Non ci sono gondole, né turisti in fila, né calli affollate. Ci sono invece 48 ettari di verde e canali silenziosi e bastioni in mattoni rossi che si riflettono nell’acqua e una quantità impressionante di gatti che sbucano dall’erba come apparizioni: benvenuti a Forte Marghera, la fortezza ottocentesca di Mestre che negli ultimi anni ha trovato una seconda vita e che vale benissimo una deviazione da una visita a Venezia, o anche una gita apposta.
Rispetto ai luoghi più noti della Laguna, non ci sono code, niente ingresso a pagamento, niente ressa, ma un grande parco pubblico ad accesso libero, gestito da una fondazione. In questo modo quello che era un complesso militare dismesso si è trasformato in un luogo vivo frequentato da famiglie, appassionati d’arte, ciclisti, e da chi viene semplicemente a sedersi sul bordo di un canale e a leggere un libro. E con tanti gatti tutt’attorno.
Indice
Cos’è il Forte Marghera
La storia di Forte Marghera comincia alla fine del diciottesimo secolo: la caduta della Serenissima e il trattato di Campoformio del 1797 aprirono una nuova fase per il controllo della Laguna. L’Impero austriaco capì subito che quel punto della terraferma, il più vicino a Venezia (ci sono solo quattro chilometri in linea d’aria dal forte al centro storico della città), era strategicamente cruciale: da lì i cannoni in dotazione ai corpi militari del tempo potevano già raggiungerla.
Fu così che iniziarono i lavori per la costruzione del forte, prima sotto l’occupazione austriaca e poi durante la seconda dominazione francese, sotto la guida di ingegneri militari napoleonici. La fortezza prese la sua forma definitiva, quindi, nel corso dell’Ottocento, con bastioni, fossati, polveriere e caserme che si moltiplicarono nel tempo.
Momento simbolo del luogo fu quello del 1849. I moti dell’anno precedente avevano portato alla formazione della Repubblica di San Marco e all’occupazione del Forte. A primavera l’esercito austriaco assediò la fortezza con oltre 30mila uomini contro poco più di duemila veneziani, che resistettero per diverse settimane prima di capitolare.
Una storia che oggi appare lontana, patrimonio di un Risorgimento lontano e racchiuso nelle pagine dei libri di storia, ma una visita al Forte consente di ritrovare le tracce del passato in quei bastioni, nelle casermette francesi che ancora oggi si specchiano nei canali, nella grande polveriera austriaca trasformata in uno spazio espositivo, che nel 2024 ha ospitato una sezione dei Progetti Speciali della Biennale Arte.
Al Forte si trovano grandi spazi aperti, un parco curato con grandi pioppi, tigli e platani. Ci si gode la primavera e l’estate sulle panche in legno dei diversi bar e ristoranti che popolano lo spazio. Rimane uno spazio museale dedicato ad alcuni mezzi militari e in più c’è una grandissima colonia felina: tantissimi gatti abitano in sicurezza tra le mura della fortezza.
Forte Marghera, oggi, è anche uno spazio dedicato all’arte. Dal 2018 è uno dei luoghi ufficiali della Biennale di Venezia, che qui allestisce mostre e installazioni con cadenza biennale, portando l’arte contemporanea internazionale fuori dall’isola. Dal 2024 la Fondazione Musei Civici di Venezia ha riaperto l’Emeroteca dell’Arte e organizza mostre dedicate agli artisti emergenti. In più, fra gli alberi secolari, trovano spazio anche alcune sculture contemporanee imponenti.
>Come arrivare a Forte Marghera
Situato nell’omonima via Forte Marghera a Mestre, nella terraferma veneziana, il Forte è raggiungibile in diversi modi, e questo è uno dei suoi punti di forza: non richiede né vaporetto né treno lagunare.
Ci sono tre ampi parcheggi alle sue porte ed è ottimamente collegato anche dal punto di vista ciclabile, inserito nella rete ciclabile del Comune di Venezia. Le tre direttrici principali sono via Torino, con il ponte ciclopedonale, via Forte Marghera e viale San Marco, attraverso il Parco di San Giuliano. Una volta dentro, però, la bici va lasciata nell’area attrezzata di ponente: all’interno del forte è vietato circolare in bicicletta, mentre sono disponibili armadietti e colonnine per la ricarica delle e-bikes.
Diverse linee di autobus si fermano nelle immediate vicinanze del Forte. Le linee 15 e 43 arrivano dalla stazione ferroviaria di Venezia Mestre. Il tram T1, che collega Piazzale Roma a Venezia con la terraferma, ha una fermata al Forte.
Cosa fare a Forte Marghera
Il Forte Marghera è prima di tutto un grande e verde parco pubblico. La passeggiata lungo gli imponenti bastioni e i canali interni è il modo più semplice per capire il carattere del luogo: si cammina tra antichi edifici militari, in diverse condizioni: alcune sono ormai poco più di rovine pittoresche, altre lineari architetture recuperate. La presenza dell’acqua regala scorci degli edifici sull’acqua che ricordano di essere in riva alla laguna. Chi ama l’archeologia industriale troverà pane per i suoi denti: gli edifici in diversi stadi di restauro, le strutture abbandonate e quelle recuperate si alternano in un percorso che è anche una lettura visiva della storia del Forte.
Di fronte a una di queste strutture, dove campeggia una malmessa scritta mezzi antincendio, nel 2018 è stata collocata una gigantesca opera di Lorenzo Quinn, scultore italiano contemporaneo, ottavo figlio dell’attore Anthony Quinn e di Iolanda Addolori. Si chiama Stop Playing e consiste in due mani che emergono dal terreno, intente a tendere la corda di una fionda il cui proiettile è il pianeta Terra.
È solo una delle attrazioni legate all’arte al Forte. Oltre alle mostre legate alla Biennale e alle iniziative del MUVE, il Forte ospita festival, concerti, mercati e manifestazioni culturali durante tutto l’anno. Ogni anno, in primavera, vi si tiene tra le altre cose Venezia Comics, la rassegna dedicata al fumetto e alla cultura pop.
Musica dal vivo, locali, food trucks, bar e ristoranti completano l’offerta: dopo una bella passeggiata nel verde, nella quiete e nel silenzio del parco, è un piacere fermarsi per bere qualcosa negli ampi spazi dedicati al gusto.
E poi: i gatti. La colonia felina di Forte Marghera è una delle più grandi e conosciute del Veneto, con centinaia di mici che vivono liberi nel parco, accuditi da due diverse associazioni di volontari. Non è un gattile: i gatti non sono in gabbia, ma si muovono liberi nella variopinta natura e tra gli edifici dismessi, con casette e ciotole sparse in punti strategici del parco. La loro presenza caratterizza il Forte, in particolare in alcune zone, e incontrarli è parte integrante della visita.
Alcuni sono timidi, altri sono decisamente socievoli, mai invadenti. Sempre mantenendo rispetto e cura, un saluto alle decine di felini che passeggiano o poltriscono tra un angolo e l’altro del Forte Marghera è una esperienza piacevole, che impreziosisce l’esperienza complessiva.