In Egitto si riscrive la storia: scoperto il secondo più grande complesso monastico

In Egitto riaffiora un meraviglioso complesso monastico copto del V secolo: strutture, affreschi e reperti raccontano l’evoluzione della vita religiosa antica

Pubblicato:

Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

Un’importante scoperta archeologica in Egitto sta offrendo nuovi elementi per comprendere le origini del monachesimo cristiano e l’evoluzione delle prime comunità religiose. Nel governatorato di Beheira, nell’area di Qalaya (governatorato di Buḥayra), una missione archeologica egiziana affiliata al Consiglio Supremo delle Antichità ha riportato alla luce un edificio risalente al V secolo d.C..

Si tratta di un ritrovamento che non solo arricchisce il patrimonio storico del Paese, ma contribuisce anche a ridefinire le conoscenze sulle prime forme di organizzazione monastica.

Gli scavi, avviati nel 2023, hanno già restituito numerosi reperti e strutture che testimoniano la complessità e la vitalità di questo antico insediamento. L’area di Qalaya, infatti, è considerata il secondo più grande centro monastico della storia del monachesimo cristiano, un dato che rende la scoperta ancora più significativa per studiosi e appassionati di storia antica.

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