A Ratisbona si passa dal cantiere alla storia: scoperto il santuario più antico di tutta la Baviera

Riemerge nel cuore della città il Mitreo più antico conosciuto in Baviera e riscrive la storia che conosciamo

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Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

Uno straordinario ritrovamento archeologico è avvenuto nel centro storico di Ratisbona, in Baviera. Sotto le strade acciottolate del centro storico cittadino, patrimonio UNESCO affacciato sul Danubio, è riemerso un capitolo dimenticato della storia romana.

Da uno scavo per lavori di routine sono riemersi reperti la cui unicità è diventata evidente solo a un esame più attento: in epoca romana, questo sito ospitava un santuario del dio Mitra, chiamato Mitreo, il più antico mai rinvenuto in tutta la Baviera. Una scoperta straordinaria che cambia la mappa della presenza romana nella Germania sud-orientale e apre nuove prospettive su uno dei culti più enigmatici dell’antichità.

Cosa è stato scoperto

Il ritrovamento è avvenuto in Stahlzwingerweg 6, nel pieno centro storico di Ratisbona, dove era previsto un progetto residenziale promosso da SDI GmbH & Co. KG. Come previsto in un’area archeologicamente sensibile, prima dell’inizio dei lavori sono state avviate indagini preventive dall’ArchaeoTeam GmbH, sotto la direzione dell’archeologa Sabine Watzlawik.

All’inizio, nulla ha fatto immaginare l’eccezionalità della scoperta: sono emerse tracce di frequentazioni preistoriche, romane e medievali, perfettamente in linea con la storia stratificata della città. Tuttavia, alcuni reperti più complessi hanno iniziato a sollevare interrogativi e solo dopo un’analisi attenta da parte degli esperti, guidati dall’archeologo Dr. Stefan Reuter, si è finalmente ricomposto il puzzle: in epoca romana, in questo punto sorgeva un Mitreo, ovvero un tempio dedicato al dio orientale Mitra.

Cosa è stato trovato, nello specifico, per risalire all’identità di questo luogo? Innanzitutto, l’edificio era originariamente in legno, infatti solo una piccola parte di esso è sopravvissuta, ma tanti altri indizi confermano questa ipotesi. Tra i reperti rinvenuti, una pietra votiva, frammenti di placche votive, simili a quelle trovate in altri templi, elementi tipici di un santuario e monete. Sono state proprio queste ultime a rivelarsi fondamentali per risalire alla datazione: il Mitreo risale a un lasso temporale compreso tra l’80 e il 171 d.C., durante il periodo del forte di coorti romane di Kumpfmühl e del relativo insediamento sul Danubio.

Tra gli altri reperti frammenti ceramici decorati con serpenti, incensieri, brocche e recipienti per bere. Dettagli fondamentali, perché il culto di Mitra prevedeva banchetti rituali e cerimonie iniziatiche riservate a comunità ristrette, spesso legate all’ambiente militare.

Musei della Città di Ratisbona
Le monete rinvenute nel santuario riemerso a Ratisbona

Perché questa scoperta è unica

Secondo Maximilian Ontrup, esperto di archeologia romana provinciale presso i Musei Civici di Ratisbona, il ritrovamento è eccezionale per due motivi fondamentali: si tratta del primo santuario romano mai identificato nel centro storico della città e, su scala regionale, rappresenta il più antico Mitreo tra i nove finora noti in Baviera.

La maggior parte dei santuari dedicati a Mitra risale infatti a un periodo più tardo, tra la fine del II e il III secolo d.C., quando il culto raggiunse il suo apice nell’Impero Romano, prima di essere progressivamente soppiantato dal Cristianesimo tra IV e V secolo. Il sito di Ratisbona testimonia invece una diffusione precoce del culto, offrendo una rara finestra su una fase ancora poco documentata.

La scoperta è considerata una delle più importanti per la Ratisbona romana degli ultimi dieci anni e il suo valore va ben oltre i confini cittadini: i reperti forniscono nuove informazioni sui rituali, sulle pratiche religiose e sulla vita sociale di un culto ancora oggi avvolto dal mistero, sia in Germania che al di fuori.

Per questo motivo, la città di Ratisbona e l’Ufficio statale bavarese per la conservazione dei monumenti hanno avviato un progetto di studio congiunto, attualmente in corso. I reperti saranno esposti nei Musei Civici di Ratisbona, entrando a far parte di un nuovo percorso museale che promette di rendere “visibile” una storia rimasta sepolta per quasi duemila anni.

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