Pietre blu e tetti di paglia: Kerascoët, il villaggio bretone che sembra uscito da una leggenda

A pochi passi dall'oceano, un pugno di case in pietra con tetti di paglia permette di fare un viaggio nel passato rurale della Bretagna: è Kerascoët

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Molto spesso, negli articoli di viaggio, si legge di posti in cui il tempo non è mai passato. Per i lettori potrebbe sembrare spesso un’esagerazione, ma nei fatti più si esplora il mondo è più ci si rende conto che, per fortuna, in alcuni luoghi è ancora così. Nello specifico è il caso di Kerascoët, borgo del sud del Finistère, nel territorio comunale di Névez, che si presenta come un minuscolo agglomerato rurale che ribalta l’idea stessa di villaggio turistico.

Siamo a pochi chilometri da Pont-Aven, località celebre per i pittori post-impressionisti che qui trovarono luce e silenzi magnetici. Kerascoët, invece, custodisce una bellezza più terragna, legata alla pietra e alla paglia. Il paese, infatti, rappresenta una rarità architettonica (quasi) assoluta, un frammento di passato giunto a noi intatto grazie alla testardaggine dei suoi abitanti.

Da queste parti le case appaiono raccolte attorno a uno spazio centrale, collegate da viottoli stretti. I muri sono costruiti con granito locale, mentre i tetti sono coperti di paglia intrecciata. Poi ci sono le persiane dipinte di blu intenso o rosso acceso, colori che, in Bretagna, servivano a proteggere il legno e a distinguere le abitazioni in un paesaggio dominato dal grigio della pietra e dal verde dei prati. Accanto alle facciate compaiono rose rampicanti, ortensie rigogliose e gerani in vaso. Tutt’intorno, invece, non circolano automobili e, anzi, si entra a piedi lungo un sentiero che sfiora cespugli e ortensie.

Cosa vedere a Kerascoët

Non serve molto tempo per visitare Kerascoët, ma è altrettanto vero che questo borgo di Francia offre una serie di elementi che meritano osservazione attenta: ciascuno racconta un capitolo della storia locale e dell’ingegno degli abitanti passati. Le strutture si rivelano in successione naturale lungo il percorso centrale e permettono di cogliere l’evoluzione delle tecniche costruttive bretoni senza interruzioni.

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Passeggiando per le strade senza auto di Kerascoët

Le case in granito del XV secolo

Le minute dimore formano un piccolo reticolo attorno a una graziosa piazzetta centrale. I muri in blocchi squadrati mostrano la tessitura irregolare tipica della muratura tradizionale locale. Le aperture sono contenute, pensate per limitare la dispersione di calore e resistere ai venti atlantici. Le coperture in paglia, spesse e compatte, presentano linee arrotondate che smussano l’insieme.

Molte case sono proprietà private e abitate stabilmente o utilizzate come seconde residenze. Questo garantisce manutenzione costante. Il colmo del tetto è spesso decorato con un intreccio più fitto, utile a evitare infiltrazioni.

Le “pierre debout” o Mein Zao

Tra le strutture più sorprendenti figurano le cosiddette “pierre debout”, in bretone Mein Zao, letteralmente pietre in piedi. Si tratta di grandi monoliti di granito conficcati verticalmente e accostati per formare pareti di abitazioni, annessi agricoli o recinti. Questo tipo di costruzione è presente soltanto nel territorio di Névez e nella vicina Trégunc. Nel 1993 il Ministero dell’Ambiente francese ha attribuito a queste architetture la menzione di “Paysage de reconquête”, riconoscendo un patrimonio unico sul territorio nazionale.

L’effetto visivo è particolarmente potente, anche perché si percepisce la massa della roccia e la sua origine quasi primordiale.

Il forno per il pane e il pozzo

Girando tra i vicoli, si incontrano strutture circolari o quadrangolari che un tempo servivano l’intera collettività. I forni per il pane, in particolare, raccontano di una vita sociale intensa, fatta di scambi e fatiche condivise. Il granito qui appare annerito dal fumo di secoli di accensioni.

Accanto, i pozzi con le loro carrucole in ferro battuto (non sempre presenti) testimoniano la gestione dell’acqua in un’epoca antecedente alle moderne comodità. Tali dettagli rendono la passeggiata una lezione di storia vissuta, in cui ogni sasso ha una funzione precisa e una ragione di essere.

Le spiagge vicine

Ciò che non vi abbiamo ancora rivelato è che Kerascoët si trova a circa 500 metri in linea d’aria dal mare, che inevitabilmente influenza luce, vegetazione e perfino l’odore dell’aria. Tra le spiagge che meritano una sosta segnaliamo:

Cosa fare a Kerascoët

Per vivere al meglio questo borgo della Bretagna, è consigliato rallentare il battito del proprio cuore e sintonizzarsi con i ritmi della natura, trovando piacere in gesti semplici e osservazioni attente.

Come arrivare

Come già accennato, Kerascoët si trova nel territorio di Névez, nel Finistère meridionale. In auto si raggiunge tramite la rete stradale dipartimentale partendo da Quimper o da Lorient. L’aeroporto più vicino è quello di Lorient Bretagne Sud, mentre la stazione ferroviaria principale della zona è a Quimper, collegata a Parigi con TGV.

Una volta arrivati a Névez, le indicazioni per Kerascoët conducono a un parcheggio esterno situato a breve distanza dalle prime case. Da lì si prosegue a piedi lungo un sentiero che introduce gradualmente al villaggio.

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