Una Roma creola, gloriosa e decadente. Così Cesaria Evora, la diva dai piedi nudi che ha portato la musica di Capo Verde nel mondo, cantava di Mindelo, la sua città.
Capo Verde è un Paese piccolo e unico. Poco più di mezzo milione di abitanti sparpagliati in una decina di isole anche piuttosto lontane tra loro, accomunate dalla storia della dominazione coloniale portoghese, del traffico degli schiavi, della lotta per l’indipendenza e dalla lingua creola. Mindelo è la seconda città per numero di abitanti, dietro alla capitale Praia. Si trova sull’isola di São Vicente, uno scoglio brullo con rilievi aguzzi i cui abitanti si concentrano praticamente tutti nel brulicante capoluogo. È una città che la storia ha reso effettivamente cosmopolita, che conserva ancora oggi una elegante architettura di stile coloniale portoghese e che rappresenta la principale attrattiva urbana per un paese dove il turismo è uno dei settori industriali più attivi, in particolare grazie alle meraviglie naturali che offre.
Indice
Mindelo tra musica, Carnevale e vibes
Per il suo essere un piccolo arcipelago al largo delle coste africane, Capo Verde offre una certa varietà all’interno delle proprie dieci isole, più isolotti e scogli attigui. Le isole di Sal e Boa Vista, ad esempio, sono un paradiso per gli amanti del mare cristallino. Fogo, una delle isole più meridionali, ospita un enorme vulcano ancora attivo che supera i 2.800 metri di altitudine. Santo Antão, la grande isola che sorge proprio di fronte a Mindelo, è uno scrigno di tesori naturalistici di bellezza stordente.
Mindelo, invece, è la principale attrazione di São Vicente. Lo è per la sua cultura, la sua atmosfera e le sue tradizioni. Possiede una sua atmosfera peculiare: quando si sbarca in città si è subito contagiati dalle sue vibrazioni positive, dalla voglia delle persone che la abitano di godersi la vita. Il motto delle persone qui è uno, riportato anche sulle magliette in vendita nei mercati: no stress.
La posizione con la fronte al mare, ma la schiena poggiata contro gli immediati rilievi collinari, le danno un clima perfetto tutto l’anno. Ristoranti di ogni tipo, piccoli alberghi, piazze, giardini, caffè, locali di musica dal vivo caratterizzano il centro della città. Proprio la musica, poi, pervade le strade in ogni momento della giornata ed è una delle grandi attrazioni culturali della città.
Mindelo, infatti, è una delle culle della musica capoverdiana. Qui è cresciuta, vissuta e tornata dopo il grande successo in Europa Cesaria Evora, la cantante che negli Anni Novanta ha venduto centinaia di migliaia di dischi esportando sui principali palcoscenici mondiali la morna e la coladeira, i due principali generi musicali tradizionali.
La morna è l’equivalente capoverdiano del fado portoghese o del tango argentino. Nasce tra le isole di Boa Vista e di Brava, ma è a Mindelo che poi assume le sue caratteristiche distintive. Chitarra, violino, cavaquinho e percussioni vengono suonate a tempo lento, mentre le struggenti voci cantano di temi romantici, ma anche di emigrazione (le comunità della diaspora capoverdiana sono molte e numerose, superando il numero di abitanti delle isole), vita quotidiana nelle isole, di sodade e morabeza, nostalgia e accoglienza, due tradizionali temi dell’identità capoverdiana e mindelense. Anche se oggi i generi musicali più in voga si sono conformati al gusto occidentale, la morna rimane come un punto di riferimento amato da tutti, centrale nella formazione culturale in particolare nell’isola di São Vicente.
Il momento clou dell’anno per Mindelo è il periodo del Carnevale. Le sfilate in costume ricalcano in piccolo quelle dei carnevali brasiliani, tra ballerine piumate ed esibizioni sopra le righe. La città, già di per sé caratterizzata da una effervescente vita notturna, si riempie di una energia incontenibile, tra musica, sfilate e festeggiamenti che sembrano non avere sosta.
Cosa vedere a Mindelo
Non è raro che le note di qualche canzone di morna riempiano quella che un tempo si chiamava Rua Lisboa e oggi, simbolicamente, è diventata Rua Libertadores de África.
Si tratta della via principale di Mindelo, dove sorge il Palácio do Povo, il grande edificio amministrativo in stile coloniale, e il Mercado Municipal, un coloratissimo mercato a due piani dove si trovano frutta e verdura fresche, ma anche qualsiasi tipo di oggetto di artigianato. Gli edifici che la caratterizzano hanno splendide facciate nei colori pastello tipici dell’architettura coloniale portoghese.
La via sbuca sulla grande Avenida Marginal, il curvo e ampio lungomare con gli innumerevoli alberi delle imbarcazioni che si impongono alla vista lungo la linea dell’orizzonte. Qui è possibile visitare il coloratissimo e suggestivo mercato del pesce. Ci campeggia inoltre una perfetta copia della Torre di Belém, il monumento di Lisbona. Capo Verde in questo senso ha scelto di fare i conti con il suo passato coloniale semplicemente accettando di lasciare intatti i monumenti che contraddistinguono il passato, andando avanti per la propria strada: non è raro trovare nelle piazze statue e busti di militari o governatori dell’era coloniale, ma anche più di un monumento a Luís de Camões, l’autore de I Lusiadi, il poema epico sul quale si fonda la tradizione letteraria portoghese.
Proprio un busto di Camões campeggia al centro di Praça Amílcar Cabral, intitolata al rivoluzionario che ha guidato la lotta per l’indipendenza di Capo Verde. Su questa piacevole e ampia piazza si affaccia uno dei principali punti di interesse della città, il Centro Nacional de Arte, Artesanato e Design (CNAD): un museo e centro culturale che ospita esposizioni temporanee e permanenti legate all’arte e all’artigianato di Capo Verde.
Il reticolo di vie, viuzze e vicoli che sta tra questa piazza e Rua Libertadores de Africa costituisce il cuore vero e proprio di Mindelo e merita assolutamente una passeggiata di scoperta per farsi allettare dai profumi di una pastelaria, entrare in una piccola libreria-caffè, bere una birra o un tipico grogue (la grappa locale) in uno dei tanti bar che punteggiano il centro cittadino.
A nord del porto, invece, si trova la spiaggia di Laginha, una piccola ma brillante spiaggia di sabbia fine che rappresenta il litorale urbano di Mindelo. Bar e ristoranti alla moda fioriscono tutto attorno, mentre i locali si beano della meravigliosa acqua azzurra che spumeggia sulla battigia.
Storia dell’importanza di Mindelo
La fortuna di Mindelo è la sua ampia baia, un profondo porto naturale che, se visto dall’alto, denuncia subito le proprie origini. La Baia del Porto Grande, questo il suo nome, si è infatti formata millenni addietro sui resti di un cratere vulcanico oggi sottomarino: il curvo lungomare è un lato della cresta del cratere, il piccolo isolotto chiamato Ilhéu dos Pássaros, che svetta per 82 metri sopra il livello del mare di fronte alla città e ospita un piccolo faro, è testimonianza dell’altra estremità di tale cratere, come reso evidente anche dalla sua roccia di colore nero.
Proprio la baia venne quindi designata, fin dalla colonizzazione portoghese nel XV secolo, come area chiave di sviluppo dell’isola. Una vera e propria città, però, vi nacque solamente molto tempo più tardi: ancora agli inizi dell’Ottocento nell’intera São Vicente non vivevano più di 120 persone in totale. Le cose cambiano quando nel 1838 l’inglese Compagnia delle Indie Orientali decide di costruire un deposito di carbone nei pressi del Porto Grande. Nasce per davvero, così, la città di Mindelo, un crocevia di commercianti, navigatori, marinai e operai provenienti da tutto il mondo.
Grande crescita da un lato, ricorrenti crisi dall’altro. Lo sviluppo industriale del porto va di pari passo con il diffondersi della povertà delle classi sociali ai livelli più bassi e con il proliferare di una serie di problemi come l’alcolismo, le dipendenze e scarse condizioni igieniche.
Negli Anni Trenta del Novecento Mindelo attraversa un periodo duro. Il suo porto perde di importanza, carestia e siccità colpiscono duramente la popolazione: la città si svuota dei propri cittadini, che fuggono all’estero alla ricerca di maggiori fortune. Paradossalmente è un periodo cruciale per lo sviluppo dell’identità cittadina e capoverdiana in generale, caratterizzata da questa grande attenzione ai temi dell’emigrazione e del ritorno.
Le cose torneranno a migliorare dagli Anni Sessanta in poi. Dal 1975 Capo Verde è diventato un paese indipendente e oggi è una delle democrazie più stabili del continente africano. Mindelo ne ha beneficiato, tornando a fiorire e a diventare la brulicante e frizzante città che attende impaziente di ricevere i suoi tanti visitatori stranieri.