Programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea: un anno di mostre e performance

Mostre, residenze, arti performative ed educazione ridisegnano Gibellina eletta Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, ecco il programma

Pubblicato: Aggiornato:

Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

Al via dal 15 gennaio al ricco programma di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. La città, ricostruita dopo il terremoto del 15 gennaio 1968, ha scelto l’arte come forma di rinascita, cura e identità. Oggi quella vocazione diventa un programma pubblico strutturato, diffuso e corale, intitolato “Portami il futuro”, che inizia proprio nel giorno dell’anniversario del terremoto: una scelta fatta per riaffermare il legame tra arte, memoria e ricostruzione, riconoscendo nella storia di Gibellina un paradigma universale secondo cui la cultura non è ornamento, ma fondamento di rinascita, responsabilità e progetto collettivo.

Il programma 2026 si sviluppa in cinque grandi assi (mostre, residenze, arti performative, educazione e partecipazione, simposi e giornate di studio) e attraversa spazi chiave come il MAC “Ludovico Corrao”, la Fondazione Orestiadi – Museo delle Trame Mediterranee, il Teatro di Pietro Consagra, il Grande Cretto di Burri e Belìce/EpiCentro della Memoria Viva. L’idea non è “portare eventi” a Gibellina, ma usare l’arte come infrastruttura civica: attivare luoghi, riaprire cantieri, produrre opere e pratiche capaci di lasciare eredità nel territorio.

Le mostre

Il programma si è aperto con un’anteprima il 19 dicembre 2025 a Trapani: la mostra “Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea“, promossa dalla Fondazione Orestiadi e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani con il Comune di Gibellina, negli spazi di via Garibaldi. L’esposizione raccoglie documenti e opere che raccontano la costruzione culturale della città, dal Grande Cretto di Alberto Burri alla Montagna di sale di Mimmo Paladino, fino ai materiali delle Orestiadi e del Museo delle Trame Mediterranee.

Giovedì 15 gennaio apre la mostra “Dal mare. Dialoghi con la città frontale”, a cura di Andrea Cusumano, che riunisce le video-installazioni Resto del duo MASBEDO e The Bell Tolls Upon the Waves di Adrian Paci. Un’esperienza che offre una riflessione sul Mediterraneo come orizzonte umano, politico ed esistenziale. L’appuntamento è al Teatro di Pietro Consagra, opera-manifesto progettata da Pietro Consagra.

Ufficio Stampa
La mostra “Dal mare, dialoghi con la città frontale”

Nella stessa giornata è stata inaugurata “Colloqui” di Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo, a cura di Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta: una mostra che mette in relazione le opere di cinque artiste centrali nella storia culturale di Gibellina e nel panorama artistico italiano, riaffermando un’attenzione pionieristica al lavoro delle donne come parte integrante del progetto civico e comunitario della città.

Venerdì 16 gennaio 2026 è la volta di “Austerlitz” di Daniele Franzella, installazione situata all’interno della Chiesa di Gesù e Maria progettata da Nanda Vigo, come parte della mostra collettiva “Generazione Sicilia. Collezione Elenk’Art”, a cura di Alessandro Pinto e Sergio Troisi, che si sviluppa al MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, istituzione cardine della storia culturale di Gibellina.

Febbraio è dedicato alla Cittadella dei Ragazzi di Alcamo, mentre marzo esplora la memoria come materia viva. A Belìce/EpiCentro della Memoria Viva debuttano “Philippe Berson. Mummie” (Gaetano Costa, con Riso di Palermo) e “Rossana Taormina. Luce Residua” (Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte), installazione sotterranea dove la luce diventa archivio e resistenza.

Ad aprile la Fondazione Orestiadi ospita dal MAXXI “Mediterranea: visioni di un mare antico e complesso” (Viviana Panaccia), percorso tra ecosistemi, culture e conflitti del mare nostrum.

Maggio celebra l’arte processionale con “Prisenti” (Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta), mostra diffusa sui drappi di San Rocco tra pezzi storici e autori fondamentali.

Andrea Repetto
Sistema di Piazze di Gibellina, progettato da Franco Purini e Laura Thermes

A giugno parte “Domestic Displacement (mappa instabile)” al MAC (Giulia Ingarao e Antonio Leone, ruber.contemporanea), indagine su spostamento geografico e identitario. Contemporaneamente torna Gibellina Photoroad 2026 (direzione artistica Arianna Catania) con interventi all’aperto: il progetto partecipativo di Erik Kessels, installazioni di Teresa Giannico e Stefano Cerio.

Settembre porta tre inaugurazioni: “Terra matta. Art brut a Gibellina” (Eva Di Stefano) alla Fondazione Orestiadi; “Francesco Bellina. Fawohodie” tra Chiesa Madre e Grande Cretto; “Legami invisibili” al Giardino Segreto (Federica Fruttero) con Suzy Lelièvre, Mathieu Oui e Mila Sarti.

In ottobre due progetti fanno da ponte: “Liu Bolin. Macerie” tra MAC, Grande Cretto, rovine di Poggioreale e L’Aquila (Capitale italiana della Cultura 2026), e “Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra” (Andrea Cusumano e Antonio Leone) distribuito tra Gibellina, Alcamo e Salemi.

Per tutto il 2026 proseguono “Atlante Elimo”, “Il Cretto è casa mia” (progetto fotografico partecipativo nato nel 2023) e il ritorno dell’installazione “Richard Long. Circle of Life, 1997–2008”.

I concerti

Nelle due giornate inaugurali del 15 e 16 gennaio sono previsti due concerti gratuiti aperti al pubblico: il 15 gennaio, alle ore 19.30, presso la Sala Agorà, si tiene il concerto della Banda del Sud, un omaggio al Mediterraneo con canti in diverse lingue diretti da Gigi Di Luca e Mario Crispi; il 16 gennaio, alle ore 21.00, in Piazza 15 Gennaio 1968, si tiene il concerto di Max Gazzè, accompagnato dalla Calabria Orchestra nel progetto Musicae Loci.

Ufficio Stampa
Chiesa Madre, l’opera di Ludovico Quaroni

Residenze e arti performative

Le residenze si articolano in una serie di presentazioni distribuite nel corso dell’anno: a maggio con Lucia Veronesi, la Scuola di Santa Rosa di Lauretta e Presicce e Virgilio Sieni (Cerimonia); a giugno con Flavio Favelli e Pietro Fortuna (Folds); a luglio con Sislej Xhafa (Le ombre); ad agosto con Giorgio Andreotta Calò (Ricucire), in collaborazione con l’Accademia di Venezia e un nuovo prìsente previsto per il 16 agosto, festa di San Rocco; infine a ottobre 2026 con Diwan – Simposio di arti. Nel 2026 proseguono inoltre progetti come Stalker – Intervento Minimo sul lago di Ungers, la residenza sociale di Zoukak Theatre e Igor Grubić – Re-Building the Future.

Il momento simbolico centrale è previsto per il 27 e 28 giugno 2026 con “L’Orestea di Gibellina” di Emilio Isgrò al Grande Cretto di Burri, in collaborazione con il Festival delle Orestiadi. Segue il programma estivo: a luglio 2026 l’installazione “Qui la vita non è altrove” di Roberto Andò e Mimmo Paladino al Baglio Di Stefano e la rassegna Cinema e arte contemporanea. Il Festival delle Orestiadi, giunto alla 45ª edizione, si svolgerà dal 3 luglio al 2 agosto 2026, con anteprima il 27, 28 e 29 giugno tra il Baglio Di Stefano e il Grande Cretto. Ad agosto 2026 è infine previsto un programma dedicato alla musica e all’arte contemporanea.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963