Osservando con non troppa attenzione si potrebbe pensare di essere arrivati davanti a un castello medievale, uno di quelli costruiti per resistere agli assedi, con torri altissime, mura massicce e pochissime aperture rivolte verso l’esterno. Ma la verità è che dietro quella poderosa cinta difensiva resiste allo scorrere inesorabile del tempo uno dei luoghi religiosi più importanti della Serbia, custode di affreschi preziosi, antichi manoscritti e della memoria di un sovrano che contribuì a trasformare il proprio regno in un centro culturale di grande prestigio.
È il Monastero di Manasija, conosciuto anche con l’antico nome di Resava, e prende vita su un pianoro affacciato sulla valle del fiume Resava. Tutt’intorno, invece, ci sono boschi e rilievi che incorniciano possenti torri di pietra. Oggi riunisce due anime apparentemente lontane: da una parte è una straordinaria testimonianza dell’architettura militare medievale, dall’altra è la culla di un patrimonio artistico e spirituale legato alla tradizione bizantina.