Bisogna immettersi su un sentiero che attraversa una fitta vegetazione salendo lungo il fianco di una collina. A un certo punto gli alberi iniziano a diradarsi e, quasi per incanto, si intravede una costruzione che sembra appartenere a un altro continente: una gigantesca piramide di pietra grigia si innalza sopra le foreste delle Highlands scozzesi, con le sue pareti inclinate rivolte verso il cielo e un panorama straordinario sulla valle sottostante.
Siamo nella tenuta di Balmoral, celebre residenza della famiglia reale britannica nell’Aberdeenshire, ma la protagonista di questo paesaggio ha ben poco in comune con le torri e le facciate del vicino castello. Conosciuta con il nome di Piramide di Balmoral, è un monumento alto circa 11 metri, costruito nel XIX secolo per custodire il ricordo di una delle storie d’amore più celebri della monarchia inglese.
Il suo nome ufficiale è Prince Albert’s Cairn, sebbene venga chiamata anche Great Pyramid of Scotland, ovvero Grande Piramide di Scozia. Ma, pur presentandosi con un aspetto monumentale, è il simbolo del dolore della regina Vittoria per la perdita del marito Alberto, scomparso prematuramente nel 1861.
Indice
Breve storia e leggende della Piramide di Balmoral
Tutto iniziò nel 1848, quando la regina Vittoria e il principe Alberto presero in affitto Balmoral, nella valle del fiume Dee. La sovrana aveva visitato la Scozia per la prima volta nel 1842, rimanendo profondamente affascinata dai suoi paesaggi montani. Dieci anni più tardi, Alberto acquistò la proprietà e affidò all’architetto William Smith la progettazione di una nuova residenza, completata poi nel 1856 secondo il gusto baronale scozzese.
La morte del principe, avvenuta il 14 dicembre 1861, interruppe bruscamente quella felicità. Alberto aveva appena 42 anni e la sua scomparsa provocò nella moglie un dolore destinato ad accompagnarla per il resto della vita. Per questo motivo, Vittoria decise di ricordarlo attraverso numerose opere commemorative, tra le quali proprio la grande piramide scozzese.
Fu così che nel 1862, sulla cima di Craig an Lurachain, venne eretto il Prince Albert’s Cairn, una costruzione di granito dalla forma geometrica essenziale, con quattro facce triangolari che convergono verso un vertice. A differenza delle piramidi funerarie dell’antico Egitto, custodisce esclusivamente una memoria simbolica: la sepoltura del principe Alberto si trova infatti nel Mausoleo Reale di Frogmore, presso Windsor.
Una delle testimonianze più emozionanti è conservata sulla lapide commemorativa. L’iscrizione ricorda Alberto quale grande e buon principe consorte e attribuisce la costruzione alla sua vedova dal cuore spezzato. In fondo compare invece la data del 21 agosto 1862, giorno in cui la regina raggiunse personalmente la sommità della collina per osservare le fondamenta del memoriale.
La visita alla Piramide di Balmoral e cosa vedere
Per raggiungere il Prince Albert’s Cairn è necessario affrontare un percorso che attraversa i boschi della proprietà reale, tra sentieri sterrati, radici affioranti e tratti ombreggiati. Passo dopo passo si viene ammaliati da pini silvestri, abeti e altre conifere, mentre il terreno diventa progressivamente più ripido.
Occorrono indicativamente 30-40 minuti di salita, a seconda del passo e delle condizioni del terreno, ma con l’ultimo tratto che richiede un certo impegno fisico (attenzione, può risultare fangoso dopo le piogge). Poi, quasi all’improvviso, compare la piramide, che osservata da vicino rivela la superficie irregolare dei blocchi di pietra, assemblati fino a formare una struttura compatta e severa.
Sulla facciata si distingue la lapide commemorativa dedicata al principe Alberto, ma anche una seconda iscrizione che riporta un passo della Sapienza di Salomone, scelto per ricordare una vita breve ma compiuta. Merita attenzione anche il panorama: dalla collina lo sguardo raggiunge la valle del fiume Dee, i boschi della tenuta e i rilievi del Parco Nazionale dei Cairngorms, il più esteso del Regno Unito.
Chi desidera proseguire l’esplorazione può scegliere il circuito dei cairns, un itinerario di circa 9,5 km, con un dislivello positivo di 371 metri e una durata indicativa di 2 ore e 30 minuti-3 ore (escluse eventuali soste prolungate). Si tratta di un tragitto che attraversa colline, radure e sentieri forestali, consentendo di raggiungere diversi memoriali della famiglia reale. Alcuni sorgono su piccoli affioramenti rocciosi, altri appaiono tra gli alberi e richiedono brevi deviazioni dal percorso principale.
Per la sola piramide è preferibile considerare circa 1 ora e 30 minuti-2 ore complessive, compreso il ritorno. La tenuta mette a disposizione mappe distinte per i due itinerari: il circuito completo presenta alcuni bivi privi di segnaletica evidente, rendendo utile una cartografia scaricata in anticipo.
Dove si trova e come arrivare
La Piramide di Balmoral si trova nell’Aberdeenshire, in Scozia, all’interno del Parco Nazionale dei Cairngorms. Sorge sulla collina di Craig an Lurachain, poco a sud del celebre castello reale, in un territorio caratterizzato da montagne, foreste e ampie distese di brughiera. Il punto di riferimento per la visita è Crathie, piccolo centro situato lungo la strada A93, tra Ballater e Braemar.
Per chi viaggia in automobile, la soluzione più pratica consiste nel raggiungere il parcheggio di Balmoral, nei pressi del centro informazioni turistiche di Crathie. Dal parcheggio il percorso conduce verso il fiume Dee, attraversato mediante un ponte sospeso pedonale. Superato il corso d’acqua, si prosegue in direzione di Easter Balmoral, seguendo le indicazioni per la Royal Lochnagar Distillery e, successivamente, quelle dedicate al Prince Albert’s Cairn.
Crathie è raggiungibile anche con gli autobus che collegano Ballater e Braemar, verificando preventivamente gli orari dei servizi locali. Per organizzare la passeggiata conviene consultare il sito ufficiale di Balmoral Castle, che pubblica le mappe degli itinerari e le informazioni relative agli accessi.
Vi consigliamo di utilizzare scarpe da trekking con buona aderenza, abbigliamento impermeabile e prestare attenzione alle condizioni meteorologiche (durante tutto l’anno). Nei mesi invernali in particolare, le poche ore di luce e la possibile presenza di ghiaccio richiedono maggiore prudenza lungo la salita.