La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi si prepara al gran finale, dove e quando

Milano-Cortina 2026 si prepara al gran finale: la cerimonia di chiusura promette musica, danza e uno spettacolo pensato per emozionare

Pubblicato:

Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

I Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 arrivano al traguardo. Dopo giorni scanditi da gare, podi e immagini rimbalzate da una parte all’altra del mondo, l’attenzione si concentra adesso sull’ultimo atto: la cerimonia di chiusura. È il momento dei saluti agli atleti, del passaggio simbolico alla prossima Olimpiade e anche, inevitabilmente, dei bilanci di un’edizione sparsa tra città e montagne, tra palazzetti e piste innevate.

L’atmosfera annunciata sarà diversa rispetto all’apertura di Milano. Meno spettacolo da stadio, più narrazione. Meno effetti monumentali, più dialogo con la storia dei luoghi. Il titolo scelto, Beauty in Action, prova a tenere insieme sport, arte e identità italiana senza scivolare nella celebrazione solenne. L’idea, almeno sulla carta, è chiara: ritmo, movimento, qualche sorpresa.

Dove si svolge la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi

L’evento di chiusura non sarà a Milano ma a Verona: l’Arena farà da sfondo con il suo anfiteatro romano trasformandosi in un palcoscenico per raccontare la fine dei Giochi davanti a un pubblico mondiale.

La scelta non è solo estetica. Verona rappresenta una sorta di punto d’incontro tra Milano e Cortina, le due anime dei Giochi: la dimensione urbana e quella alpina. Una città che non ha ospitato gare, ma che si inserisce come snodo naturale tra pianura e montagne, quasi a chiudere idealmente il cerchio geografico dell’evento.

Per adattare l’Arena a uno show globale è stato ripensato l’intero spazio scenico. Niente divisione netta tra palco e platea: l’idea è trasformare l’anfiteatro in una grande piazza italiana, con superfici luminose, elementi mobili e coreografie diffuse. La scenografia sarà ispirata all’acqua, una goccia in continuo movimento, simbolo del legame tra territori diversi, dalle vette alpine fino al mare.

È anche la prima volta che una cerimonia olimpica si svolge all’interno di un sito patrimonio UNESCO. Un esperimento che unisce tecnologia e archeologia, con l’obiettivo di valorizzare il luogo senza snaturarlo.

Data dell’evento di chiusura di Milano Cortina 2026

La cerimonia è in programma domenica 22 febbraio, con inizio alle ore 20. L’orario segue la conclusione delle ultime competizioni olimpiche della giornata, tra cui alcune delle finali più attese.

La durata prevista è di circa tre ore e mezza, in linea con le grandi cerimonie olimpiche recenti. Come da tradizione, la serata accompagnerà gradualmente il passaggio dal clima agonistico delle gare a quello più simbolico della chiusura: la sfilata degli atleti, i discorsi ufficiali, lo spegnimento del braciere e il passaggio di consegne ai Giochi Invernali delle Alpi Francesi 2030.

La diretta televisiva sarà trasmessa in Italia dalla Rai, mentre all’estero la cerimonia verrà distribuita attraverso i principali broadcaster internazionali.

iStock
Nell’Arena di Verona si svolgerà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi

Il programma

I dettagli completi restano in parte riservati, ma alcune presenze sono già state confermate. Tra i protagonisti ci sarà Roberto Bolle, chiamato a rappresentare il linguaggio della danza all’interno dello spettacolo. La sua performance dovrebbe essere uno dei momenti centrali della serata, costruita appositamente per lo spazio dell’Arena.

Sul versante musicale salirà sul palco Gabry Ponte, figura storica della musica dance italiana, scelto per portare un segmento più ritmato e popolare allo show. Accanto a lui anche Achille Lauro, veronese di nascita, già coinvolto nel viaggio della Fiamma olimpica e ora parte del finale dei Giochi con una performance pensata come ritorno simbolico nella sua città.

Tra i volti annunciati anche l’attrice Benedetta Porcaroli, inserita nel racconto narrativo della cerimonia con un ruolo legato al tema della contemporaneità e delle nuove generazioni.

Nel complesso lavoreranno allo spettacolo circa 800 persone tra performer, musicisti, tecnici e volontari. L’obiettivo dichiarato è costruire un evento multidisciplinare, capace di mescolare musica, danza, cinema e arti visive senza una struttura troppo rigida.

Come sempre nelle cerimonie olimpiche, il finale sarà affidato ai rituali: l’ingresso congiunto degli atleti, la consegna della bandiera olimpica alla città ospitante del 2030 e lo spegnimento della fiamma. Il momento in cui i Giochi smettono di essere presente e diventano, definitivamente, memoria condivisa.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963