentre le presenze sono cresciute del 3,9%. Il dato evidenzia quindi una permanenza mediamente più lunga dei visitatori nelle strutture ricettive italiane.

La componente internazionale continua ad avere un peso rilevante. Nel trimestre, infatti, i turisti stranieri hanno rappresentato il 61,6% delle presenze complessive, confermandosi la quota maggioritaria dei flussi. La loro presenza è aumentata del 4,6% rispetto al 2025, mentre quella della clientela italiana ha registrato una crescita del 2,7%.

Più presenze in Italia soprattutto a maggio

L’aumento delle presenze ha interessato tutti i mesi del trimestre, ma è stato particolarmente evidente a maggio. Rispetto allo stesso mese del 2025, le presenze dei turisti italiani sono cresciute del 6,4%, mentre quelle degli stranieri hanno segnato un +10,1%, portando la variazione complessiva a +8,8%.

Nel complesso del trimestre, tuttavia, è giugno ad aver concentrato la quota maggiore dei pernottamenti: il 44,1% delle presenze del periodo.

La permanenza media negli esercizi ricettivi è stata di 3,15 notti, in lieve aumento rispetto al secondo trimestre del 2025. Gli stranieri si sono fermati mediamente 3,34 notti, contro le 2,88 notti della clientela italiana.

Extra-alberghiero cresce più degli hotel

Il confronto tra le diverse tipologie di strutture mostra una crescita più marcata del comparto extra-alberghiero. Gli alberghi hanno registrato 27,6 milioni di arrivi e 77,6 milioni di presenze, mentre gli esercizi extra-alberghieri, comprese le case e gli appartamenti destinati agli affitti brevi per finalità turistiche, hanno totalizzato oltre 19,3 milioni di arrivi e circa 70,3 milioni di presenze.

Rispetto al secondo trimestre del 2025, le presenze negli esercizi extra-alberghieri sono aumentate del 5,6%, più del doppio rispetto al +2,4% degli alberghi. Nel comparto extra-alberghiero la crescita ha riguardato sia gli italiani (+4,2%) sia gli stranieri (+6,4%), con questi ultimi in aumento più sostenuto. Anche negli hotel la componente internazionale ha registrato la variazione maggiore, con un +2,9%, rispetto al +1,7% degli italiani.

Nel settore alberghiero, il numero di arrivi resta comunque superiore a quello registrato dall’extra-alberghiero, mentre il divario tra i due comparti si riduce se si osservano le presenze. I quasi 70,3 milioni di pernottamenti nelle strutture extra-alberghiere rappresentano infatti una parte consistente del totale trimestrale, anche grazie alla crescente incidenza degli alloggi in case e appartamenti destinati ai soggiorni brevi.

I dati del secondo trimestre delineano così un mercato nel quale la crescita delle presenze non coincide con un aumento degli arrivi. La lieve flessione degli ingressi è accompagnata da soggiorni mediamente più lunghi e da una maggiore presenza di viaggiatori internazionali. La dinamica risulta particolarmente evidente a maggio, il mese che ha registrato gli incrementi tendenziali più significativi, mentre giugno ha concentrato la parte più ampia delle presenze del trimestre.

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