Viaggio tra le pietre secolari di Corippo, un minuscolo (ma elegantissimo) borgo in Val Verzasca

Un pugno di case in pietra grigia adagiate su un ripido pendio alpino della Svizzera italiana, custode silenzioso di tradizioni antiche e architetture montane perfettamente conservate

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

È talmente tanto piccolo che, fino a non molto tempo fa, era il comune meno popoloso dell’intero Paese, con una manciata di abitanti e un patrimonio architettonico rimasto straordinariamente fedele alle proprie origini. Il suo nome è Corippo, minuscolo e antico insediamento del Canton Ticino che ora, però, può vantarsi di un qualcosa di decisamente più interessante.

Con le case in pietra grigia che sembrano emergere direttamente dal fianco della montagna e ornate con finestre minute e tetti pesanti (sono talmente tanto vicine che da lontano appaiono quasi come un’unica grande abitazione), è puntellato di graziose scalinate irregolari, balconi di legno anneriti dal tempo e un campanile che supera appena le coperture circostanti. Il tutto su un ripido versante montuoso circondato da boschi e piccoli prati terrazzati, da cui poter posare il proprio sguardo sul fiabesco fondovalle.

Se a metà dell’800 contava circa 300 abitanti, la progressiva emigrazione ridusse ulteriormente la popolazione, tanto che nel 2020 con l’aggregazione dei comuni della Val Verzasca ha perso la propria autonomia amministrativa. Il suo valore storico, invece, era stato riconosciuto già nel 1975, quando il nucleo ricevette una tutela di rilevanza nazionale. Da allora è iniziata una lunga operazione di recupero che ha portato persino alla trasformazione di alcune abitazioni abbandonate in camere d’albergo.

Cosa vedere a Corippo

Prima di tuffarsi nel prezioso patrimonio di questo minuto villaggio della Svizzera occorre essere a conoscenza di un elemento fondamentale: gli abitanti costruivano le proprie abitazioni una accanto all’altra per risparmiare terreno coltivabile (che sì, era fondamentale).

Il nucleo storico e le sue case in pietra

Il centro antico ha mantenuto una sorprendente unità architettonica, con molte abitazioni che presentano un solo vano, murature spesse e coperture a due falde realizzate con le tradizionali piode (pesanti lastre di pietra sovrapposte).

Sulle facciate si distinguono minuscole finestre spesso incorniciate dalla calce bianca, mentre alcuni accessi sono raggiungibili tramite ripidi gradini esterni. Tra una casetta e l’altra compaiono dipinti religiosi, nicchie devozionali e tracce di intonaco antico.

La chiesa della Madonna del Carmelo e la piazza

Molto graziosa è la chiesa dedicata alla Vergine del Carmelo, conosciuta pure con il nome di Santa Maria del Carmine, anche perché presenta una facciata chiara che dà vita a un evidente contrasto con le abitazioni circostanti. Accanto si alza il campanile, riconoscibile dal quadrante dell’orologio e dalla cella campanaria aperta sulle montagne.

Attorno alla piazzetta si concentrano alcuni degli edifici pubblici più rappresentativi come l’antica scuola, la casa parrocchiale (con lo stemma del cappellano Albrizzi) e la costruzione che riuniva l’ossario e l’ufficio municipale.

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Il campanile della chiesa della Madonna del Carmelo

Il mulino, il ponte e la cappella affrescata

Scendendo al di sotto del nucleo abitato si nota subito che le costruzioni diventano più rare, mentre la vegetazione si infittisce e il rumore dell’acqua accompagna il percorso. In questa parte del villaggio c’è persino un antico mulino che ancora oggi è un testimone perfetto delle attività legate alla lavorazione dei cereali.

A non molta distanza si incontrano un ponte e una cappella che è la culla di una pregevole raffigurazione della Crocifissione. Il mulino appartiene oggi alla Fondazione Corippo 1975, impegnata da decenni nella conservazione del patrimonio locale.

I terrazzamenti e i muretti a secco

Appena fuori dalle abitazioni si riconoscono ancora numerosi muretti a secco, costruiti per contenere piccoli appezzamenti ricavati sui fianchi della montagna, che in passato venivano utilizzati per coltivare soprattutto segale e canapa.

Cosa fare a Corippo

Come accennato precedentemente, negli ultimi anni Corippo ha trovato una formula particolare per continuare a vivere: invece di puntare su grandi strutture turistiche, ha scelto di recuperare le abitazioni storiche e valorizzare il rapporto con il paesaggio. Il risultato è un borgo che permette di trascorrere alcune ore, oppure un intero soggiorno, a stretto contatto con la propria eredità rurale.

L’Albergo Diffuso rappresenta anche un esperimento di conservazione del patrimonio abitativo. La Fondazione Corippo 1975, costituita nel 1976, ha promosso il recupero delle costruzioni storiche con l’obiettivo di mantenere il nucleo abitato e valorizzarne l’identità.
Nel settembre 2026, durante le celebrazioni per i 50 anni della fondazione, è stata annunciata anche una nuova fase del progetto, con il recupero previsto di altre due case per ricavare ulteriori camere per i futuri ospiti.

Dove si trova e come arrivare

Corippo si trova nel Canton Ticino, nella Svizzera meridionale, sul versante destro della Valle Verzasca. Dista circa 15 chilometri dall’ingresso della vallata e oggi appartiene amministrativamente al comune di Verzasca, nel distretto di Locarno. In automobile si raggiunge percorrendo la strada principale della valle e imboccando, all’altezza del bivio segnalato, la stretta carrozzabile.

Occorre però tenere a mente che Corippo dispone di circa 15 posti auto pubblici, spesso occupati durante i periodi di maggiore affluenza. Per questo motivo, una soluzione più pratica è il trasporto pubblico: dalla stazione di Tenero parte l’autobus della linea 321, che raggiunge la fermata Corippo, Bivio in circa 25 minuti. Da lì servono altri 10-15 minuti a piedi in salita per raggiungere il centro.

Per chi preferisce arrivare attraverso i sentieri, Lavertezzo e Mergoscia costituiscono due possibili punti di partenza, con percorsi che attraversano il paesaggio tradizionale della valle (è sempre opportuno verificare in anticipo le condizioni dei tracciati e gli orari dei mezzi).

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