La New York da sogno nel giallo L’ultimo turno di Chris Pavone

L’Upper West Side, la zona più prestigiosa di Central Park, è al centro della trama dell’ultimo thriller dell’autore americano

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Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

Chicky Diaz è il portiere più amato del Bohemia Apartments, il palazzo più prestigioso dell’Upper West Side, il quartiere di Manhattan dove vivono le famiglie più ricche di New York City. Tra celebrity, finanzieri, vedove miliardarie, galleristi d’arte – come Emily Longworth, la protagonista del libro L’ultimo turno di Chris Pavone -, e uomini d’affari che hanno fatto tanti soldi (anche sporchi), come il marito di lei, Whitaker (Wit) Hamilton Longworth, Chicky deve garantire la loro sicurezza.

La trama

Emily non è nata ricca, viveva in uno squallido monolocale della Gande Mela, ma quando ha conosciuto il marito, la sua vita è cambiata radicalmente. Si è sposata, ha avuto due bambini, ha praticamente smesso di lavorare perché non è chic per una donna guadagnarsi dei soldi, così continua a fare consulenze per non annoiarsi e per sfuggire a quel marito che si è rivelato essere un mostro.

Nonostante dovrebbe avere tutto quello che ha sempre desiderato, Emily non è felice e odia profondamente l’uomo che le sta accanto, che detestava in silenzio già prima delle recenti rivelazioni sull’origine della sua immensa fortuna. Peccato che il contratto prematrimoniale sia inattaccabile e che lei non abbia ancora trovato la forza di lasciarlo.

Per fortuna, durante un evento mondano a cui prende parte senza il marito, Emily conosce Julian Sonnenberg, critico d’arte di successo con il quale ha molto in comune, un uomo che ha vissuto per cinquant’anni una vita piena e cosmopolita e di cui si innamora.

Il condominio Bohemia ha due ali separate, una per ricchi, l’altra per super ricchi, dove vivono isia i Sonnenberg sia i Longworth, con un sistema di sicurezza al top. Qui ci sono solo grandi appartamenti, come il 2A dove vive Julian. C’è chi ne possiede addirittura due, come i Longworth, che vivono nel lussuoso attico, l’appartamento 11C-D. Sonnenberg possiede uno degli appartamenti meno costosi dell’edificio. La penthouse di Longworth è costata 32 milioni di dollari, più altri 7 milioni per ristrutturarne la superficie di 650 mq. Lì risiedono altri miliardari, ma Wit è il più ricco.

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Chicky lavora al Bohemia da 28 anni, è lui “la vera definizione di portiere, con la sua uniforme immacolata e il suo cappello a campana”. Ex marine, portoricano di 51 anni, anche lui ha un ruolo fondamentale nella trama del thriller.

Dov’è ambientato il giallo

Quasi tutto il libro è concentrato all’interno del prestigioso condominio Bohemia che si trova nell’Upper West Side, nome fittizio di uno dei tanti palazzi per ricchi che s’affacciano direttamente su Central Park da una parte (Central Park West), e sul fiume Hudson dall’altra. lLa zona pià bella in assoluto di New York.

L’Upper West Side corrisponde esattamente a quel quadrilatero compreso tra la West 59th Street e la West 110th Street ed è considerato il quartiere culturale e intellettuale. In questa zona ci sono la Columbia University, l’American Museum of Natural History, il New York Institute of Technology e il Lincoln Center for the Performing Arts. Giusto per citare alcuni degli indirizzi più noti.

L’immagine che Chris Pavone ci mostra di Manhattan in L’ultimo turno è quella dell’immaginario collettivo fatto di luci al neon, taxi gialli che sfrecciano tra le avenue, suv che scaricano i residenti di lussuosi flat in cui vivono i ricchi, sempre carichi di sacchetti dello shopping nella Fifth Avenue, tate con bambini e microscopici cagnolini appena usciti dalla toelettatura.

Il Bohemia non esiste nella realtà, ma potrebbe essere un qualsiasi palazzo elegante dell’Upper West Side. Pavone si sarebbe ispirato ai fatti reali accaduti nel celebre The Dakota, il condominio di lusso della fine dell’800, anch’esso nella Upper West Side di Manhattan, sulla 72^ strada, dove vivevano John Lennon e Yoko Ono quando nel 1980 un uomo sparò al componente dei Beatles. E i Lennon non furono né i primi né gli ultimi tra i personaggi di fama mondiale ad aver fatto del Dakota la propria casa. Per esempio, Lauren Bacall, Judy Garland e Leonard Bernstein abitarono tutti qui. Questi nomi di spicco sono stati ormai soppiantati da miliardari per i quali l’edificio rappresenta un pied-à-terre ovvero soltanto una delle loro numerose residenze. Gli stessi Longworth dividono la loro esistenza tra l’attico a Manhattan e la villa a Martha’s Vineyard, nel Massachusetts, vicino alla costa meridionale di Cape Cod, un’esclusiva meta di svago lungo la costa degli Stati Uniti dove trascorrono le vacanze i Presidenti americani, celebrità e villeggianti facoltosi.

Dalla descrizione che Pavone fa del palazzo, però, con due alte torri distinte, ci saremmo immaginati un edificio più simile a un altro palazzo molto famoso, quasi iconico, di Central Park, che molti avranno sicuramente già visto se non personalmente almeno in decine di film e serie Tv: The San Remo.

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The San Remo, iconico edificio affacciato su Central Park a New York

A due passi dal Dakota, è un famoso palazzo di lusso di New York degli inizi del Novecento. Si trova al 145-146 di Central Park West, di fronte a Central Park. Progettato da Emery Roth e completato nel 1930, è stato il primo grattacielo residenziale con torri gemelle della città. Nel corso degli anni, anche questo palazzo ha ospitato molte celebrità, tra cui Steve Jobs, Bono degli U2 (che comprò l’appartamento da Steve Jobs), Steven Spielberg, Demi Moore, Dustin Hoffman, Dodi Al-Fayed.

Il San Remo ha un gemello, l’Eldorado, uno storico palazzo residenziale in stile art déco dell’Upper West Side di New York, affacciato sul lato occidentale di Central Park.

Al di là della trama avvincente, questo giallo fa proprio venire voglia di fare un viaggio a New York.

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