A non troppa distanza dall’Italia, per la precisione di fronte alla costa del dipartimento del Var, in Francia, si distende un arcipelago piccolino, ma che in molti ignorano finché qualcuno sussurra un nome preciso: quello dell’Isola di Embiez. La più ampia di queste terre è separata da 10 minuti di barca dal continente, eppure sembra un universo che segue un ritmo differente.
Soprannominata dai locali “L’Isola dei Fiori” per la sua straordinaria biodiversità botanica, resta legata alla famiglia del celebre industriale che inventò il pastis (Paul Ricard), ma nonostante questo è comunque aperta al pubblico durante tutto l’anno. Anche se, e occorre essere sinceri, ci sono delle regole precise per accedervi: le auto restano fuori scena, perché ci si sposta a piedi, in bicicletta o con un piccolo trenino bianco e rosso che attraversa pinete e belvedere.
Inoltre, dal 2004 il porto ha intrapreso un percorso ambientale rigoroso. Certificazioni come Pavillon Bleu, Ports Propres e ISO 14001 attestano un’attenzione concreta verso la qualità delle acque, la gestione dei rifiuti e la tutela della biodiversità marina. Qui la parola sostenibilità trova applicazione quotidiana, dai sistemi di raccolta delle acque di carenaggio ai punti di riciclo distribuiti tra le banchine.
Indice
Cosa vedere a Embiez
Certamente Embiez seduce per le sue cale, ma il visitatore che ci arriva deve essere a conoscenza che il suo vero carattere emerge con forza lontano dagli asciugamani. Cultura, ricerca scientifica, tradizione nautica e viticoltura convivono in pochi chilometri quadrati. Chi arriva con curiosità scopre un laboratorio a cielo aperto nel quale storia personale e paesaggio si intrecciano.
Il porto Saint-Pierre
Costruito negli anni ’60 su impulso di Paul Ricard, il porto Saint-Pierre si è imposto tra i diportisti del Mediterraneo per organizzazione e sicurezza e vanta pure la Bandiera Blu da diversi anni. Dispone di 750 posti barca, di cui un centinaio riservati alle soste brevi, ed è in grado di accogliere imbarcazioni fino a 40 metri di lunghezza.
Il tutto, chiaramente, all’insegna della salvaguardia del territorio: l’area di carenaggio è attrezzata per limitare l’impatto ambientale. La sua architettura colpisce perché segue le linee naturali della baia, accogliendo imbarcazioni che sembrano riposare su un letto di cristallo.
L’Istituto Oceanografico Paul Ricard
Tra le realtà più significative di quest’isola di Francia figura l’Institut Océanographique Paul Ricard, fondato nel 1966. Si tratta di un centro di ricerca che studia gli ecosistemi mediterranei, la qualità delle acque e la protezione delle specie marine. Il visitatore che vi arriva può divertirsi tra attività pedagogiche e visite guidate, grazie a cui avvicinarsi a temi complessi ma con strumenti chiari.
L’esposizione permanente dedicata a Paul Ricard
Paul Ricard, imprenditore francese, acquistò Embiez nei primi anni ’60 con lo scopo di proteggerne il paesaggio, valorizzare il mare e costruire un luogo di incontro che avesse carattere senza cedere alla speculazione. Un uomo che nel corso del tempo fece davvero tanto per questa magnifica terra. Non vi sorprenderà sapere, dunque, che a lui è dedicato un percorso espositivo che racconta la sua figura con fotografie d’epoca, documenti e oggetti personali.
Il trenino delle Embiez
Sì, è carino fare un giro sul piccolo treno turistico che percorre l’anello principale di Embiez: attraversa vigneti, costeggia scogliere calcaree e raggiunge punti panoramici dai quali si distingue la costa del Var. Le spiegazioni a bordo forniscono coordinate storiche e naturalistiche utili a orientarsi. Un modo semplice per abbracciare l’insieme prima di approfondire tutto il resto a piedi o in bicicletta.
Il Domaine des Embiez
Siamo nel mare della Provenza, e questo vuol dire che qui si produce anche vino. Il Domaine des Embiez, bellissima tenuta vinicola, coltiva vitigni adattati al clima mediterraneo, tra cui Rolle e Grenache. I filari si estendono su terreni calcarei esposti ai venti marini e vi si possono fare degustazioni che introducono a bianchi freschi e rosati sapidi che riflettono il carattere salino dell’isola.
Le spiagge più belle di Embiez
L’erosione marina, nel corso dei secoli, ha modellato baie di una bellezza quasi brutale, tutte accarezzate da acqua limpida che vira dal verde acido al blu profondo nel giro di pochi metri (grazie alla presenza delle praterie di Posidonia). Tra le migliori spiagge ci sono:
- Plage des Allemands: situata sul lato orientale, presenta una pendenza dolce e fondali sabbiosi adatti anche ai più piccoli. Il nome richiama la presenza di soldati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, ma per fortuna oggi il contesto racconta tutt’altra storia, fatta di famiglie e tuffi tranquilli.
- Plage du Coucoussa: è ampia e luminosa e guarda verso la baia di Six-Fours. Nelle sue vicinanze ci sono delle saline che testimoniano un passato legato alla produzione del sale, dove il contrasto tra bianco delle vasche e il blu del mare crea un colpo d’occhio netto.
- Crique du Petit Rouveau: cala più raccolta e bordata da rocce calcaree modellate dal vento. È il posto ideale per chi cerca quiete e acqua limpida. Con maschera e boccaglio si distinguono orate e piccoli branchi argentati.
- Crique de la Gabrielle: meno frequentata rispetto alle altre, è circondata da macchia mediterranea profumata. L’accesso richiede un breve tratto su sentiero sterrato, che si trasforma poi in ricompensa che arriva sotto forma di silenzio e trasparenze.
Come arrivare
L’accesso a Embiez avviene dal porto di Le Brusc, nel comune di Six-Fours-les-Plages. Le imbarcazioni di linea partono dal Quai Saint-Pierre durante tutto l’anno, con una traversata che dura circa 10 minuti. In estate la prima corsa parte alle 7 del mattino (generalmente), mentre l’ultimo rientro può superare la mezzanotte in occasione di eventi serali (non mancano, chiaramente, alberghi per chi vi vuole soggiornare).
Chi viaggia con la propria barca trova al porto Saint-Pierre servizi completi per soste brevi o annuali, ma è assolutamente consigliabile verificare disponibilità e orari in alta stagione. Il clima segue l’andamento mediterraneo. Primavera e inizio autunno regalano temperature miti e luce intensa, ideali per escursioni e degustazioni. L’estate porta animazione, concerti all’aperto, mercati provenzali e cinema sotto le stelle. L’inverno restituisce un volto più intimo, con sentieri quasi deserti e mare terso.