Per oltre un secolo, chi passeggiava lungo corso della Giovecca lo ha visto solo da fuori, o al massimo dallo sportello di una banca. Da giovedì 8 ottobre, invece, Palazzo Barbantini-Koch, storica sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, apre le sue porte a tutti con una nuova funzione. Diventa il Polo culturale di Ferrara de La Galleria BPER, uno spazio dedicato all’arte, alla memoria della città e alla ricerca.
Dopo i lavori di recupero partiti nel 2023, l’edificio torna alla città con una collezione permanente che ripercorre cinque secoli di arte ferrarese ed emiliana e una mostra temporanea dedicata ai fiori nella pittura italiana. Il polo ospiterà anche attività didattiche, formazione e spazi per lo studio.
Per chi ama Ferrara, o sta pensando di visitarla questo autunno, c’è un motivo in più per mettersi in viaggio.
Indice
Una nuova identità per Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara
Il palazzo rappresenta un pezzo della storia cittadina di Ferrara. Fu costruito tra il 1907 e il 1910 su progetto dell’ingegnere Luigi Barbantini, con la supervisione dell’architetto Gaetano Koch, e venne inaugurato nel 1910 alla presenza di Vittorio Emanuele III. Era stato pensato per dare alla Cassa di Risparmio una sede solida e rappresentativa, all’altezza del suo ruolo in città.
A partire da oggi, 8 ottobre 2026, il palazzo cambia funzione senza cancellare il proprio passato. Il Barbantini-Koch entra a far parte dei “Poli Culturali BPER. Un sistema di patrimonio diffuso”, la rete che collega edifici storici del gruppo bancario e che comprende anche Palazzo San Carlo a Modena e Palazzo Farinosi-Branconi a L’Aquila. L’obiettivo è trasformare sedi e collezioni rimaste a lungo riservate in luoghi accessibili al pubblico.
Cosa vedere, biglietti e orari
L’apertura al pubblico è fissata per giovedì 8 ottobre. Al piano nobile si trova il percorso permanente “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, che raccoglie 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe, distribuite in diciotto sale.
Si parte dal Rinascimento ferrarese, con nomi come Domenico Panetti, l’Ortolano, il Garofalo e Girolamo da Carpi, per arrivare al Novecento di Gaetano Previati, Filippo de Pisis e Achille Funi. Tra i pezzi più preziosi c’è il “Ritratto del comandante Gabriele Tadino”, attribuito a Tiziano e datato 1538, già appartenuto alla Cassa di Risparmio.
Fino al 31 gennaio 2027, il palazzo ospiterà anche la mostra “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni. Le oltre quaranta opere esposte, firmate tra gli altri da Hayez, Segantini, Previati e Casorati, usano il fiore come filo conduttore per parlare di bellezza, desiderio e del tempo che passa, dal Romanticismo al Simbolismo. Il percorso è arricchito dai versi di Leopardi, Manzoni e Pascoli e da elementi olfattivi legati al mondo floreale.
Il palazzo è aperto il giovedì dalle 14:00 alle 19:00; dal venerdì alla domenica fa orario continuato dalle 10:00 alle 19:00, mentre lunedì, martedì e mercoledì resta chiuso. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura, il biglietto intero costa 10 euro e il ridotto 8 euro, entrambi acquistabili online dal sito ufficiale scegliendo data e fascia oraria.